Running… a way-of-life.

Correre. Per alcuni è sinonimo di scappare, affrettarsi, fuggire, nascondersi. Per me significa affrontare, faticare, lottare, superarsi. Prepararsi per andare a correre è un rito, il giusto abbigliamento, il giusto percorso, i giusti obiettivi: correre per molto, correre molto in distanza.

Ogni volta che si inizia a correre si è pieni di dubbi: “ce la farò? quanto durerò prima di crollare? il fiato mi reggerà? e le gambe?”.

Alla fine butti tutto via e inizi a correre. passo dopo passo. falcata dopo falcata. il ritmo della corsa aumenta e quello del tuo cuore di conseguenza. vanno quasi di pari passo. E d’improvviso i pensieri iniziano ad affollare la tua mente mentre cerchi di concentrati sulla corsa. Corrono veloce tanto quanto il tuo ritmo e ad ogni curva cerchi di trovare il ritmo giusto dei tuoi pensieri. Poi ad un certo punto, quando pensi di essere stanco fisicamente e mentalmente vedi una barriera davanti a te, e sembra invalicabile, insuperabile.

Ma ti fai forza. Pensi: “sono qui per correre non per fermarmi, vediamo che succede se…”. e aumenti il ritmo… cerchi di superare la barriera che è davanti a te… BAM!!!

Superare quella barriera è come infrangere il muro del suono, ti fanno male le orecchie, sei confuso, senti una botta. E’ come un fulmine. come un’illuminazione. come un rigore che viene parato. come la folla che esulta quando entra canestro da tre punti allo scadere del tempo. Voluto, insapettato, scioccante, rivelatrice. E allora ripensi a tutto il flusso dei tuoi pensieri di prima che sembravano contorti e tutto assume un senso, come pezzi di un puzzle che vanno in ordine ma senza toccarli, come se si muovessero da soli con la mente. come se l’ordine ci fosse sempre stato. come se fossero sempre stati in ordine ma non te ne eri mai accorto prima. Ed anche i pensieri irrazionali, non diventano razionali perchè non lo saranno mai, ma assumono un senso logico nella tua testa.

E poi ti volti. per un istante. scorgi te stesso come eri prima della barriera. con la testa bassa. assorto. concentrato sui tuoi pensieri. dubbioso e affaticato.

E pensando a te adesso, che sei al di là della barriera, un sorriso amaro, ed insieme soffisfatto e di sfida illumina il tuo viso. Ora sai come ci si sente “al di là”. Torni concentrato sulla corsa.

Guardi avanti. Verso la strada, verso i metri che ti attendono passo dopo passo, ed intravedi altre barriere da superare.

Ma ormai sai come si fà. Il sorriso che avevi prima diventa sempre più convinto, come la tua falcata, e dentro di te pensi: “adesso si che viene il bello…”.

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