The Running Tourist

Si può visitare una città di corsa? Non è una domanda provocatoria o non solo: non vi sto consigliando di minimizzare i vostri tempi di permanenza in una nuova città, magari per visitarne di più in un sol giorno.

Vi voglio invece parlare di cosa mi capita di fare quando viaggio per piacere. Una città può essere conosciuta camminandoci e visitando i suoi luoghi topici. Oppure correndoci, facendo una specie di ricognizione preventiva, in preparazione di una visita più lenta e meditata. A me capita di far così, specie se ci arrivo verso sera e d’estate: la temperatura mite e una stanchezza sotto controllo (non sempre, ovviamente) permettono di fare una cosa inusuale, ma divertente: mettere le scarpe da corsa e uscire. Correre in una città sconosciuta, senza meta, lasciandosi guidare dall’istinto o da piccoli insignificanti dettagli che ci attirano: insegne di negozi, un parco intravisto poco più in là, un riflesso su una finestra.

La differenza sostanziale rispetto alla corsa che pratichiamo ogni giorno è che non dobbiamo avere programmi: nessun tempo da rispettare, nessuna distanza. Rilassiamoci, non pensiamo alla velocità, al passo. Lasciamoci riempire gli occhi dalle immagini della città sconosciuta.

I miei più bei ricordi di corsa non sono legati a tempi, distanze, risultati, ma ai luoghi: ricordo quella corsa nella campagna della Normandia, o per quella straordinaria galleria vegetale a Bourges, e poi per le sue strade medievali e la cattedrale. E la corsa a Central Park assieme a giovani e vecchi, a lenti e veloci, alla democrazia della corsa.

Il resto delle nostre corse cosa sono? Un metodico ripercorrere (quasi) sempre le stesse strade, gli stessi luoghi. Cambia il tempo, cambia la temperatura, il sole. Cambiamo noi. Ma in una nuova città siamo noi e la città, per la prima volta. Ci presentiamo, ci esploriamo.

Quindi, fate così:

  1. Ricordate di portare in viaggio il vostro corredo da corsa
  2. Arrivate a destinazione. Riposatevi un po’ e poi vestitevi. Luoghi sconosciuti vi attendono
  3. Non indossate cardiofrequenzimetro, neanche l’orologio (beh, magari quello sì, dai). Non portatevi l’inseparabile iPod/iPhone
  4. Iniziate a correre. Non avete meta. Dovete tornare solo al punto da cui siete partiti
  5. Ascoltate i rumori della città, lasciatevi guidare solo dall’istinto
  6. Sentite il vostro corpo: vi sta portando là, poi in quell’altra direzione
  7. Sentitevi liberi: non c’è tempo da battere, non c’è meta: vi state lasciando riempire dalle immagini di un luogo sconosciuto
  8. Quando vorreste andare dritti scartate a destra o a sinistra: quella stradina è sicuramente più interessante. Arriverete in quel luogo dopo, fra poco
  9. Non c’è programma, non c’è direzione perché non conoscete la direzione giusta, perché non esiste. La direzione giusta è quella che inconsciamente sentite di dover percorrere.
  10. Correte, correte, correte
  11. Godete

 

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3 COMMENTS

  1. Dal 3 agosto sarò ad Amsterdam con amici, e anche se già avevo deciso di portarmi l’abbigliamento tecnico, dopo questo posto sono SICURO che mi farò almeno una corsetta in un post sconosciuto, senza iPhone, senza cuffie. Io e una città nuova, da scoprire.

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