Saucony Virrata: Zero is the magic number

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Tale è stato il successo delle Kinvara (che RunLovers ha provato nella loro 3a incarnazione), che Saucony ha deciso non solo di proseguire sulla strada minimal, ma addirittura di affidare alle Virrata l’inaugurazione della Natural Series formata dal trio Virrata/Kinvara/Mirage.

Morbidamente verso il minimal.

L’approccio di Saucony  al minimal è ormai chiaro e anche molto apprezzato dal mercato: lavorare sul drop, sulla leggerezza della scarpa, sulla qualità e sulla sua reattività. Con la Natural Series, Saucony propone una triade di prodotti che possono idealmente accompagnare il runner abituato alla scarpa con supporto verso il mondo minimal: la Mirage, con il suo leggero supporto neutro, ne è la porta di ingresso,  Kinvara accompagna la transizione vera e propria (4 mm di drop, buona ammortizzazione) e infine arriva la Virrata: una scarpa “estrema” con le dovute accezioni del caso:

  • ammortizzazione da 18 mm
  • tomaia in mesh traspirante con cuciture ridotte al minimo (aka potete indossarle senza calzini, ok, non in inverno)
  • leggerezza estrema (185 grammi nella versione fa uomo, 170 la donna)
  • flessibilità grazie alla profonda scolpitura della suola associata all’intersuola in EVA+
  • drop annullato

Zero.

Tutte le strade dell’approccio minimal sembrano (e devono) portare lì: al drop zero. Inteso ormai comunemente come il solo e unico drop naturale, cioè quello che il piede assumerebbe se non fosse fasciato da alcun tipo di scarpa o protezione. Certo, la protezione qui c’è e sono i 18 mm di EVA+ e della suola. E da una scarpa minimal (non barefoot, bisogna ricordarlo) è quello che ci si aspetta: impostazione di corsa naturale, nessun (o poco) supporto e nessuna differenza di quota tacco/punta.
E la Virrata è servita.
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La Natural Series sarà disponibile da febbraio 2013.

 

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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