Asics Gel-Excel33: che scarpe ho messo oggi?

Tempo di lettura: 3 minuti

Negli ultimi tempi di scarpe ne ho provate svariate, ma è la prima volta che mi capita di indossarne un paio, guardare se le ho allacciate bene, uscire a correre e… dimenticare con che scarpe sto correndo.
Quando provi delle scarpe presti una particolare attenzione a determinati parametri: confortevolezza, feeling, ammortizzazione, grip, sensazioni dopo un certo numero di km (piedi informicolati? Doloranti? Ben fasciati?).
Con le Asics Gel-Excel33 ai piedi ho abbassato spesso lo sguardo a guardarmi i piedi e a chiedermi “Hey, che scarpe sto usando?”.

Indossale e dimenticale.

Che diano questa sensazione è cosa buona e giusta: cosa chiedere di più ad una scarpa? Protezione, ammortizzazione, e che ti lasci concentrarti su quello che ami fare: correre.
A maggior ragione se si tratta di una scarpa “natural”, inteso ovviamente alla maniera Asics: guardandola e flettendola si capisce che è ben strutturata, ammortizzata e non propriamente una “scarpa-calzino” che ti fascia il piede e basta.
Le Gel-Excel33 sono come una morbida corazza da Iron Man: ti proteggono senza fartelo sentire (niente propulsione agli ioni-gammanegativi però, sorry).

La ricetta di Asics.

Ogni produttore propone la sua ricetta natural. Asics “cucina” le sue Gel-Excel33 così:

  1. una buona leggerezza globale
  2. una tomaia larga in punta e accomodante (le dita si aprono bene e scaricano a terra efficacemente)
  3. un drop da 8 mm (che la rende una buona scarpa transizionale, come la Saucony Kinvara 3, una scarpa cioè per chi è abituato a correre con supporti e ammortizzazione, ma che vuole provare gradualmente a correre natural, con meno drop e meno supporto
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Poi c’è il tocco magico dello chef, che in questa scarpa è concentrato sulla suola: particolare scolpiture (FluidAxis nell’intersuola e Guidance line nella suola) che asseconda e favorisce la rotazione naturale del piede attorno alla caviglia: un supporto che non corregge quindi (come nella scarpa tradizionale da running) la pronazione o la supinazione, ma le asseconda, evitando che possano tradursi in comportamenti biomeccanici dannosi.

Ma, tecnicismi a parte.

Non è che correndo pensi che c’hai ai piedi diversi brevetti industriali: corri e basta. E con le Gel-Excel33 ci corri. E bene.
Come detto prima, è la suola che la rende particolari: non solo la scolpitura, ma l’ammortizzazione proprio. Chi è abituato a correre natural o con poca ammortizzazione è più sensibile quando usa una scarpa che invece protegge molto in quel senso. C’è la scarpa molto comoda e con un’ammortizzazione “continua”, come le Nike Flyknit Lunar1+, per esempio: una scarpa ciò che assorbe l’impatto e la cui forza elastica pare non esaurirsi mai. E quella, come la Gel-Excel33 che ammortizza in due tempi: morbida e dura. L’impatto è quindi soffice e il momento prima dello stacco è duro. La compressione della suola (in Solytee) dell’intersuola (in SpEVA) insomma si fermano ad un certo punto ed evitano che si dissipi troppa energia. Risultato? Una scarpa più reattiva che non impedisce al piede di scaricare l’energia sulla sola suola, ma in buona parte anche sulla strada. E quindi: più velocità, più efficenza, aiutate da un’impostazione del runner che, per correre “natural” lavora con l’avampiede ed è quindi più sbilanciato in avanti e più predisposto a ritmi elevati.

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Il loro sostenibile peso.

È incredibile che delle scarpe con tutte queste cose dentro pesino così poco (270 g, ma sembrano meno indossati). Eppure sono leggere al punto da esserlo così tanto da dimenticarti che le indossi.
La mesh con cui è fatta la tomaia non è particolarmente traspirante e le rende delle scarpe abbastanza calde. Problemi? No, specie se le usi nelle stagioni fresche/fredde, quando molte altre scarpe natural sono penalizzate dall’eccessiva leggerezza della tomaia che le rende fredde e fastidiose per il runner. È innegabile però che in estate scaldano un po’ troppo: è quindi una scarpa consigliata più per la stagione invernale.

A ognuno la sua Asics.

A chi sono destinate le Gel-Excel33? A chi corre già natural/minimal e vuole una scarpa per le lunghe distanze e gli allenamenti lunghi oppure (soprattutto) a chi è abituato ad una scarpa tradizionale e vuole iniziare a correre natural/minimal senza traumi e senza farlo con una scarpa poco o per niente ammortizzata.

One more thing.

Il numero 33 si riferisce al numero di articolazioni del piede umano. 66 su due piedi! Quanta roba.
Bene.

Qualcuno ha visto le mie Asics Gel-Excel-33? Ah scusate, ce le ho hai piedi.

Bene: io esco a correre :)

PRO

  • Leggerezza
  • Comodità
  • Ammortizzazione

CONTRO

  • Estetica (nella colorazione Silver/Neon Yellow/Neon Orange in prova)
  • Mesh poco traspirante: scarpa calda in estate e giusta in inverno
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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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