Nike Free 5.0+: Be sweet to me

Tempo di lettura: 3 minuti
Pic from Flickr by y x l

Mentre correvo con le Nike Free 5.0+ pensavo insistentemente ai gommosi Haribo. Avevo bisogno di gratificarmi? Volevo finire la corsa e concedermene uno? Non proprio. Comunque: avete presente quei gommosi tipo questi a fianco? Ho scoperto che la Haribo ne fa un tipo che si chiama proprio “Scarpe Haribo”. Penso che la suola di queste gommose sia dello stesso materiale di quella delle Nike Free 5.0+, e non lo dico perché  abbia una consistenza soffice o dolciastra (non l’ho addentata) ma son certo che la morbidezza è uguale.

Istruzioni per la somministrazione.

Le Nike Free 5.0+ sono come i gommosi: vanno un po’ maneggiate e scaldate per rendere il massimo. All’inizio mi davano l’impressione di essere persino dure e poco flessibili, cioè l’esatto contrario di quanto Nike dice debbano essere (natural movement ecc.). Dopo qualche km invece iniziano a scaldarsi e si lasciano andare e diventano semplicemente una delle più comode scarpe da barefoot (anche se in salsa Nike) che il mercato offra. Del barefoot hanno quasi tutti i tratti tipici: punta larga (dita comode e con spazio sufficiente per aprirsi in fase di rilascio/spinta), grande flessibilità della suola (grazie ai profondi tagli perpendicolari al suo spessore), drop contenuto, anche se elevato (8 mm) per definirla davvero barefoot.

Sullo stesso argomento:
Scarpe per supinatori: tutto quello che c’è da sapere

In medio stat Nike Free 5.0+

La Free 5.0+ è il barefoot di Nike e Nike è giustamente famosa per la comodità delle sue scarpe: i fanatici del barefoot – il cui sogno inconfessato è correre con degli zoccoli giapponesi – inorridirebbero, ma penso che – perché no? – si possa correre barefoot anche con una buona ammortizzazione e senza soffrire inutilmente. E questa suola è ammortizzata eccome: i 21 mm nel tallone e gli 8 mm di drop la rendono una scarpa transizionale quasi perfetta: quel tipo di scarpa insomma con cui può correre chi è abituato alla classica scarpa da running se vuole provare progressivamente il barefoot running. Servono quindi ad abituarsi senza traumi ad un tipo di corsa che lascia il piede molto più libero di muoversi ma contemporaneamente senza le protezioni e i supporti cui le tipiche scarpe da running ci hanno abituati (supporti antipronazione/antisupinazione ecc.).

Dipende.

A chi è destinata la Free 5.0+? A chi, come si diceva, vuole provare il barefoot senza traumi. Non a chi il barefoot lo pratica da tempo ed è abituato a scarpe più secche e reattive: l’ammortizzazione infatti si traduce in una scarpa meno reattiva e più lenta perché l’energia scaricata a terra viene dissipata dalla suola e non recuperata. Il risultato sono tempi più rilassati: scarpa comoda, adatta ai lunghi medio-lenti per i barefoot runner o ad allenamenti di massimo 10-15 km per il runner classico. Io c’ho corso 16 km in un’unica sessione senza avvertire alcun affaticamento. Piede perfetto e rilassato.

Sullo stesso argomento:
Topo Ultrafly 2, ritorno alla natura

Però.

Ho due perplessità sulle Free 5.0+:

  1. Tanto materiale sintetico e poca mesh, quindi poca traspirabilità che la rendono una scarpa calda
  2. Sistema Flywire: funziona ingabbiando e bloccando con leggerezza la parte mediale del piede grazie a una gabbia di fili che vengono regolati dall’allacciatura. Il dubbio è che questi fili – esposti e non integrati nella tomaia – possano essere tranciati dai lacci col tempo e l’usura. Ma solo il tempo e l’utilizzo potranno dirlo
I “però” introducono anche i lati positivi:
  1. Chi vuole provare il barefoot dovrebbe pensare seriamente a farlo con queste scarpe
  2. Chi pratica già barefoot può usarle per i lunghi
  3. Esteticamente sono WOW e nella tonalità gialla garantiscono agli uomini di essere osservati come un uomo osserverebbe la scollatura di una donna procace. E alle donne con scollatura procace… beh, di non essere guardate per quella ;)
E in parole e immagini in movimento:

Quindi?

Quindi vi meritate un gommoso. Anche due. Tre, dai. Io ne ho mangiati alcuni scrivendo questo pezzo, ma ho corso 60 km con le Free 5.0+. Me li meritavo.

Pro

  • Estetica
  • Comodità
  • Prezzo (nella versione standard) 115€

Contro

  • Perplessità sul sistema Flywire “esposto” a rischio tranciamenti
  • Troppo materiale sintetico e poca mesh traspirante in proporzione
  • Prezzo (nella versione personalizzabile iD) 150€!

[nggallery id=165]

CONDIVIDI
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

2 COMMENTI

  1. Ciao, volevo sapere se vanno bene anche in inverno queste calzature o sono solo estive? Io avevo le “vecchie” Nike Free, la prima versione, ma erano meno ammortizzate e si sentivano parecchio i dolori per abituare il piede.

RISPONDI

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.