La nostra ossessione è fare correre il mondo intero

Tempo di lettura: 3 minutiÈ un’ossessione buona, dai: vogliamo farti stare meglio (se già non stai bene… ah, corri già?) e farlo facendoti correre. Ma non da solo: con altri, tanti altri. Magari qualche migliaio di persone.
Già lo fai magari e non te ne rendi conto: tante altre persone corrono nella tua città. Magari ci scambi un saluto quando le incroci, magari non le incroci mai.

Tutto cominciò da…

La stessa cosa è successa alle nostre Storytellers: 13 ragazze autocandidatesi per raccontarci la loro preparazione alla We Own The Night organizzata da Nike che si è corsa venerdì 31 maggio a Milano. Non si conoscevano, vivevano in luoghi diversi d’Italia, alcune correvano, altre non avevano mai infilato le scarpe. Eppure.

Eppure.

Si sono messe in gioco e hanno preso sul serio la cosa. Hanno raccontato cosa facevano e come e dove correvano. Ma la cosa più incredibile è che hanno incominciato a parlare della loro vita senza filtri: se erano stanche, malate, se erano divertite e perché. E ci hanno divertito o fatto partecipare alle loro vite sempre in modo leggero e umano: nella buona e nella cattiva sorte.
Parliamo di noi RunLovers, ma siamo sicuri di interpretare il pensiero di molti di voi.

Si racconta di correre e poi si corre.

Poi è arrivato il giorno: tardo pomeriggio, a piazza Castello a Milano. Finalmente le Storytellers si incontrano e finalmente anche RunLovers le incontra. La magia della conoscenza attraverso la rete diventa reale: siamo finalmente tutti assieme e la gara sta per incominciare. Si ride e si sta insieme, si smaltano unghie, si scrive su ogni (ehm, quasi ogni) parte del corpo “I ♥ RUNLOVERS” e ci si conforta e carica: chi è in ansia, chi si rilassa, chi saltella, chi pensa “CHI ME L’HA FATTO FARE???”.
Ma non c’è tempo: si va. Vanno, anzi. Le Storytellers e i loro sorrisi partono.

La felicità.

Quello che vivono in gara lo porteranno sempre nel cuore. Lo raccontano ancora una volta a parole su queste pagine, ma c’è una sola immagine che per noi dice tutto quel che c’era da dire: il sorriso. Tutte sorridono strafelici all’arrivo. Le abbiamo viste partire con un sorriso tirato e viste tornare con un sorriso pieno e rilassato. Ce l’ho fatta. Chi in 43 minuti, chi in più di un’ora. Chissenefrega. Tutte ce l’hanno fatta, soprattutto chi pensava di non farcela. Soprattutto chi mai avrebbe pensato di correre, figurati di farlo per 10 km di fila, assieme ad altre migliaia di donne.

Vincere.

Parlando di corsa spesso si parla di tempi e prestazioni. Non ci stanchiamo mai di ripetere che l’avversario da battere siamo solo noi e quel che conta è farlo. Corri. Finisci una gara. Arriva ai tuoi limiti. E poi superali.
Se le Storytellers avessero avuto in mente di fare un tempo niente le avrebbe soddisfatte se non la vittoria. Ma c’era la Straneo, mica la batti quella. Invece avevano in mente di farlo, e l’hanno fatto. Il premio? Conoscere e condividere la stessa esperienza di altre ragazze e un sorriso stupendo sul viso.

Smile!

Che c’è di più bello che fare star bene le persone? Fargli capire che possono stare bene, meglio, sempre meglio. Che possono farlo assieme ad altri o anche da soli? Poco o niente, forse.
E dopo, col sorriso, tutte hanno ringraziato: per le parole, per l’amicizia, perché non hanno mollato e si sono dette di non mollare.
E quindi anche RunLovers vuole dire grazie: grazie alle nostre straordinarie Storytellers, grazie a Nike per aver organizzato un evento simile e per averci dato fiducia nel raccontarlo a modo nostro, grazie a chi ha corso quel giorno.
Il vostro premio è quel magnifico sorriso. E noi sorridiamo con voi.

Grazie.

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RunLovers
Ognuno corre come vuole, semplicemente, naturalmente. Semplicemente, naturalmente, Runlovers parla di cosa si parla quando si parla di corsa.

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