Correre con la mente

A questo ci ha fatto pensare una videoinstallazione dell’artista Jillian Mayer: al senso che ha la corsa per molti di noi, soprattutto in relazione alla vita quotidiana.

L’idea.

L’idea della Mayer è semplice: passiamo la maggior parte della giornata di fronte a computer che hanno come sfondo immagini idilliache di paesaggi che sono l’esatto opposto estetico dell’esperienza che stiamo vivendo: colline immacolate, cieli tersi, mari cristallini. Sono luoghi talmente perfetti da essere di fantasia, e allora è ancora più stridente la differenza fra il luogo in cui siamo (l’ufficio) e quello dove vorremmo essere (contenuto nella scatola contenuta dentro l’ufficio).
La Mayer sceglie alcuni di questi sfondi e li proietta sulle facciate di edifici che si affacciano su una strada: lei corre sul marciapiede e non riesce mai a raggiungere e “entrare” in uno di questi luoghi. Le sfuggono, si dissolvono e lei passa oltre, al prossimo, senza ancora raggungerlo.

E invece.

Invece, pensateci: correndo siamo ora e in questo preciso instante. Corriamo dentro noi stessi. L’idea non si può raggiungere perché è una proiezione (e in questo la Mayer usa una forzatura, volutamente) ma correre significa concentrarsi nel flusso della vita e vivere nel presente in questo esatto momento: le immagini di panorami stupendi rimangono (salvo essere così fortunati da correre veramente su una spiaggia delle Maldive) nella nostra mente, inafferrabili. Ma la realtà è nostra: quella strada, quel prato, quel sentiero. La nostra strada. Il nostro prato. Il nostro sentiero.

E ora godiamoci il video della Mayer ;)

(Photo from Scenic Jogging, Copyright Jillian Mayer)

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