Correre con il freddo

Nonostante i TG le spaccino per delle novità, è abbastanza noto che in primavera fioriscano le piante, in estate faccia caldo, in autunno cadano le foglie e che in inverno arrivi il gelo. E’ così da un po’ di tempo ormai, tanto che dovremmo averci fatto l’abitudine.
In alcune regioni la stagione invernale arriverà un po’ prima, in altre sarà piuttosto mite ma, indipendentemente dalla latitudine, dovremo abituarci a correre in condizioni meno favorevoli.

Sì ma…non posso restarmene a poltrire al calduccio?

Beh, sì, nessuno obbliga nessuno, ma correre anche nella stagione invernale porta degli indubbi vantaggi.
Primo fra tutti tiene lontane le malattie di stagione. Correre rinforza il nostro sistema immunitario, di conseguenza siamo meno predisposti a prendere il primo raffreddore che ci passa sotto al naso.
In secondo luogo vi tiene in forma e quando giungerà l’estate arriverete senza la minima ansia alla prova bikini.
La cosa importante è sapersi regolare e sapersi vestire.

La livrea invernale.

Poche e semplici regole.La prima, correre in inverno non significa doversi bardare a mo’ di spedizione in Antartide. Coprirsi sì ma senza esagerare.
Ci sono tanti bei capi tecnici sul mercato che non aspettano altro che essere regalati per natale e, guarda caso, saranno tutti in materiale sintetico e dal taglio aderente. Le tute larghe e i capi in cotone sono banditi. Il perchè è presto detto. I vestiti che non aderiscono al corpo inglobano aria che va anch’essa riscaldata, viste le condizioni esterne però ci mette poco a raffreddarsi di nuovo, la conseguenza è che si rimarrà al freddo. Non fa una piega.
Il cotone, invece, fa sudare ed assorbe l’umidità. In questo modo ci ritroveremo addosso dei capi bagnati che si raffredderanno molto velocemente aumentando così il rischio di ammalarsi.
Quindi, pantaloni e maglie aderenti e con un minimo di traspirabilità perchè nonostante il freddo la corsa fa comunque sudare.

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Le cipolle hanno gli strati…

…e così anche i runner che escono per strada con temperature particolarmente rigide.
In genere gli strati, per quel che riguarda la parte superiore del corpo, sono tre:

  • Intimo – una maglietta tecnica aderente a manica corta o lunga, dipende da quanto fa freddo
  • Maglia a manica lunga – Generalmente si usa una maglia un po’ più pesante del normale, morbida ma comunque attillata, deve conformarsi alla nostra figura rimanendo aderente e consentendo libertà dei movimenti.
  • Un piccolo guscio – per finire un capo un po’ più protettivo tipo uno smanicato o una giacca che possa proteggere dall’aria e da un minimo di acqua. Avrà comunque delle prese d’aria per evitare l’effetto “sauna”.

L’importanza delle estremità.

Con il freddo avviene una delle tante magie che il nostro corpo opera. Il nostro organismo, infatti, punta a proteggere dal freddo i nostri organi e per farlo richiama il sangue concentrandolo dove ce n’è più bisogno. Ne consegue che le estremità (mani e piedi) si ritrovino facilmente al freddo. E’ per questo importante proteggerle. Soprattutto le mani che durante la corsa hanno un ruolo passivo (per quel che riguarda i piedi, non so voi, ma io non ho mai avuto problemi di freddo mentre corro).
Oltre agli arti va tenuta in considerazione anche la testa. La nostra crapa è un forte strumento di dispersione del calore. Proteggerla con un berretto può significare trattenere il calore e quindi mantenere un certo confort, ma attenzione a non trattenerne troppo. Generalmente si consiglia una fascia che protegga le orecchie dando modo alla parte superiore della testa di disperdere tranquillamente la temperatura.
Mani e testa vi danno anche un’indicazione facile da leggere. Se vi ritrovate con le mani sudate è molto probabile vi siate coperti un po’ troppo. Via i guanti ed eventualmente via anche il berretto. E’ possibile che disperdendo il calore ritroviate il giusto assetto.

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Qualcosa di caldo.

Questa è una mia personalissima regola, ma quando rientro da una corsa in inverno non mi faccio mai mancare una bevanda calda. Generalmente è del Tè ma più andremo avanti con la stagione e più l’opzione punch al mandarino so che mi tenterà. Questo stratagemma mi aiuta quando rientro a casa per riequilibrare la temperatura e mi aiuta anche durante la corsa. Il pensiero di una bella tazza fumante come premio per lo sforzo mi da una mano a non mollare.

L’inverno sta arrivando, ma ormai siete fregati, dopo aver letto questo articolo, non avete più scuse valide.

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Giacomo Gobbo (detto Jack Lucarelli): di giorno veste i panni di un comune impiegato del catasto (o qualcosa del genere), uscito dal luogo di lavoro si cambia all'interno di una cabina telefonica e veste i panni di un Runner. L'avvento dei cellulari gli ha complicato enormemente la vita in quanto non trova più cabine all'interno delle quali cambiarsi. E i parcheggi delle aree di servizio sono luoghi per scambisti quindi l'operazione risulta essere altamente pericolosa. Ogni tanto parte in missione per conto di diomede, suo vicino di casa, e va a correre maratone e gare di trail di lunghezza spropositata. Ha un'insana passione per le storie sulla corsa e tende a riproporle, anche qui dentro, conciliando il sonno del pubblico.

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