Pioggia fuori. Sole dentro.

Cara Primavera,
Ti scrivo in quanto ultimamente sei stata alquanto latitante dalle nostre parti. Ci stiamo tutti chiedendo con ansia dove tu sia finita, vorrai mica che contattiamo “Chi l’ha visto?”.
Certamente anche correre con la pioggia ha i suoi lati positivi, e su questo possiamo tutti convenire. A essere sinceri è anche piacevole sotto certi aspetti e ha il suo oscuro fascino. Sicuro.
Ma non credi sia il caso di iniziare a riscaldare gli animi di noi runners desiderosi di abbrustolire al sole come spiedini? Lo so, poi ci lamentiamo dell’abbronzatura “da muratore” e non sopportiamo l’afa. Siamo sempre i soliti. Ma quest’anno faremo i bravi. Promesso.

Una nuova famiglia

Considerazioni meteorologiche a parte, l’avvicinamento alla We Own the Night procede, inarrestabile, come pure gli allenamenti. In questi giorni ho avuto modo di conoscere, seppur solo virtualmente, le mie “compagne di viaggio” e devo riconoscere che lo spirito che si è venuto a creare, è una cosa che ha a dir poco dell’incredibile. Provenienze da ogni angolo d’Italia, vite ed esperienze agli antipodi. Ma accomunate da un’unica passione. Correre. E questo ci fa sentire terribilmente vicine, coinvolte e coinvolgenti di riflesso, riuscendo a creare in così poco tempo una meravigliosa spirale di energia che, (di questo ne sono certa!) raggiungerà l’apice il 31 Maggio 2013. Non ho dubbi, siamo un gruppo incredibile.

Una giornata di speranza

Ma torniamo alla sottoscritta. Difficilmente ho vissuto giornate emotivamente intense come quella di domenica 21 aprile 2013. In occasione della Maratona di S. Antonio a Padova, che si è svolta in ricordo delle vittime dell’attentato di Boston, al minuto 4.09.44 è stato srotolato uno striscione di dimensioni epiche con la scritta “We run with Boston”, accompagnato da un minuto di silenzio e da un successivo e composto applauso. Negli occhi della gente solamente vicinanza e solidarietà.
Io, tuttavia, mi trovavo a Padova per un’altra ragione. Oltre alla storica Maratona, oggi si correvano anche la Mezza Maratona e la Stracittadina. Quest’ultima si trattava di una 13 km non competitiva, il cui ricavato è stato devoluto in beneficenza alla Città della Speranza, fondazione che da anni lotta per trovare una cura per i bambini malati di leucemia.
Potrà sembrare retorica ai più, ma posso assicurare che trovarsi all’interno di un serpentone di persone (sono stati stimati circa 15mila partecipanti), che correva con il sorriso sulle labbra e il cuore in mano (quest’ultimo solo metaforicamente parlando, ovvio :) ) è stata un’emozione fortissima.
Quando, poi, abbiamo fatto capolino in Prato della Valle: l’apoteosi.
Lo striscione d’arrivo, lo speaker che ci incitava, quattro ragazze e un ragazzo (in mezzo ad altre migliaia di persone), in rappresentanza della Città della Speranza, le braccia e gli occhi alzati al cielo.
Occhi lucidi, bagnati dalla pioggia e dalla commozione ed infine un lungo, interminabile abbraccio.
Oggi non abbiamo fatto nulla di speciale. Abbiamo semplicemente corso, sotto la pioggia. Ma dentro ai cuori di chi ha corso c’era il sole, il sole della speranza.
Perchè il sole, prima o poi, torna sempre a splendere.

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