Mai quello che ti aspetti: le giacche di Stella McCartney per Adidas

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Una cosa per certo si sa di Stella McCartney: che è figlia di cotanto padre. Ma non suona, non canta. Fa moda. E che moda.

La cosa veramente importante che si sa di Stella McCartney è che non sai mai cosa aspettarti da lei e dalla sua matita, perché ne resterai sempre e comunque sorpreso.

Correva l’anno 2004.

Era il 2004 l’anno in cui, per la prima volta, Adidas decise con grande coraggio e lungimiranza di affidare una collezione a Stella McCartney, al tempo una stilista già affermata, ma comunque un’artista che raccoglieva la provocazione di Adidas con piglio e capacità, in un’era in cui disegnare una collezione sportiva non era affatto cosa scontata e frequente. Da quella data Stella continuò ad affrontare il tema del design di abiti sportivi per diverse discipline (nuoto, triathlon, tennis, running, golf, sport invernali) in maniera mai scontata: materiali naturali e mai pelli (ogni capo riporta la scritta “Adatto a sportivi vegetariani”, essendo lei una fervente animalista e vegetariana), tagli asimmetrici ma comunque molto naturali. Da lei non potevi mai aspettarti il solito prevedibile capo tecnico-sportivo. Era sempre qualcosa di più e di diverso.

Non semplici giacche.

Vi presentiamo qui una selezione delle giacche A/I 2012-13. Non solo running insomma, ma cose che – come piace a noi RunLovers – indossi per correre ma anche per andare a lavorare o per uscire con gli amici. Giacche più o meno leggere o pesanti, per correre o per sciare. Con un utilizzo principale e molteplici secondari. Giacche di pochi colori primari, con tagli inusuali, con fantasie originali e distintive. Una gioia per gli occhi, pur non trascurando la praticità.

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Un solo rammarico: a parte la collezione Team Gb per le Olimpiadi 2012 (per la quale Stella ha disegnato le divise degli atleti inglesi, quindi sia uomo che donna), le sue collezioni sono solo Donna. Cosa che lascia noi uomini tristissimi.

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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