Città eterna, istante perfetto

Articoli correlati

Ironman Florida 2013: l’atto finale (2/2)

Mesi e mesi di preparazione e poi: l'atto finale. L'Ironman Florida. Questo è il racconto di una gara all'ultimo respiro (parte 2/2).

Ironman Florida 2013: l’atto finale (1/2)

Mesi e mesi di preparazione e poi: l'atto finale. L'Ironman Florida. Questo è il racconto di una gara all'ultimo respiro (parte 1/2).

L’arrivo e la nuova partenza

La preparazione di un Ironman non è solamente un fatto fisico o mentale. È un percorso complicato che per il nostro Matteo arriva a compimento oggi e non conta il risultato finale perché il percorso di preparazione è stato un'esperienza straordinaria. Eccola.

Ciclista per caso

Cosa succede quando un triatleta prova a farsi accettare nel gruppo dei ciclisti con il coltello tra i denti?
Matteo Torre
Matteo Torre (detto Tower): Matteo è una creatura poliedrica come neanche le lame miracle blade. Nuota, pedala e corre come Bud Spencer, Luigi Malabrocca e Linus di Radio DeeJay. In seguito ad un incidente con il tapis roulant ha battuto la testa e si è persuaso di essere un uomo di ferro. Per dimostrarlo a se stesso, prima che a tutti gli altri, anziché provare a volare con l'ausilio di razzi propulsori e a sconfiggere i cattivi ha deciso di iscriversi ad un IronMan. Che è impresa molto più difficile, oltre che per niente aggratis! Ma lui ce la farà e noi godremo dei ricavati del suo successo scroccandogli il pass per la festa di fine gara.

Tempo di lettura: 3 minuti

Il muro.

È come attraversare un confine invisibile, a Roma, alla Maratona di Roma, intorno al 35° chilometro. I tuoi occhi che fino a quel momento hanno scandagliato solo il grigio dell’asfalto a un certo punto registrano il passaggio a una dimensione diversa, nuova. Ci vuole un po’ ad abituarsi, è il bitume che lascia spazio ai sampietrini, è un tono che un momento vira verso il rossiccio-bordeaux e un attimo dopo è antracite o nero (almeno io lo ricordo così, il cervello durante uno sforzo prolungato funziona in modo strano). A dire la verità non è il colore a lasciarti perplesso. E’ la sensazione di scuotimento che ti arriva dai piedi e dalle caviglie, ripercuotendosi su su fino alla testa vibrando attraverso il petto e le braccia.

Solo 8 chilometri.

C’è quel sottopassaggio sul lungo Tevere, che sembra un tunnel di Parigi di fianco alla Senna, da cui sei appena uscito. Il vento freddo e cattivo di oggi ci si è incanalato in direzione esattamente contraria alla tua. E la salita ti ha appesantito le gambe, fatto salire i battiti. Eppure, ti dici, ormai mancano solo8 chilometri, quasi finita. Rifiati e non appena la strada spiana e ti rincuori ecco il cambio di scena, messo lì da un regista perfido, forse uno che ama i trail. Te l’hanno detto ma fino a quando non ci sbatti il naso non ci credi, che la fine è durissima. Sì che tu te ne sei andato tutto baldanzoso dalla partenza a lì, e ora comincia a pensare che forse potevi anche risparmiarti qualcosa. Ormai è tardi, bello mio, adesso tu e le tue gambe dovete arrivare al traguardo con quello che resta.

Mentre avanzi affiorano un po’ sfuocati i ricordi di Milano, di quegli stessi 8 chilometrisotto il diluvio, nei viali anonimi di una città indifferente, e cominci a temere il peggio. Che forse questo passo così regolare che ti sta portando al traguardo sotto le 3 ore e mezza non ce la farai a tenerlo.

E mentre sei nel mezzo di questi pensieri tetri, scuri come la via in cui stai correndo per via dei palazzi alti che non fanno filtrare la luce giù fino a te, all’improvviso è come respirare a pieni polmoni dopo essere stato in apnea sul fondo di una piscina. Come accendere la luce del comodino nel cuore della notte perché ti sei svegliato per via della fame improvvisa (a me capita).

E poi il suono, sono gli applausi e le urla di incoraggiamento di un sacco di gente assiepata lungo le transenne di Piazza Navona. E tu ti senti un eroe, o un atleta olimpico, insomma come uno serio. Forse serio lo sei, mica per la velocità, certo che no. Piuttosto per i sacrifici che hai fatto per arrivare fino a quel confine, intorno alle 12:15 di una domenica di fine inverno. Per le levatacce alle sei del mattino e le corse senza niente nello stomaco, per le uscite in bici al gelo, per le ripetute in vasca alle più improbabili ore serali. E poi per chi crede in te e per chi guardandoti decide di alzarsi dal divano e mettersi in gioco. Per chi non può alzarsi da quel divano e attraverso di te vive le emozioni e trova la forza di credere in se stesso.

La ricompensa.

Ecco, se ti chiedono perché accetti di fare sempre tutta questa fatica puoi dire che non ti interessa niente del piazzamento all’arrivo, della medaglia o dei 15 chili che hai perso in due anni. No, digli che lo fai solo per vivere istanti come questi.

Per la cronaca: il finale è stato difficile come ogni maratona, ovviamente, ma ancora più duro per via del fondo irregolare e delle variazioni altimetriche importanti. Ho chiuso in 3h26’56” il che già è di grande soddisfazione, ma la cosa più bella è che il Garmin segna43,2 km, quindi tra zig zag, traiettorie non perfette e un percorso obiettivamente un po’ più lungo diciamo che la distanza canonica è chiusa in 3h22’. Una bella iniezione di fiducia guardando al vero obiettivo della stagione. Da oggi la corsa passa in secondo piano e si comincia a nuotare e pedalare sul serio.

(Foto by Marco Passaniti)

- Advertisement -

Altri articoli

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

- Advertisement -

News più recenti

New Balance Fresh Foam More v2 e Trail v1: do more

Su strada e fuori strada: New Balance presenta due importanti novità che promettono ammortizzazione, sicurezza e leggerezza

Lo strano caso delle scarpe LIDL

LIDL ha messo in vendita delle sneaker per cui tutti sono impazziti, fino a pagarle cifre assurde

Il latte di mandorla siciliano

Sorseggiato con del ghiaccio sotto il patio e un libro in mano guardando le onde. Ecco la vera Estate siciliana

L’alimentazione dopo l’allenamento

In che maniera e con cosa bisogna alimentarsi dopo un allenamento? Vediamo nel dettaglio come gestire l'allenamento anche nell'alimentazione

Il caldo può farti correre meglio

Correre con il caldo non è solo un ottimo allenamento mentale ma anche fisico: ecco perché, secondo la scienza

Brooks Glycerin 18, missione morbidezza e protezione

Più morbide, più leggere, sempre reattive e versatili: ecco la 18a versione delle Brooks Glycerin

Wilson Kipsang squalificato per 4 anni

Dopo le indagini, la sentenza: quattro anni di squalifica per Wilson Kipsang
- Advertisement -

Scelti dalla redazione

Ti scrivo su Telegram

Nasce il canale ufficiale Runlovers su Telegram. Lì ti avviseremo in tempo reale sull’uscita di nuovi post, news, appuntamenti e approfondimenti.

La bici nell’Ironman

Per molti versi, la prestazione in un ironman si decide nella frazione in bici. Ecco come affrontarla, pianificarla e gestirla al meglio.

Correre con il caldo

Se non vuoi rinunciare a correre anche d'estate e col caldo, almeno fallo seguendo i consigli di RunLovers.