Runner e gentiluomo (o gentildonna): un breve galateo.

Anche se la stagione autunnale che si avvicina sta già facendo diminuire la densità di runner sul territorio, constato ad ogni allenamento che anche tra pochi praticanti, spesso ci si dimentica di alcune “buone” norme di comportamento. E lo stesso capita anche quando smettiamo i panni dei runner, per vestire quelli dei pedoni/camminatori/bipedi che si muovono nello spazio.

Qui un sunto di alcune cose da fare o non fare, almeno per salvaguardare la nostra pelle da sputi vaganti, la nostra psiche da spaventi di quelli che ti fanno perdere 5 anni di vita e via dicendo.

– Se correte sul marciapiede in città, ricordatevi che la segnaletica è stata inventata per un motivo non troppo oscuro: salvare la vostra dura pellaccia mentre correte e quella dei guidatori di qualsiasi veicolo che transiti nei pressi mentre voi sgambettate. Il che vi fa capire senza troppi giri di parole l’importanza di rispettare semafori rossi, anche se state facendo il tempo di Bolt e non vi capiterà mai più in vita vostra di rifarlo.

– Correre in compagnia è piacevole, lo so. Ma non per questo quando si corre in 2 bisogna trasformare marciapiedi e piste pedonabili in delle prove di catenaccio. Questa regola è applicabile anche quando si fa semplicemente walking o più banalmente “struscio” (cioè … cazzeggio). Ok, so che è dura interrompere sul più bello il racconto della vostra ricetta culinaria più fica che siate mai riusciti a realizzare, ma chi vi sta dietro magari va più veloce e vorrebbe passare senza dover rischiare la vita.

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Se siete in quelli “occlusi” dal catenaccio, assicuratevi più volte che le vostre corde vocali siano libere come quelle di Placido Domingo per poter avvisare del vostro prossimo sorpasso; se non funziona, un bel “permesso” senza morire nello sforzo mentre lo chiedete, credo sia la soluzione migliore.

– Diciamolo, quando si corre, ogni tanto lo “scaracio”/”saracio”/”saracchio”/”sputanna” insomma, il grumo di saliva che si raccoglie in bocca, accade che debba essere espulso. Un’esigenza fortissima, che inizialmente, quando si comincia a correre, ci si sente inibiti a fare perchè memori delle educazioni bon – ton dei nostri genitori (NON SI FA. NO-NO-NO). Beh ecco, io vorrei dire che si può fare, l’importante è non rendere il gesto dello sputo in un gesto di tiro al bersaglio.

Ammetto che io stessa durante una gara, pochi mesi fa, mi sono vergognata come poche perchè involontariamente ho centrato il polpaccio del tizio davanti. Che chissà cosa avrà pensato sul cosa lo avesse colpito (quando si è voltato ovviamente la mia faccia era quella di una professionista concentrata, ganza, dura. IO? Io certe cose non le faccio). Insomma, può capitare, ma uno sguardo con la coda dell’occhio, “prima di”, non guasta. Puntate lontano, e date una consistenza solida allo sputo, altrimenti, mi dispiace dirvelo ma rischiate di trovarvi come cani rabbiosi con bava agli angoli della bocca.

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– Cani. Gli amici a 4 zampe sono sicuramente super gasati di accompagnarvi a correre. Come lo sono se li portate a spasso negli spazi a loro dedicati. Non tutti abbiamo avuto esperienze felici e confidential con gli animali, perciò sarebbe carino premurarsi non solo di portare Fido a correre o a spasso, ma di buttargli un occhio ogni tanto, evitando che faccia slalom tra gli altri runner o che giri a zig – zag tagliando la strada a chi corre. Direi anche di non lanciargli la palla (che lui assolutamente vuole riprendere a tutti  i costi) sulle gambe di qualche runner.

– Alta velocità. Se siete i o le figli/e illeggittimi/e di Flash Gordon, penso che vostro padre sarebbe molto fiero di voi se evitaste di sfrecciare per le strade, bruciando al passaggio i peli delle braccia degli altri runner, oltre a non farli morire di spavento quando soppraggiungete nella vostra media al km pari a quella di una moto GP. Tra l”altro l’effetto infarto che provocate nei poveri sorpassati, potrebbe portarvi rapidamente ad avere guai giudiziari di non poco conto. Se sapete di andare forte, prendetevi almeno 1 metro di distanza quando sorpassate, le coronarie di tutti staranno senz’altro meglio.

– Bisogni impellenti. Sì intendo proprio quelli. A volte l’intestino o la vescica diventano ingestibili, diciamo che è pura fisiologia; non per questo deve diventare ingestibile il dove ci si ferma a farli. Buona norma è defilarsi nel modo più netto possibile dal percorso degli altri runner o di chi cammina o passeggia. Non è mai bello passare e trovarsi dietro l’angolo certe sorprese…

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Piccole banalità che migliorano enormemente la qualità delle nostre corse e della nostra convivenza di corsa.

Se avete altre osservazioni, prego c’è posto…sono ben accette!

(©iStockphoto.com/zeremski)

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Annalisa Zannoni (detta Anne): lo sguardo che pietrifica, la voce che stordisce, i tentacoli che stritolano. Sono tutte caratteristiche...che non le appartengono. I tentacoli forse ma non ho mai guardato troppo bene. Anne vive in vari posti, basta che si trovino tutti sulla linea di partenza di una maratona qualsiasi. Di professione fa l'ottimista. Ha da tempo iniziato il suo processo di trasformazione in donna bionica, sostituendo con delle protesi fatte di sushi le articolazioni infortunate. E' a buon punto ma ultimamente si è fermata sul processo di bionicizzazione delle caviglie dove è richiesto del wasabi aggiuntivo. Presto però sarà ultimata e allora il suo progetto di conquista del mondo potrà continuare. E noi la seguiremo come in quel quadro dove c'era la libertà con le poppe di fuori (che però è di schiena e quindi tutti corrono per vedere cosa c'è davanti), anche se Anne è più pudica.

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