Nike Free Flyknit: la seconda pelle

Tempo di lettura: 2 minutiNike la chiama “Natura amplificata”: assecondare il naturale movimento del piede, proteggendolo con una scarpa innovativa, ma esaltandone la natura e la meccanica. Questa è la filosofia natural che Nike ha iniziato a perseguire con la tecnologia Flyknit impiegata prima nelle sue Racer e poi applicata ad altri modelli: le Lunar+1, le Flyknit Hyperfeel e ora le Free Flyknit.

Un calza e una suola.

La tecnologia Flyknit è nata proprio così: cosa succede se prendi una calza – che è la cosa più naturale e comoda che vorresti indossare ai piedi – e ci metti sotto una suola? Succede che ottieni la massima vestibilità ed aderenza al piede e lo ammortizzi contemporaneamente. Facile a pensarsi, meno a dirsi: per farlo Nike ha sviluppato macchine prima mai pensate per poter fare una “calza” comoda ma allo stesso tempo resistente. Poi ha capito che questa tecnologia era perfetta per il natural running.

Flyknit al cubo.

Vedendo la Free Flyknit non si può che pensare che la somiglianza con una calza è l’unica possibile: la Free Flyknit si indossa allargando il collo esattamente come una calza e al piede aderisce. Esattamente come una calza.
Una calza un po’ particolare: strutturata e tessuta in modo da realizzare regioni di tomaia a diversa resistenza, capaci di offrire supporto e stabilità (punta, fianco e tallone) oppure massima elasticità (collo, per indossarle). Il resto della tomaia è Flyknit puro: un tessuto resistente e traspirante al tempo stesso, che copre il piede senza impedirgli di respirare e articolarsi nel suo ambiente e nelle sue temperature di esercizio ideali.

Un soffice prato portatile.

Risolto il problema di come far star comodo il piede bisogna farlo correre bene: la suola della Free 5.0+ è la risposta. Morbida, estremamente flessibile grazie alle sue profonde scolpiture, è una morbida superficie portatile: comodità garantita da Nike, superflessibilità. La scarpa protegge e aderisce, ma non impedisce i movimenti del piede.
Ma basta parole. Cosa meglio di un video per capire di cosa stiamo parlando?

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Martino Pietropoli
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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1 COMMENT

  1. […] In principio ci furono le Primeknit: introdotte pochi giorni prima delle Olimpiadi di Londra 2012 vennero subito messe in confronto con le coetanee Flyknit di Nike. Tecnologia simile (una tomaia leggerissima fatta con un’unica mesh tessuta come una sottile garza ultraresistente e traspirante, suola decisamente da running) e date di nascita simili. Poi Nike ha iniziato ad applicare la sua rivoluzionaria tomaia in Flyknit a molti modelli con diverse destinazioni: le  Lunar1+, le Hyperfeel e ora le Free Flyknit. […]

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