Ascolto stupefacente

Gli spettatori immobili

In teatro o in una sala da concerto mi ha sempre lasciata davvero perplessa l’immobilità degli spettatori. Sento fluire purissima adrenalina dai corpi dei musicisti/cantanti che si muovono in scena o nella buca dell’orchestra. È questo uno dei motivi per cui amo la musica: perché è l’unione di un’attività astratta – l’interpretazione di una partitura – e del movimento fisico per produrla.

Uscire da un buon concerto è come tornare da correre

L’ho scoperto, un pomeriggio, quando ho conservato e poi ho portato con me a correre quell’ondata di serotonina sperimentata in teatro. Era ilVivace della Sinfonia “la pendola” di Haydn.

Correre con la classica è diventato cool

Una delle radio pubbliche di New York, la WQXR, ha ideato il Beethoven workout mix. Preparatevi ad andare veloce.

Poi Classicfm ha dichiarato Beethoven santo patrono dei runner e ha messo online un’altra playlist: questa.

Vi ho convinto? No? Avete ascoltato Chopin e concluso che è “roba per signorine”? Sbagliato. Basta fare le scelte giuste: la classica, come il pop, il rock, non è tutta uguale. Non vorrete mica correre portandovi dietro un notturno, vero?

Che c’entra la classica con il correre?

Semplice: è perfetta per la corsa media e veloce. Prova anche tu!

P.S.: No offence intended.

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Una questione di equilibrio

Disclaimer per quelli che a questo punto storcono il naso.

Divertitevi!

Dal tempo dei walkman e ancor più da quando esistono i lettori mp3, portiamo con noi molta musica – sempre di più – che ci appartiene e racconta la nostra storia. Non sempre i nostri mix rispettano né la coerenza che il compositore voleva dare alla sua opera né gli scopi per cui è stata scritta. Molti troveranno questi ascolti “finalizzati a uno scopo” (l’allenamento) riduttivi e/o irriverenti.

Il grande storico della musica e giornalista Massimo Mila nel 1956 scrisse in un bel libro, oggi purtroppo esaurito, intitolato L’esperienza musicale e l’estetica, Einaudi: “per quanto si sia combattuto contro questo errore, che fa della musica un semplice titillamento dell’immaginazione, relegandola nella funzione d’una qualsiasi droga stupefacente, come l’hashish o l’oppio, esso risorge sempre nella maniera più pervicace e dove meno uno se l’aspetterebbe.”

Chiedo scusa a Mila e a tutti quelli che la pensano come lui. Il mondo è zeppo di persone che vi insegneranno come si deve, o dovrebbe, ascoltare la musica classica: resta comunque la droga più bella e innocua.

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