Correre: la cura migliore

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Tempo di lettura: 2 minutiRed Sissy ci ha inviato il suo contributo, la sua visione del running e – speriamo sarai d’accordo con noi – è un meraviglioso stimolo per tutti noi a non mollare mai. Non importa che obiettivi hai, l’età o la forma fisica: la corsa risolve molti problemi. E tu che aspetti a dare il tuo contributo?

 

Cosa sono? Cosa faccio? Cos’è per me la corsa?
Sono giorni che guardo la tua frase e che resisto.
Ma a chi vuoi che interessi? E se così magari non è?
A ben guardare, quelle tre domande si completano e si intersecano l’un l’altra.

Sono un’infermiera.
Lavoro in ospedale.
È la mia terapia.

Leggo spesso le riflessioni di quei runners che raggiungono traguardi incredibili, che sanno tutto della corsa, dalla nutrizione agli accessori sportivi. Io no. Purtroppo. Ma anche no.

Ho cominciato a correre per disperazione e non sapevo alcunché della corsa.
Asma, diabete e angina. Sette compresse al giorno. A 45 anni? Ma non scherziamo…

Regali dello stress da sala operatoria i secondi due.
Tentiamo, cosa vuoi che succeda…

“Vabbè, dai Silvia, provaci, come va va e puoi smettere quando ti pare….”

È andata.
In quattro mesi eliminate la terapia antiasmatica e quella ipoglicemizzante.
Si potrebbe dire che succede a tutti, non sono certo un caso isolato. Ma io ne ho fatto un obiettivo per fine anno: via altre due compresse e i 21 km.

Non corro per perdere peso (ma, se viene, buttalo via), non guardo i tempi, non posso: e come vorrei avere quel sorriso soddisfatto del runner che ha infranto un altro suo limite.

La corsa è la mia terapia, anche psicologica.
Perché devi affrontare quello che la vita ti propone. Perché l’ospedale è sì un luogo di cura, ma è anche un posto dove la gente si arrabbia e ti usa come punching ball.
A fine giornata quello che mi salva dall’urlare la mia rabbia, che io non posso fare nulla per i loro problemi, è infilare le scarpette e fuggire a correre.
Sì, talora la corsa è fuga, ma è anche ritrovare me stessa e parlarMI finalmente con calma, liberando la mente.
Per ricominciare in famiglia con serenità.
Cos’è per me la corsa?
La cura. E perché no? Certi giorni la salvezza di me stessa….

Red Sissy

 

(credits foto principale: ©iStockphoto.com/GeloKorol)

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3 COMMENTS

  1. mi sono rispecchiata tantissimo nel tuo articolo. 51 anni, ex-sedentaria, pigrissima, fino a qualche mese fa il mio sport consisteva nel passare dal divano al frigo… poi un periodo “buio” durato un po’ troppo tempo… notti insonni trascorse a rimuginare… la sensazione terribile di venire inghiottita dal gorgo nero dei problemi… all’alba di una notte d’inferno, arrivata ad odiare quelle lenzuola, mi infilo un paio di vecchie Nike e esco a correre. Ti cito, “Ho cominciato a correre per disperazione e non sapevo alcunché della corsa.”… non guardo i tempi, non so nulla di accessori. Ma corro. Non ho più smesso di correre, esco quasi tutti i giorni e va bene così, la corsa mi ha cambiato la vita.

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