Nike Flyknit, il filo logico

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Che le nuove Flyknit non siano scarpe normali lo si capisce alla prima occhiata. La tomaia ha un aspetto strano, molto particolare: è tessuta in un unico pezzo. Seamless, senza cuciture appunto. Un unico pezzo, con densità diverse, per garantire lo stesso sostegno, supporto, flessibilità e traspirazione di una scarpa tradizionale ma con una caratteristica in più, anzi… In meno. La tomaia pesa solamente 34 grammi.

Il seamless è una tecnologia relativamente nuova per il mondo del running, portata alla ribalta dai prodotti X-Bionic, arriva per la prima volta nella scarpa con Nike Flyknit. Ci sono voluti quattro anni per arrivare a questo risultato, una strada nuova che a prima vista può lasciare dubbiosi.

Purtroppo è ancora molto difficile trovarle in negozio, noi le abbiamo avute in prova grazie a MisterRunning.com (dove le trovate con uno sconto sul prezzo di listino) perché, onestamente, dopo averle viste in anteprima eravamo molto curiosi. Anche solo di toccarle con mano.

Infatti, le prendi in mano, ne senti il peso (160 gr nella versione Racer, 220 gr per la Trainer) e dici: «Naaaaa, impossibile: questa è una scarpa da gara per gli atleti “Pro”. Non avrà mai la protezione e il sostegno che servono a me».

Poi le indossi e…

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Nike Flyknit Racer

[A cura di Martino] “Funny, how looks can be deceiving” cantava Elvis Costello. È strano come le apparenze ingannino. La prima volta che ho preso in mano le Nike Flyknit Racer ho pensato che fossero leggere, bellissime, wowchecolorevoglioindossarle, però che rigide, però saranno scomode.

Invece.

Invece raramente ho provato e corso con scarpe più diverse da come appaiono  a come sono. Le Flyknit Racer mantengono ogni promessa di leggerezza: semplicemente non le senti e la mesh traspirantissima (è come avvolgere il piede in una sottile garza) lascia il piede asciutto e non lo surriscalda (a patto di non usarle in inverno, ovviamente).
Ma ero forse più impensierito dall’apparente rigidità della suola.

Per molti runner, anche per chi non t’aspetti.

“Racer” mi ripetevo “Saranno come degli zoccoli giapponesi: duri e scomodi”. Invece: le Flyknit Racer sono sulla carta delle A2 quasi da gara, certo non adatte ai lunghi, ma sono perfettamente ammortizzate e davvero e incredibilmente comode. Ci corri e pensi che sentirai ogni asperità del terreno senza alcuna mediazione elastica e invece la senti, c’è, ed è molto Nike. Non so come dire. Dai modelli A3 Nike te l’aspetti: sono scarpe molto ammortizzate e comode, ma non da questa. Eppure sa essere comoda ma molto reattiva. Acceleri e c’è, ti segue. Curvi sul bagnato e c’è ancora. E ancora.
Certo, la forma in punta è tipica di una scarpa racer o tradizionale (punta stretta aka dita del piede raggruppate e che non possono aprirsi per scaricare a terra), il drop c’è ma non poi in maniera così evidente. C’è soprattutto una suola morbida che ti aderisce al piede. Questo sono le Flyknit: una piuma ai piedi, certo capaci di esprimere e rendere al massimo ai piedi di chi ha benzina da bruciare nelle gambe e un motore infaticabile. Ma inaspettatamente perfette per chi, come me, è abituato alle durezze del barefoot. Una sorpresa. Piacevolissima.

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Nike Flyknit Trainer+

[A cura di BIG] Le Trainer sono la versione “da allenamento” delle Flyknit. Un po’ più pesanti, un po’ più protettive delle sorelline magre da gara. Da allenamento. Duecentoventi grammi. Ma ti pare ammissibile? Le indossi la prima volta ed è una sensazione molto strana: ti sembra di avere semplicemente la suola appoggiata alla pianta del piede. Nessuno spigolo, nessuna pressione, praticamente un calzino con la suola. La sensazione è di libertà. Pura e semplice libertà. È un concetto che va oltre la comodità: semplicemente non le senti.

Sì, vabbè, ma la protezione? In effetti inizi a correre e ti sembra di non averle ai piedi ma noti una sensazione strana: il piede appoggia perfettamente, nessun cedimento, nessuna fatica, nessuna incertezza. La sensazione strana sta nella totale mancanza di costrizione. Per spiegarmi meglio: nelle scarpe tradizionali il supporto è sempre percepibile, come se la calzatura ti dicesse “eh no, ciccio, tu adesso metti il piede come voglio io!”. Le Flyknit Trainer invece si limitano a lasciarti correre: sono loro che pensano a guidare il piede e a sostenerlo nella maniera corretta.

La suola è particolare: tanto sembra rigida in mano, altrettanto è flessibile e impercettibile ai piedi. Con una mescola silenziosa, fatta ovviamente solo per l’asfalto, che dà sicurezza anche nel bagnato o sul ghiaccio che si può trovare al mattino presto.

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L’estetica piace o “nonpiace”. Certamente non lascia indifferenti. Personalmente la trovo molto bella. Le Flyknit sono innovative anche a guardarle. E più le guarti, più ti piacciono.

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

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