Quelli che “Vaffanculo runners!”

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Matteo Torre
Matteo Torre (detto Tower): Matteo è una creatura poliedrica come neanche le lame miracle blade. Nuota, pedala e corre come Bud Spencer, Luigi Malabrocca e Linus di Radio DeeJay. In seguito ad un incidente con il tapis roulant ha battuto la testa e si è persuaso di essere un uomo di ferro. Per dimostrarlo a se stesso, prima che a tutti gli altri, anziché provare a volare con l'ausilio di razzi propulsori e a sconfiggere i cattivi ha deciso di iscriversi ad un IronMan. Che è impresa molto più difficile, oltre che per niente aggratis! Ma lui ce la farà e noi godremo dei ricavati del suo successo scroccandogli il pass per la festa di fine gara.

Tempo di lettura: 2 minutiCi sono città dove il traffico è perennemente bloccato perché tutti prendono la macchine per percorrere anche solo 500 m. Dove è normale sostare in seconda fila mentre si accompagnano i bambini a scuola. Dove i marciapiedi sono fatti per parcheggiare e chissenefrega se passeggini o disabili rimangono bloccati. Dove le striscie pedonali sono un impiccio e dove i ciclisti una scocciatura (la strada è delle automobili, mica di tutti no?).

E poi ci sono città dove il passaggio di una gara – podistica, ciclistica, quel che volete! – scatena i più bassi istinti dell’animo umano. Fa in modo che l’automobilista leso della sua maestà si scopra improvvisamente difensore dei propri diritti e si senta nel giusto a urlare insulti contro i runner che evidentemente non hanno il privilegio di poter usufruire di quel pezzo di asfalto. Non hanno mica quattro ruote loro.

Così l’intolleranza, la mancanza di rispetto, l’egoismo e anche la scarsa lungimiranza trovano facile sfogo. Poco importa che la città sia di tutti, poco importa che la gara sia niente altro che il simbolo di uno stile di vita sano volto non solo ad allungare la vita, dargli maggiore qualità e ridurre i costi del servizio sanitario nazionale (già, ci avete mai pensato?). La precedenza devono averla i più forti, i prepotenti, quelli che della condivisione degli spazi pubblici non concepiscono neppure l’idea e del rispetto per gli altri non sanno che farsene.

Anche da queste cose, piccole ma forse neanche troppo, si vede la direzione verso cui è incamminata una società. E noi evidentemente abbiamo ancora tanta strada da fare, anzi, da correre. Altri invece ci sono già arrivati: pensate, ad esempio, che a Berlino quando c’è la maratona, chiudono le strade dal giorno precedente.

Certo, ci sono automobilisti che si fermano e urlano incitamenti, battono le mani e godono dello spettacolo e – permettetemi di dirlo – sono tutti dei fighidellamadonna!

Qualcuno ha detto che un bravo automobilista è, prima di tutto, un bravo ciclista. Aggiungerei anche un bravo runner. E per parafrasare una frase storica dei Beatles poi ripresa dagli U2: running stops the traffic!

P.S.: Vi stupireste se qui da noi qualche automobilista incazzato fosse sceso per picchiare Bono? Salvo poi prenderle dalle guardie del corpo. :D

(©iStockphoto.com/jabiru)

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