Run like a Kenyan: la biomeccanica dei più forti runner del mondo

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I keniani sono universalmente noti come i più forti e perfetti runner del mondo. Quanto dipende dalla loro tecnica di corsa, oltre che dalle capacità fisiche?

L’osservazione.

Il coach della Kinetic Revolution Neil Scholes ha avuto la possibilità di filmarli e carpirne alcuni segreti poco prima delle Olimpiadi di Londra della scorsa estate. Le sue conclusioni sono, riassunte per il vostro beneficio, le seguenti:

  • Ogni runner (2 donne e 2 uomini) è “front/midfoot striker”, ovvero atterra di avampiede. Nessuno, in altre parole, corre atterrando sul tallone
  • In fase di appoggio e conseguente scarico e ripresa della falcata – poco prima quindi di “spiccare il volo” verso l’appoggio seguente, la linea che congiunge il tallone e la testa (linea di scarico della forze a terra) è di circa 90°.
  • La sguardo è parallelo al suolo. Uno solo dei 4 runner alza lo sguardo oltre l’orizzonte.
  • Sono pronatori, una condizione conseguente alla corsa di avampiede (è opportuno specificare che non è una patologia/deviazione ;)
  • Le donne tengono il bacino più indietro dell’allineamento testa-tallone, assumendo una posizione più “seduta”
  • Le braccia sono un elemento bilanciatore determinante nell’economia e nell’equilibrio della corsa. La regola è che l’angolo all’altezza del gomito varia ampliandosi tra i 90° e i 150°: 90° in chiusura per poi aprirsi a 150° e tornare circolarmente in posizione, ancora a 90°
  • Una runner presenta una torsione del busto eccessiva: può essere retaggio di un infortunio o un difetto di impostazione, ma la cosa importante da capire è che così facendo può disperdere energia perché la torsione del busto si traduce in una controtorsione delle gambe, per bilanciare. Inoltre la torsione del tronco inferiore è affidata ai soli glutei, che quindi sono impegnati a produrre un movimento non funzionale alla corsa, esclusivamente per bilanciare un’eccessiva torsione del busto.
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Quindi?

Se non siete nati in Kenya potete provare almeno ad osservare (o farvi osservare da una persona competente) come correte ed eventualmente correggervi come segue:
  1. Per bilanciare l’inevitabile sbilanciamento verso il tallone che molte scarpe da running vi spingono ad avere, correte lievemente sbilanciati in avanti, in modo da sostenere velocità più elevate e da evitare di atterrare sul tallone. Più la cosa vi diventerà familiare, più la posizione di appoggio e scarico a terra acquisterà un’angolazione perpendicolare alla terra
  2. Osservate come tenete le braccia: rilassate lungo il busto, come foste un burattino che corre? NO! La regola è: “piede che appoggia vuole braccio opposto a bilanciare. Appoggio del piede e contemporanea apertura del braccio da 90° a 150°” (non serve un goniometro, tranquilli).
  3. Osservate se ruotate a destra e sinistra lungo la spina dorsale il busto durante la corsa: cercate di non ruotarlo perché le vostre gambe inevitabilmente cercheranno di compensare questo movimento in senso opposto. Sappiate che potrebbero cercare di farlo al punto di incrociare i piedi. Avete idea di cosa vuol dire correre incrociando i piedi? Le comiche. E le ecchimosi conseguenti.

Come, insomma?

Così, come è descritto nel video, commentato in inglese. I contenuti sono quelli che vi abbiamo riassunto, ma una foto è meglio di mille parole, si dice così, no?

(Moses Mosop. Photo by Losse Veter)

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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