Dave Wottle – Quando si dice rimonta

Dave Wottle, vi starete chiedendo: chi è costui ?

Lo stesso devono aver pensato gli spettatori presenti alla finale olimpica degli 800 metri piani di Monaco, nel 1972. Devono averlo pensato perchè, a vederlo sui blocchi di partenza, tutto pareva tranne che un finalista di una gara olimpica.

Nelle corsie a fianco alla sua, atleti kenyani, sovietici e dell’allora Germania Est ed Ovest, sembrano molto più competitivi dell’americano. Wottle, invece, pare sia li un po’ per caso. Ha il fisico allampanato, le braccia ciondolanti lungo i fianchi, lo sguardo un po’ stordito ed un improbabile berretto da golf calcato sulla testa. Solo la canottiera con la scritta “USA” gli conferisce un minimo di atleticità.

Colpo di pistola e parte la gara, primo giro di pista.

Dave Wottle, chi è costui ?

L’interrogativo deve essersi rafforzato tra gli spettatori una volta partita la gara. Lo starter esplode il colpo di pistola e tutti partono a razzo. Sono gli 800 metri, una gara breve, e fin da subito c’è da fare sul serio. Tutti partono decisi tranne uno, quello col berretto da Golf. Dave Wottle, appunto. Già dopo la prima curva l’americano ha un distacco di una ventina di metri dalla testa. In molti avranno pensato che in quella gara ci fosse finito per caso.

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Ma la gara prosegue ed il distacco di Wottle non aumenta. Anzi. Prima si stabilizza e poi, piano piano, comincia a diminuire. Al termine del primo giro di pista si è quasi riagganciato al gruppo. E’ sempre ultimo, d’accordo, però almeno non rischia l’umiliazione come sembrava all’inizio.

Il secondo e ultimo giro di pista.

Dave Wottle, chi è costui?

A questo punto, oltre al pubblico, se lo saranno ben chiesti anche i suoi rivali della finale. Uno così, tanto improbabile nell’aspetto e nella tattica di corsa, che nessuno gli dava una chance. Eppure è li e, dopo l’ingresso alla prima curva, non è nemmeno più ultimo. Scala una posizione e continua ad avvicinarsi alla testa. All’uscita della curva comincia a scatenarsi la bagarre. Gli atleti si superano a vicenda e Wottle ne approfitta per risalire e prendere un’ottima posizione. Ormai siamo ai 600 metri, l’ultima curva e poi si esce sul rettilineo conclusivo. Wottle comincia la curva in sesta posizione. Ne passa ancora un paio ed esce sul rettilineo finale. Gli ultimi 100 metri, ora è quarto.

L’atto finale, la rimonta.

Dave Wottle, chi è costui ?

Pure i due kenyany ed il sovietico, che gli stavano davanti all’uscita dalla curva, ormai devono averlo pensato. E devono averlo pensato perchè se lo sono visto passare come un treno.

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Loro affaticati dalla condotta di gara tirata, Wottle in piena spinta per aver calcolato al millesimo di secondo i tempi. Nel rettilineo finale, lo statunitense li rimonta uno ad uno. Prima i due kenyany e, nell’ultimo metro, anche il sovietico che crolla a terra sulla linea del traguardo esausto ed incredulo.

Da ultimissimo a primo, nell’arco di due giri di pista. Sbalorditivo.

Dopo il traguardo Wottle, per un attimo sembra un altro, alza le braccia in segno di vittoria ed esulta sicuro e fiero. E li sembra proprio un campione. Poi si ferma, abbassa le braccia e passeggia per la pista, quasi come se fosse li per caso ritornando ad essere Dave Wottle, un tizio poco noto e molto improbabile in uno stadio di atletica.

Tanto improbabile eppure capace di infiammare uno stadio con una rimonta incredibile come mai era capitato di vedere. Ecco svelato chi è Dave Wottle.

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Giacomo Gobbo (detto Jack Lucarelli): di giorno veste i panni di un comune impiegato del catasto (o qualcosa del genere), uscito dal luogo di lavoro si cambia all'interno di una cabina telefonica e veste i panni di un Runner. L'avvento dei cellulari gli ha complicato enormemente la vita in quanto non trova più cabine all'interno delle quali cambiarsi. E i parcheggi delle aree di servizio sono luoghi per scambisti quindi l'operazione risulta essere altamente pericolosa. Ogni tanto parte in missione per conto di diomede, suo vicino di casa, e va a correre maratone e gare di trail di lunghezza spropositata. Ha un'insana passione per le storie sulla corsa e tende a riproporle, anche qui dentro, conciliando il sonno del pubblico.

1 COMMENTO

  1. se a Dave prendi i parziali ogni 200m, ci sono pochi decimi di differenza fra il più veloce e il più lento: distribuzione perfettamente omogenea!

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