L’ora d’aria

Tornare a fare le cose che hai sempre fatto. Stessa routine, stessa ripetitività, stessi pensieri (all’incirca).

Durante tutti i mesi in cui non ho corso e mi sono ritrovata a spingere in basso i pedali di una cyclette (o di una bici) e a spingere in alto i manubri (intesi come pesi, eh? Mica quelli delle bici!), ho sempre immaginato come fosse stare “là fuori” mentre gli altri correvano. Cioè più che immaginare, era un (doloroso) rivivere, perchè in realtà lo sapevo benissimo com’era.

Mi sono resa conto che di base era come se fossi una carcerata. No dai, non facciamola così drammatica … Ero semplicemente una persona “costretta” a NON – fare quello che avrebbe voluto: semplicemente, correre.

Ed è un po’ come con le persone: quando ti ci sei affezionata, non riesci più a starne senza. Se ti vengono a mancare, capisci quanto ci tenevi, se poi riappaiono nella tua vita, ti fermi e ti dai delle conferme: “Acciderbolina sì, mi sei proprio mancata! Ma come ho fatto senza di te*?!”

Lo stesso pensiero più o meno mi ha accompagnato tutte le mattine di agosto in cui sono uscita. Ho fatto un mese (completo!) di allenamenti senza distruggermi niente, ma soprattutto con questa costante ogni volta che abbassavo la maniglia per uscire di casa:

“Lo sto facendo, sto uscendo. La mia ora d’aria!

Per darmi una schiarita ai pensieri,

per respirare forte,

per sudare,

per sentire qualche doloretto a dei muscoli che dimenticavo di avere,

per canticchiare,

per espiare una serata di bevute e cenoni che “è 31 dicembre tutto l’anno”,

per sverniciare qualcuno (no okay, quello per ora è per farmi sverniciare da qualcuno)

…”

e potrei andare davvero avanti all’infinito.

Perchè quando ami qualcosa, o qualcuno, potresti andare avanti un bel po’ rincoglionendoti dei 1.000 motivi per cui stai bene quando ne puoi godere fino in fondo.

Credo che sia per questo che, ancora più forte di prima, dentro di me si è fatto sempre più spazio una semplice regola: “Toccatemi tutto, ma NON quell’ora”. Perchè capisci quanto significa, perchè sei solo in tutto e per tutto con … te (almeno, per me che corro in solitaria, poi ognuno se la vive come meglio crede come diciamo sempre qui su Run Lovers). Potrei essere disposta a tutto pur di non farmi rubare/invadere/usurpare di quell’ora. Quel momento in cui mi ritrovo, mi saluto, faccio 2 chiacchiere con me e mi chiedo come sto. E se son presa bene dalla mia compagnia riesco pure a farmi due risate su pensieri vari ed eventuali (nessuno avvisi i servizi sociali, per ora non sento ancora nessuna voce che mi spinge a fare robe strane).

Ho deciso che quell’ora per me è la mattina, ma non importa, so che per tanti è la sera e credo che ci siamo capiti, conta ugualmente. Stesso investimento di valore personale.

L’unica cosa che vale per tutti è una: “mai più senza”.

 

 

*ci tengo a specificare che poi, incredibilmente, non sappiamo come ma alla fine, ce la facciamo sempre. Perchè siamo creature mutevoli che si adattano per sopravvivere, per fortuna!

(photo credits: Hamper, da morgue file)

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