Singing in the rain, anzi… running

Quando la temperatura è mite e il sole splende la scelta è “no brainer”, come dicono gli inglesi… non ci si pone nemmeno il dubbio, maglietta, pantaloncini e via. Ma se come quest’anno la primavera si fa parecchio desiderare, uscire a correre significa spesso prendersi un po’ d’acqua. In questi casi è facile lasciarsi scoraggiare, trovare una scusa adatta (ho paura di prendermi il raffreddore, non ho l’abbigliamento tecnico adatto, la mamma non vuole) per rimanere a poltrire sul divano.

Provate invece a fare un piccolo sforzo, calzare le vostre scarpette e mettervi in strada. A differenza dell’inverno ormai le temperature sono più che gradevoli, il freddo non sarà un problema. Per una corsetta breve, 1 ora al massimo, un banalissimo giacchino antipioggia sarà sufficiente a proteggervi. Se invece avete in programma qualcosa di più lungo, paradossalmente, via tutto. Bastano la maglietta e i pantaloncini corti (non quelli da bici, quelli da running) che permetteranno all’acqua di scivolare lungo le gambe. Meno tessuto avrete addosso e meno vi bagnerete.

Scoprirete che le sensazioni di libertà e leggerezza che normalmente provate correndo “all’asciutto” saranno amplificate. Il parco, vuoto e silenzioso, vi regalerà una meravigliosa e rilassante solitudine e voi vi sentirete un po’ privilegiati e un po’ eroi. Il ticchettio dell’acqua sulle foglie e sul terreno diventerà una piacevole “radiazione di fondo” e una volta trovato il vostro ritmo sarà inevitabile vedere sul vostro viso un bel sorriso fresco di stampa.

Preparatevi a sostenere lo sguardo di qualche passante che meravigliato seguirà la vostra traiettoria, e ricordatevi che i matti non siete voi, che avete scelto di sentirvi vivi, ma chi rinuncia in partenza a fare un’esperienza liberatoria e purificatrice.

Cercate di terminare la corsa sotto casa, o se siete arrivati sul posto in macchina portatevi qualcosa di asciutto. Buttatevi sotto la doccia calda prima che la vostra temperatura corporea torni normale e vedrete che non avrete alcun problema. Chiedete ai 4000 runner giunti all’arrivo della Milano Marathon 2012 (sottoscritto orgogliosamente compreso), che sono stati diverse ore sotto la pioggia battente divertendosi un mondo.

E ricordate, la corsa è un premio che riconosciamo a noi stessi ogni volta che decidiamo di superare la nostra pigrizia, riappropriandoci dell’equilibrio tra la nostra mente e il nostro corpo, scrollandoci di dosso i problemi quotidiani e il conformismo camuffato da buon senso. Non lasciate che il meteo vi condizioni, se avete voglia di correre fatelo, senza timore; e alla fine vi direte grazie.

(©iStockphoto.com/FredFroese)

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1 COMMENT

  1. Proprio martedì sono uscito a correre dopo aver letto su Friendfeed di altri che erano appena tornati a casa dopo una corsa sotto la pioggia.
    C’era una pioggia leggera, mi sono alzato dal divano, ho messo il gps sulla finestra, mi sono cambiato e via.
    Fuori aveva iniziato a piovere con più impegno, io in maglietta e pantaloncini corti ho iniziato a correre e dopo i primi cento metri mi è venuto da ridere, stavo veramente bene.
    Correre sotto la pioggia, quando non è freddo, è veramente divertente.
    L’unico che non l’ha trovato divertente è stato il gps, secondo cui avrei fatto 470 km in una mezz’ora di corsa.

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