Essere un runner

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La gioia dell’anticipazione

Cosa succede nel mio cervello prima di uscire di casa? C’è un balletto di neurotrasmettitori, tipo fiocchi di neve dello “Schiaccianoci”, con una colonna sonora più o meno così: MmmmMMMM….

È come pregustarsi un regalo, sondando la consistenza del pacchetto, scrollandolo per capire cosa c’è dentro, se è fragile, se profuma, se ti piacerà. È la gioia che si provava da bambini quando ci raccontavano le favole. Non ci stancavamo mai di riascoltarle. In quel momento lì, quando per l’ennesima volta i bambini sentono: “Nonna, che occhi grandi che hai!” tutti, proprio tutti i marmocchi del mondo squittiscono in coro urlando: GNAAAAM!

Noi runners siamo quei bambini

Anne scrive che quando sta per partire, anche alle 6 del mattino, sente una specie di pizzicorio sotto i piedi. La mia è una malattia un po’ diversa, ma non meno grave: quando sono nei paraggi della “scatola del running” e sento l’odore del detersivo antibatterico parte un messaggio per il cervello:

“Si corre! si corre! evviva, yuhUUUUhhHHHH!”.

Una reazione da cinquenne alla vista del vero Babbo Natale che mi sconcerta. Ricordo per inciso che 365 giorni fa a quest’ora esatta mi trovavo ancora sul divano.

Ora saprete già che: o non vi sopportano – ma abbiamo pensato anche a questo – o vi adorano.

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A questo punto, comunque, c’è una domanda ricorrente.

Perché lo fai, disperata ragazza mia?

Ognuno ha la sue motivazioni, ad esempio queste.

Dopo qualche tempo che facciamo qualcosa, qualsiasi cosa, tutti ci chiediamo perché continuare o meno, soppesandone le motivazioni. Alcuni dicono che sia una droga legale e me ne sono convinta. In inglese l’espressione è: “I’m high” (letteralmente: “sono in alto”) e la sensazione è proprio questa.

La risposta ha a che fare con la chimica, e la tutina

Quando esco a correre non posso non stupirmi per la perfetta, millimetrica risposta del mio corpo. Tutte le volte diversa e ogni volta prevedibile. Prima c’è la sensazione di avere i muscoli “legati” o il corpo, specie di mattina, poco reattivo… ma in venti minuti te la scordi. Matematico: 20′. Da lì comincia il bello.

Io li chiamo superpoteri. La spada laser. Eccomi qui in tutina, pronta a combattere contro tutte le pellicce e le smorfiose dell’universo.

In questo lungo momento, che Matteo chiama flow, se i cani mi attaccassero alle calcagna non ci farei caso.

Perché allora facciamo questo? Leggi qui, se quei pochi istanti di perfezione possano valere la pena di fare tutta ‘sta fatica.

Si scrive “soglia aerobica”, si legge: WOW

Cosa succede? La concentrazione è perfetta. Le ripetute sono fluide, veloci e potenti.

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Enjoy? Enjoy proprio un bel niente

La mente è sgombra, l’ansia e il pensiero concitato un ricordo, il corpo ha il giusto peso, la testa è leggera.

Ho un solo obiettivo: spostare l’asticella, anche oggi, un po’ più in là.

A questo punto mi vedrete per il parco, mentre corro, probabilmente agitando le mani, credendomi non vista e cantando a squarciagola. Eccomi…

What you say? No more, no more…

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(Photo Credits: www.afrox.org )

p.s.: oggi festeggio il mio primo anno quantificabile di corsa, con sports-tracker, grazie a un felice suggerimento di Mafe.

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