La sfida (mai arrendersi)

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Tra me e questo 2013 se ne è messa un bel po’ di roba in mezzo.

La più ingombrante di tutti, la riassumo sotto il cappello di “sfiga” ed intendo infortuni su infortuni.

Ormai più di metà anno se n’è andato, la mia società di atletica deve aver capito che tesserarmi come assoluta non è stata proprio una scelta indovinata, un po’ come i Toronto Raptors con Bargnani (fermo restando che io sono una pippa a correre, rispetto a Bargnani a giocare a basket, eh).

E insomma sta di fatto che dalla settimana scorsa ho scoperto pure di avere i legamenti rotti e delle caviglie tipo quelle della Barbie, a cui non si sa come, ma riuscivi a fargli fare tutti i movimenti più snodati sulla terra, proprio con quelle cavigline lì: tu le prendevi le giravi a 360° le piegavi e loro tornavano a posto. Le mie no, perciò mi sono fatta un po’ di domande. Corro, non corro, cambio sport, mi do all’uncinetto (no perchè poi sicuro me lo pianto da qualche parte), insomma, ho cercato di capire cosa fare.

Sono partita dal fatto che per ora ho ancora 2 iscrizioni pagate, una per la maratona di Valencia a metà Novembre, l’altra per quella di Milano 2014 (rimandata dal 2013). Stavo per vagliare qualche rimborso/spostamento/vendita del pettorale, quando il mio fisioterapista (piuttosto tuonato, direi, ma in fondo è un buonuomo e secondo me mi ha preso anche bene per la sfiga che mi sta attaccata al collo) mi ha guardato e mi ha detto: “beh, te a Valencia ci vai.”

“What? Stai parlando con me?”

“Sì, scusa che problema c’è”

E giuro che non ci sono attimi più imbarazzanti, di quando tu stai per dire, con gli occhi sbarrati “Ma…ma…m…” E rimani sospesa a mezz’aria con le parole, con i pensieri, perché dall’altra parte c’è qualcuno che sa già la banalità che stai per dire e ti salva dal fare figure di merda. E ti senti pure un bel po’ cretina.

Oh, ma a me non pareva di stare dicendo chissà quale eresia accennando al fatto che una maratona si prepara correndo. Allenandosi correndo. Almeno 6 mesetti prima, cosa dite?

E invece ….

“Non ti hanno mica amputato le gambe, eh. In bici ci puoi andare”

“Sì ma per la bici ci vuole tempo. E io non ce ne ho così tanto da allenarmi per bene”

“Ce l’hai il tempo di fare la cyclette? Fatta per bene”

“Boh, sì. Quello sì.”

“Ok, le braccia ti funzionano ancora?”

[rigorose corna nascoste dietro la schiena, no perché voglio dire … non si sa mai, che qua a me pare che la sfiga ci senta da dio]

“A-ha. Sì. Dici che posso nuotare?”

“Ovvio.”

Beh, ovvio. Certo. Che cretina che sono. Nuotare, pedalare? Eccerto, chi non lo fa per preparare una maratona a parte quei tuonati dei triatleti? [@tower77pr ti voglio tanto bene] Come sono demodé a pensare che si corra ancora. Niente, sempre indietro io, peggio di mia nonna.

“Bene allora te inizia. Che poi al resto ci pensiamo più avanti”

Quindi, missione accettata. Sfida raccolta. Prepariamoci ad andare a sventolare qualche tovaglia rossa davanti ai tori.

(Braccio di ferro di AdaAdore – Photo from Flickr)

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