Quasi quasi rimango sul divano, o forse no

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Pensa positivo

Un buon sistema per migliorare (in molte cose, non solo la corsa) è cambiare il proprio modo di pensare. Se pensi negativo ti succedono cose negative. Se pensi positivo? Beh, già lo sai.
Matteo Torre
Matteo Torre (detto Tower): Matteo è una creatura poliedrica come neanche le lame miracle blade. Nuota, pedala e corre come Bud Spencer, Luigi Malabrocca e Linus di Radio DeeJay. In seguito ad un incidente con il tapis roulant ha battuto la testa e si è persuaso di essere un uomo di ferro. Per dimostrarlo a se stesso, prima che a tutti gli altri, anziché provare a volare con l'ausilio di razzi propulsori e a sconfiggere i cattivi ha deciso di iscriversi ad un IronMan. Che è impresa molto più difficile, oltre che per niente aggratis! Ma lui ce la farà e noi godremo dei ricavati del suo successo scroccandogli il pass per la festa di fine gara.

Tempo di lettura: 3 minutiChe sia la forza di volontà che ti spinge ad uscire dal letto la mattina alle 4:30, fare il primo passo sotto un acquazzone o non dare retta alla vocina che di dentro ti dice “queste ultime due ripetute puoi saltarle, cosa vuoi che sia”, il meccanismo mentale che ci fa o non ci fa essere “vincenti” (nel senso di essere capaci di portare a termine qualcosa) è sempre lo stesso.

A me piace pensarlo come il “can you hear the click” di una delle tracce più belle dei Planet Funk. Quell’interruttore che tutti abbiamo dentro la nostra testa, per nulla facile da trovare. Ma una volta superato il picco di difficoltà è proprio come premere un bottone: da lì in avanti tutto procede in discesa.

Il trucco è continuare a cercare a tastoni nel buio, mentre tutto l’universo (noi stessi compresi) ci dice che è meglio rinunciare, perché è troppo faticoso, perchè non ne vale la pena, perchè si vive bene lo stesso anche senza arrivare in fondo a quei 10 chilometri. E invece no, solo chi ha mollato sa cosa significhi fare i conti con il senso di incompletezza dopo aver abbandonato. Brucia dentro e ci fa sentire irrealizzati. Ciò che mi colpisce di più in tutti gli Ironman finisher è proprio questa frase che viene ripetuta continuamente: there’s no bigger sense of accomplishment. Rende bene l’idea.

Ed è dopo aver affrontato e sconfitto la difficoltà che ci rendiamo conto che vale sempre la pena di uscire dalla propria zona comfort e andare alla ricerca del nostro meglio. Solo che qualche volta qualcuno ce lo deve ricordare. A volte basta anche solo leggere di qualcuno che è uscito sotto la pioggia (come è capitato a me in questi giorni così bagnati) per dire a noi stessi che è possibile.

La settimana di allenamento

La prima settimana di preparazione IM Florida è filata liscia come l’olio. Il carico lattacido è stato assicurato da due allenamenti di nuoto (parecchio impegnativi a cui se n’è aggiunto un terzo di pura tecnica) più il circuit training molto tirato con il 2×2000 m a ritmo gara 10k. Nella seconda parte della settimana invece le uscite sono state molto più piacevoli con pedalata di 90 km (giornata di sole miracolosamente pescata in mezzo a previsioni meteo funeste) e la mia adorata (e bramatissima) corsetta al lento da 16k iniziata sotto la pioggia e terminata con un timido ma confortante sole.

Qui trovate le tabelle allenamento Ironman ora con il quadro complessivo sintetico degli allenamenti e i dettagli di tutte le sedute.

Il Triathlon, questo sconosciuto

Visto che per molti è un universo ancora nebuloso ho pensato di trattare ogni settimana un argomento che vi aiuti a capire il triathlon e perché no, magari farvi venire voglia di provarci. Inoltre, anche senza voler gareggiare, alleggerire un po’ lo stress da running con l’inserimento di una nuotata e/o un’uscita in bici alla settimana vi faranno benissimo.

Che si tratti di un’attività in cui si fanno tre cose differenti, beh questo è ovvio. Meno ovvio è tenere sempre presente che nuoto, bici e corsa (rigorosamente in questa sequenza) sono da considerarsi per l’appunto come un unico  sport pertanto i vostri riferimenti su tempi e fatica devono un pochino adattarsi.

Lo dico da runner che all’inizio non accettava di andare anche 40”/km più piano in un diecimila dopo essersi sparato qualche ora di bicicletta. Fatevene una ragione, i PB che conoscete acquisiranno un valore molto relativo. In compenso vi divertirete tantissimo e soprattutto garantirete una salute di ferro ai vostri muscoli, tendini e articolazioni varie, a tutto vantaggio della vostra durata e qualità di vita atletica globale.

Se poi non siete proprio a vostro agio in acqua o non potete assolutamente soffrire il sellino della bici avete sempre l’alternativa dell’acquathlon (corsa, acqua, corsa) o del duathlon (corsa bici, corsa).

Nella prossime puntate prenderemo in esame le distanze, qualche trucco per iniziare a praticarlo senza stress, l’attrezzatura necessaria e tanto altro, alla scoperta di questo meraviglioso mondo.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=BFge8fsOeTk]

 

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