Saucony Triumph 9, la recensione completa

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Sandro Siviero
Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

Tempo di lettura: 2 minutiCon la nuova Powergrid Triumph 9, Saucony evolve il suo top di gamma in categoria A3 ma probabilmente più che “evoluzione” sarebbe il caso di chiamarla rivoluzione. Rispetto al modello precedente, questa calzatura guadagna 28 grammi in leggerezza portando il peso totale a 309 grammi, dato di tutto rispetto per una A3 ben ammortizzata.

Il prezzo di listino è di € 185 però online la si può già trovare a € 148 con felpa Saucony in omaggio.

Ammortizzazione e suola

L’innovazione principale è proprio qui, infatti Saucony adotta per la Triumph 9 la sua nuova logica “Geometry of Strong“. Di cosa si tratta? Come potete vedere dal video qui sotto, l’offset tra tallone e avampiede passa dai 12 mm tradizionali a soli 8 mm senza alcuna riduzione di ammortizzazione o protezione. I 4 mm di differenza portano allo spostamento dell’area di impatto del piede dal tallone verso la zona mediale, questo comporta un appoggio più naturale, un rullata del piede più veloce e, ho riscontrato, un aumento della frequenza di passo con una diminuzione della lunghezza della falcata. Il risultato? Maggiore velocità e un impatto meno “traumatico”.

Certo, se siete abituati a un appoggio esclusivamente in tallone, i primi tempi potreste avere qualche indolenzimento del polpaccio e al tendine di achille che vengono sottoposti a un carico maggiore di lavoro. Ma va – fidatevi – bene così, basta allenarsi tranquillamente e ci si fa l’abitudine.

L’intersuola è in Progrid a garantire sicurezza ad ogni impatto. L’ammortizzazione è secca: mi piace molto perché mi dà maggiore sensibilità sul terreno e una più grande reattività.

L’aderenza all’asfalto è ottima e sul bagnato/umido si procede con una certa tranquillità. Unica nota: la mescola della suola è un po’ più rumorosa delle altre scarpe che ho usato.

Calzata

Ovviamente dipende molto dalla forma del vostro piede però la sensazione che trasmette è di grande aderenza su tallone e parte mediale mentre all’avampiede è decisamente molto confortevole. Il risultato è una scarpa comoda (con cui poter fare anche allenamenti lunghi) sempre ben aderente. Questo risultato è dovuto alla presenza della tecnologia Sauc-fit, degli inserti in tomaia che assicurano la Triumph 9 al piede sostenendo anche l’arco plantare. La tomaia in Air Mesh è ottimamente traspirante in tutte le zone della calzatura.

Estetica

La Triumph 9 non lascia spazio a compromessi: piace o non piace.

Personalmente avrei preferito degli accostamenti cromatici meno appariscenti: rosso, giallo, grigio e nero sono – a mio avviso –  un po’ troppi colori da mettere tutti insieme. Ma comunque una scarpa si sceglie a occhi chiusi, no?! Sono comunque presenti altre colorazioni (white/royal/yellow, black/yellow, vizipro/black/silver) che rendono la scelta cromatica il più completa possibile.

Conclusioni

Dopo più di 60 km di prova (non tutti in una sola volta, tranquilli), la Triumph 9 si è dimostrata una scarpa eccellente. Leggera, confortevole e sicura. Se dovessi avere una sola scarpa da running nel mio armadio, questa sarebbe una delle scarpe che metterei in shortlist. Devo comunque dire che questa scarpa dà il meglio di sé con tempi tra i 4:10/km e i 6:00/km. Insomma, è ideale per gli allenamenti medi e lunghi e – nel caso di atleti più pesanti – anche per allenamenti veloci.
Voto: 9

Pro

  • Appoggio nella parte mediale del piede grazie alla filosofia Geometry of Strong.
  • Fitting perfetto
  • Aderenza
  • Leggerezza

Contro

  • Estetica “opinabile” (la si può però acquistare anche di altri colori)
  • Il nuovo appoggio richiede l’adattamento di polpacci e tendine di Achille (ma questo non è un vero “contro”)

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