Nike LunarEclipse +2: porta con te la tua pista di atletica personale

Tempo di lettura: 2 minutiParlando delle Nike Lunareclipse +2  mi verrebbe da parlare solo dell’estetica, rispetto alla quale Nike dimostra senza dubbio da sempre molta attenzione (ma si sa, Nike fa scarpe per specifiche discipline che non disdegnano d’esser portate anche in molte altre occasioni). Eppure non è solo estetica: le LunarEclipse +2 sono scarpe da running serie, chiaramente A3, con buon supporto e ammortizzazione ben presente. Lo si capisce già dalla suola: il tacco fortemente rialzato e le caratteristiche onde sui fianchi (comuni al design di molte scarpe Nike) nascondono la tecnologia di ammortizzazione Lunarlon e la grande adattabilità della tomaia grazie a Adaptive Fit, brevetti Nike che rendono la scarpa molto morbida e adatta ai lunghi, eppure estremamente stabile e reattiva grazie alla sua aderenza e risposta al piede del runner. Ciò che (apparentemente) si perde in reattività (parte dell’energia impressa dal piede sul terreno si dissipa infatti nell’ammortizzazione stessa e non arriva direttamente a terra), si recupera in energia cinetica. È come saltellare, o meglio: come avere un tartan portatile. Una superficie morbida (davvero ovunque, anche su terreno sconnesso) sempre con voi, sotto i vostri piedi. Non riesco ad immaginare una metafora migliore: è come correre ovunque su una pista di atletica.

Tomaia.

Sapete che noi di RunLovers consideriamo sempre le scarpe da running (o da trail) per il loro specifico utilizzo, ma anche per la loro capacità di adattarsi alla vita normale, tipo il camminare o la vita all’aria aperta in genere (vale anche l’aperitivo eh ;)).
Le LunarEclipse +2 sono scarpe da running, ma anche da streetwear nel senso più esteso: mesh più protettive e meno traspiranti di alti modelli Nike, ma comunque una tomaia che fa respirare bene il piede e nella quale non si soffre. Quindi potrete impiegarle nel loro normale utilizzo (correndoci) sudando il giusto, oppure usarle anche un giorno intero a passeggio per la città senza soffrirne affatto.

(A proposito: sapete qual è la prima regola per avere sempre scarpe profumate? Prima ancora dell’utilizzo di deodoranti? Cambiatele spesso. Non usate la stessa scarpa per due giorni di fila. E lavatela dopo qualche utilizzo, o comunque dopo che ha accumulato polvere o preso pioggia o fango)

Suola.

Come dicevo prima, è come portarsi in giro la propria pista di atletica personale. Ben ammortizzata eppure reattiva, calzata ampia e decisamente adatta al cruising (lungo tranquillo), è comoda, morbida, non di certo adatta ai runner più esperti o potenti che devono scaricare a terra tutta la loro potenza. Ma per il RunLover, o anche per il runner con buoni PB (Personal Best) che non disdegna in qualche uscita (magari lunga e senza l’assillo di dover fare tempi mostruosi) di starsene comodo, beh, è la scarpa perfetta.

Estetica.

Non c’è molto da dire: Nike è nata facendo scarpe da corsa, le sa fare egregiamente e con un senso estetico ineguagliato da pochi. Palette d colori estreme ma sempre ben scelte, minimalismo nei dettagli, cura nell’esecuzione e ricerca tecnologica che non tenta mai di sopraffare il design: sai che sotto la carrozzeria c’è un ottimo motore, ma vedi la carrozzeria, e che carrozzeria.

Conclusioni.

Apparentemente una scarpa poco performante, ha un’ottima ammortizzazione eppure è reattiva. È comodissima, anche nella vita quotidiana e quando non si corre.
Perfetta per i lunghi, vi può portare dopo un rilassante 15k al tramonto a prendere un aperitivo con gli amici indossando la vostra polo e i vostri jeans preferiti.

Pro

  • Comodità
  • Design
  • Ammortizzazione
  • Traspirazione

Contro

  • Sagoma/tomaia molto grande. Sembrano più grandi del numero dichiarato
  • Poco indicata per runner esperti (non è totalmente reattiva)
  • Eccessiva imbottitura del collo, soprattutto verso il tallone
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Martino Pietropoli
Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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2 COMMENTS

  1. Bella review, molto dettagliata ed accurata. E’ da qualche settimana che sto correndo con le Lunareclipse +2 e confermo molte delle caratteristiche descritte nell’articolo. Il sistema di fasciatura del piede viene percepito alquanto stretto, per chi ha pianta del piede larga, e per chi e’ abituato ad altre scarpe. Altra anomalia e’ l’eccessiva imbottittura della linguetta.

    Le colorazioni sono svariate ma l’unica da avere e’ la “orange total”. Per non passare decisamente inosservati :-)

    • La cosa dell’imbottitura della linguetta è verissima. La aggiungo ai contro. Veramente eccessiva nel tallone, se poi la si paragona alla Free Run per chi le ha e può fare il paragone (hanno il tallone più flessibile e leggero mai visto, veramente ottimo).

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