New Balance 730: settecentotrenta motivi per averle

Tempo di lettura: 2 minuti

No, non vi fornirò 730 motivi per avere le New Balance 730, ma almeno alcuni ve li voglio dare.

Volete provare il barefoot running ma siete impensieriti dalle scarpe troppo minimal? Provate la 730. Non volete spendere troppo? Meglio ancora. Volete una scarpa da indossare anche tutti i giorni? E’ bellissima. Volete una scarpa comoda, davvero confortevole per correre, ma anche per camminare? 730 è il numero da tenere a mente.
La New Balance 730 è derivata dalla celeberrima Minimus, ma costa molto meno (il 30% in meno) e, a detta della casa produttrice, è fatta con materiali un po’ più cheap della sorella maggiore. Ma è anche vero, a detta degli addetti al settore che l’hanno provata, che non ve ne accorgete nemmeno.
Quindi, riassumendo:
– E’ adatta al barefoot running: 3 millimetri di drop (differenza fra punta e tacco)
– E’ morbida e confortevole
– E’ bella e disponibile in tre varianti
– E’ poco costosa: dai 70 agli 80 dollari (52-60 euro. 52-60 euro! Davvero pochissimo per una ottima scarpa da running)
– E’ derivata dalla Minimus, una garanzia quindi.

Il confort

Prendendola in mano e pesandola ci si stupisce subito di quanto leggera sia.
Proviamo ora a flettere la suola: è morbida e la punta si piega senza fatica: asseconda l’inarcarsi del piede, aderendovi fedele.
Indossata si percepisce la perfetta aderenza al piede e contemporaneamente la piacevole sensazione di avere delle pantofole al piede.
Usciamo su strada.
La morbidezza è ancora chiaramente percepibile e a questa si aggiunge – ancor più piacevolmente – l’ottima ammortizzazione della suola ACTEVA™ LITE, più leggera del 12% rispetto ad una comune suola ammortizzata.
La protezione dalle asperità è perfetta: la suola ha un buon grip e la pianta del piede è protetta e sicura. L’ammortizzazione è minima, ma efficace.

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Quasi barefoot, ma senza paura

Non si tratta ancora di una scarpa da barefoot running estremo: non siamo nell’insidioso (per chi inizia) territorio del zerodrop (ossia nessuna differenza di livello fra punta e tacco, come le Altra Zerodrop, appunto), ma si tratta comunque di una scarpa che spinge il runner a lavorare di medio piede e a scaricare “in avanti” piuttosto che sul tallone. Il risultato è una corsa più naturale, ben ammortizzata e soprattutto più veloce. Altra caratteristica che la rende una scarpa da barefoot running è l’ampiezza del cosiddetto “toe box”, ossia della punta: guardatela dall’alto, è molto più ampia di una comune punta e questo per permettere alle dita del piede di aprirsi e scaricare meglio a terra in fase di spinta, invece di essere chiuse a grappolo come nella tradizionale scarpa da running. Il piede lavora naturalmente: è libero di espandersi e contrarsi e la scarpa lo segue, adattandosi.
Le uniche note negative sono la dimensione della linguetta (inspiegabilmente scarsa in larghezza) e il fatto che sia disponibile solo negli USA (se cercate New Balance 730 in Italia otterrete un modello completamente diverso).

Pro

  • Comodità
  • Estetica composta ma vivace (variante grigio/arancio)
  • Morbidezza
  • Leggerezza stupefacente
  • Ammortizzazione
  • Prezzo (purtroppo è disponibile solo negli USA)

Contro

  • Grip migliorabile
  • Linguetta un po’ “scarsa”: potrebbe essere più ampia di qualche millimetro
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1, 2, 3 Boston!

 

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

5 COMMENTI

  1. L’articolo mi ha interessato. Vorrei sapere come acquistarle, perchè dal sito New B mi sembra si limitino al mercato anglosassone. grazie Ciao

  2. Non sono commercializzate – almeno in Italia. Qui esiste un modello 730 (a parte il famigerato 730…), ma è completamente diverso.
    Io me le sono procurate negli US e tra l’altro costano poco (79 dollari, mi pare). La fattura è decisamente meno precisa e ricca delle Minimus, ma costano anche un 30% in meno.

  3. bravo Martino, prima ci fai venire voglia e poi ci lasci con l’acquolina in bocca. Si perché non sono assolutamente riuscito a trovarle in Italia e sinceramente ti sarei grato se mi manda si il link dove le hai trovate. Nell’attesa ti saluto cordialmente.

    • Purtroppo temo che ti deluderò: come ho scritto nel pezzo, le 730 sono disponibili solo negli US. Io ho avuto la fortuna di comprarle là. Se ti capita o se conosci qualcuno che ci va, fattele prendere. Garantisco che sono OTTIME.

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