New York, la maratona degli italiani

La maratona di New York, per molti versi è La Maratona, la sua grandezza è descrivibile in numeri, e che numeri.
A questo evento, partecipano ogni anno circa 60.000 runners (anche se le richieste sono molto più alte). Una buona parte di loro arriva dall’Italia. Questo perché la maratona di New York è estremamente popolare e anche perché c’è un forte legame tra l’Italia e la città di New York. Ma il “feeling” tra l’Italia e la maratona della Grande Mela non si esaurisce qui. Gli italiani, infatti, si sono sempre ben comportati in questa gara, tanto da averla vinta per 5 volte in 39 edizioni. Tanto per dire, in campo maschile meglio di noi hanno fatto solo Stati Uniti, che in quanto paese ospitante ha fatto razzia nelle prime edizioni, ed il Kenya.
Ripercorriamo quindi le vittorie italiane a New York e vediamo come, con l’edizione al via domenica, ci sia più di una speranza di andare ad incrementare questo numero.

1984 Orlando Pizzolato

La prima vittoria italiana a New York arriva ad opera di Orlando Pizzolato. Il maratoneta vicentino, ancora praticamente sconosciuto all’epoca, sorprese tutti i favoriti vincendo un’edizione durissima. Contrassegnata da grande caldo e altissima umidità. Prima di tagliare il traguardo, Pizzolato si fermò per ben 8 volte per recuperare dallo sforzo. Nonostante questi stop però, nessuno da dietro riuscì a riacciuffarlo e la vittoria fu sua.

LEGGI ANCHE:
Torna Wings For Life, la run in cui il traguardo ti insegue

1985 Pizzolato concede il bis

Se vincere era stato difficile, confermarsi lo fu ancora di più. Alla partenza Pizzolato non era più uno sconosciuto, era il detentore del titolo e tutti lo temevano e lo controllavano. Pizzolato fu bravissimo a tenere una condotta di gara accorta. Non si fece irretire dagli attacchi dei rivali, corse di rimonta riagguantando tutti quelli che lo avevano attaccato nella prima parte di gara e riuscendo a confermarsi campione.

1986 ancora Italia con Gianni Poli

Nel 1986 l’italia completò una splendida tripletta grazie alla vittoria di Gianni Poli. Il maratoneta bresciano riuscì ad imporsi superando la concorrenza del detentore Pizzolato e di tutti gli altri specialisti terminando la maratona con il tempo di 2h 11′ e 06″.

1996 a dieci anni dall’ultimo italiano, Giacomo Leone

Dieci anni dopo l’ultima vittoria italiana a New York arriva il successo, piuttosto a sorpresa, di Giacomo Leone. E pensare che il maratoneta pugliese nemmeno doveva esserci. Giunto secondo a Venezia l’anno prima, infatti, aveva ricevuto un’offerta in denaro da parte degli organizzatori per l’edizione del 1996 della maratona veneziana. Leone, decise invece di correre a New York dove gli organizzatori gli riservavano solamente i biglietti aerei. Fu decisamente un ottimo investimento.

1998 la prima volta al femminile: Franca Fiacconi

Dopo aver collezionato un quarto ed un terzo posto e addirittura due secondi piazzamenti, il 1998 fu finalmente l’anno di Franca Fiacconi. Con il crono di 2h 25′ e 17” la maratoneta romana si aggiudicò la ventinovesima edizione della maratona di New York. Prima e, fin’ora unica, atleta italiana a riuscire nell’impresa.

LEGGI ANCHE:
Scassatissimi: il dopo maratona di New York

2015 speranze azzurre?

Per l’edizione che si corre domenica tre sono gli italiani al via: Daniele Meucci, Andrea Lalli e Anna Incerti. Daniele Meucci, campione europeo di maratona e 8° ai mondiali di Pechino dell’estate scorsa aveva già corso New York nel 2013 piazzandosi 10° con 2h12:03 (ma il suo PB è quello di Zurigo agli Europei:2h11:08 e oro). Andrea Lalli ha come PB un 2h12:48 fatto alla maratona di Torino nel 2014 ed è allenato da Stefano Baldini. La Incerti è forte del suo titolo di campionessa europea 2010 ma la concorrenza è agguerrita. Il suo PB è quello ottenuto a Berlino nel 2011: 2h25:32. Ma paragonare maratone corse su circuiti diversi non ha molto senso perché le variabili sono troppe e sono accomunate solo dalla distanza.
E poi New York è New York.

CONDIVIDI
Giacomo Gobbo (detto Jack Lucarelli): di giorno veste i panni di un comune impiegato del catasto (o qualcosa del genere), uscito dal luogo di lavoro si cambia all'interno di una cabina telefonica e veste i panni di un Runner. L'avvento dei cellulari gli ha complicato enormemente la vita in quanto non trova più cabine all'interno delle quali cambiarsi. E i parcheggi delle aree di servizio sono luoghi per scambisti quindi l'operazione risulta essere altamente pericolosa. Ogni tanto parte in missione per conto di diomede, suo vicino di casa, e va a correre maratone e gare di trail di lunghezza spropositata. Ha un'insana passione per le storie sulla corsa e tende a riproporle, anche qui dentro, conciliando il sonno del pubblico.

RISPONDI

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.