Fuga da Alcatraz, quando il triathlon diventa estremo (prima parte)

No, non siamo impazziti e non vi stiamo proponendo una nuova rubrica di critica cinematografica (anche perchè qui su Runlovers trovate The Running Scene, se siete interessati all’argomento), semmai “Escape from Alcatraz” è solo il primo titolo di un lungo elenco che potete citare se volete fare i fighi con i vostri amici quando si parla di gare di triathlon estreme.

Una volta raggiunto l’obiettivo dell’Ironman (3,8 km di nuoto seguiti da 180 km in bicicletta e 42 a piedi) se siete triatleti dai larghi orizzonti infatti potete raccogliere nuove sfide, ancora più pazzesche di quella già notevolmente assurda che trasforma chi vi partecipa in “uomini e donne di ferro”. Vediamone qualcuna, così potete cominciare a prenotare da subito voli e alberghi in giro per il mondo.

Escape from Alcatraz (Baia di San Francisco, California)

Da 33 anni la prima domenica di maggio a San Francisco si tiene una gara che sulla carta non pare particolarmente impegnativa: 1,5 miglia a nuoto (2,4 km), 18 (29 km) in bicicletta e 8 (12,9) a piedi. Ma non fatevi ingannare, se guardate bene il percorso capite subito che non si tratta di una passeggiata. Tanto per incominciare bisogna buttarsi giù da una nave che galleggia di fianco alla celeberrima isola in mezzo alla baia e immergersi nelle acque gelide (13 gradi Celsius!!!) che come se non bastasse sono note per la fortissima corrente che trascina i nuotari…nell’Oceano Pacifico. Se sopravvivete a questo bagnetto dovete risalire la spiaggia ricoperta di legni, conchiglie e altro materiale naturale appuntito (è una riserva naturale) e raggiungere la zona cambio distante quasi 1 km, dove troverete la vostra bici. La pedalatina è programmata su un saliscendi continuo e come se non bastasse il percorso è estremamente tortuoso. Evitando incidenti rientrate nel Golden Gate Park e cominciate a correre sulle montagne russe: un percorso sterrato che prevede oltre a dei single track anche un passaggio nella sabbia e per finire in bellezza 400 gradini da scalare.

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Ötillö – The Island to Island race (da qualche parte nel Mare del Nord di fronte a Stoccolma)

Non c’è bisogno di portare la vostra bici in Svezia, si tratta di un duathlon. Bene, direte, e invece male, anzi malissimo. E’ una gara particolarissima e unica, nata da una scommessa tra amici durante una serata al pub. Sicuramente i suddetti amici dovevano aver bevuto moltissimo per inventarsi una corsa attraverso le scogliere e le foreste di 26 isole dell’arcipelago di Stoccolma per un totale di 65 km, inframmezzata dalla traversata a nuoto dei bracci di mare tra le isole stesse per 10 km. In tutto 75 km durissimi ma anche di sconfinata bellezza, da affrontare in team di due persone, immersi in completa solitudine nella natura selvaggia del Nord Europa. I più forti chiudono in poco più di 8 ore, quelli normali…beh diciamo che l’obiettivo è arrivare prima che faccia buio.

Swissman (Svizzera, tra pascoli, foreste e ghiacciai)


Lo Swissman è tecnicamente un Ironman ma basta guardare l’altimetria per capire che in realtà è qualcosa di più. La partenza dal lago di Ascona (che per gli standard della Svizzera è come le Bahamas) è a quota 196 metri e  i primi 40 km in bici rientrano nella più assoluta normalità. A partire da qui però la corsa si trasforma in un inferno di pioggia, vento e ghiacciai perenni: salita a 2091 metri e scollinamento al Gottardo, per poi scendere e affrontare altri 1000 metri di salita fino al Furkapass. Ma non è finita, di nuovo giù e altri 500 metri di ascesa fino al Grimsel, terzo e ultimo passo che prelude a una pazzesca picchiata di tornanti e curve veloci fino a Brienza, dove si lascia la bici e si inizia a correre finalmente di nuovo in piano attraverso rassicuranti prati abitati da placide mucche. Non illudetevi però, si tratta solo di una breve pausa perché dal 15esimo chilometro della maratona si percorrono i sentieri di una fitta foresta su per 1500 metri, per sbucare sugli alpeggi ai 2061 dello spettacolare Kleine Scheidegg dove da questo momento potrete cominciare a definirvi tranquillamente eroi. Se soffrite di stomaco questa gara non fa di certo per voi.

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(continua…)

(Photo credit: from Flickr by  Hampandle)

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Matteo Torre (detto Tower): Matteo è una creatura poliedrica come neanche le lame miracle blade. Nuota, pedala e corre come Bud Spencer, Luigi Malabrocca e Linus di Radio DeeJay. In seguito ad un incidente con il tapis roulant ha battuto la testa e si è persuaso di essere un uomo di ferro. Per dimostrarlo a se stesso, prima che a tutti gli altri, anziché provare a volare con l'ausilio di razzi propulsori e a sconfiggere i cattivi ha deciso di iscriversi ad un IronMan. Che è impresa molto più difficile, oltre che per niente aggratis! Ma lui ce la farà e noi godremo dei ricavati del suo successo scroccandogli il pass per la festa di fine gara.

1 COMMENTO

  1. Piccole correzioni…

    Fuga da Alcatraz: La data e’ la prima domenica di giugno, ma nel 2013 si e’ svolta la prima domenica di marzo, che ai fini meteo conta poco (San Francosco non ha mezze stagioni, a dire il vero non ha proprio stagioni…. a marzo puo’ essere anche piu’ caldo che a giugno…), e l’acqua non era (e’) a 13 gradi ma 11-12.

    O-Till-O: oltree a quanto detto, l’acqua e’ siicuramente freddina (14-16 gradi)

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