Dove mi pare

La WOTN da oggi per me ha assunto una sfumatura in più.
Stavo facendo la mia solita corsetta sull’argine all’imbrunire, quando sono stata importunata senza nessun motivo. Niente di grave, il solito “ehi bella, dove credi di andare?” detto da un paio di ubriachi.
Ecco, a questa domanda fin da piccola mi hanno sempre insegnato di non rispondere, perché “potrebbe essere pericoloso”. Spesso mi sento raccomandare di non uscire da sola dopo una certa ora, di non mettere i tacchi la sera così “se devi scappare vai più veloce” (???), di non vestire in un certo modo, di non andare in giro in qualche zona della città…
Tutto questo è profondamente OFFENSIVO e INGIUSTO. Una donna dev’essere libera di fare quello che vuole, dove vuole, vestita come vuole, senza avere paura che le succeda qualcosa. E se le succede qualcosa, nessuno dovrebbe azzardarsi a dire che “se l’è cercata”.
Al solito “ehi bella, dove credi di andare?” oggi, in barba a tutte le precauzioni e sorprendendo per prima me stessa, ho risposto, stizzita: “vado dove mi pare!”
Correre di notte, a Milano, con le altre simpaticissime storytellers e tantissime altre donne di ogni età, per me avrà un significato in più. Sarà un modo di urlare alla città: “sì, sono una donna, e vado dove mi pare!”

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