Le tre P da seguire per correre con la pioggia

Questo pezzo lo sto scrivendo mentre una perturbazione sta portando pioggia in tutto il nord Italia e con la mente a tutti i runner che domani correranno la Maratona di Venezia che – basandomi su quanto predetto dai meteorologi – dovranno affrontare condizioni davvero poco favorevoli. Come dite? Sto facendo la Cassandra?
[inserire qui la scontatissima battuta sul gioco di parole tra la perturbazione e la definizione di Cassandra; risate preregistrate da commedia anni ’80 subito a seguire]

Chiunque corra, dal principiante all’esperto, deve affrontare in questo periodo il momento più difficile. Uscire per correre, con la pioggia autunnale, può essere un’esperienza molto divertente, gratificante e – per certi aspetti – quasi eroica; il problema è fare il primo passo ed essere consapevoli che non è da tutti uscire e bagnarsi solo per seguire un programma di allenamento o, molto più sinceramente, per la nostra dose quotidiana di endorfine.

Le regole da seguire sono tre, semplici, e – guarda casa – iniziano con la lettera P, come Pioggia.

1. Preparazione

Pioggia significa ambiente esterno molto umido, sensazione iniziale di freddo, ma la cosa peggiore è uscire con i muscoli freddi. Questa regola vale da adesso fino a che non torneranno le rondini, è infatti indispensabile fare un po’ di stretching e riscaldamento prima di uscire di casa. Volete una tabellina veloce?
A. 8′ stretching
B. 8′ riscaldamento attivo (salto con la corda, piccoli balzi laterali, affondi, step sulle scale, balzi in alto), basta 1 mq ed è davvero molto utile. Troppo frequentemente si tralascia questa fase che è, praticamente, il vaccino contro gli infortuni.

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Se temete di annoiarvi, questa è un’ottima occasione per usare un po’ di musica (avete già sentito le nostre bellissime #dailypowersong?)

2. Protezione

La giacca impermeabile è fortemente consigliata. Quella tecnica, ovviamente. Lascia fuori la pioggia e fa uscire il calore/sudore in eccesso. (Chiaramente ci sono dei limiti, non pensate di rimanere asciutti se avete intenzione di fare un lungo da 2 ore). Per rimanere nell’abbigliamento, un consiglio anomalo ma molto utile in caso di pioggia è di usare il cappellino. Sì, quello estivo con la visiera: è molto utile perché protegge gli occhi dalle gocce d’acqua rendendo più confortevole la corsa.

Le gambe invece sono una questione a parte. Usare una crema preparatoria può essere saggio: inizia l’attivazione muscolare ed evita la sensazione di gamba congelata appena si esce. Pantalone lungo? Corto? Corsaro? Dipende esclusivamente dalla temperatura esterna, attenti però a non vestirvi troppo.

Un ultimo, piccolo, accenno alle mani. Voglio essere onesto, non è disdicevole usare i guanti e può essere molto utile: le mani non si muovono e si raffreddano facilmente.

3. Prudenza

Ora siamo fuori – è proprio vero – correre con la pioggia è divertente, gratificante e – per certi versi – eroico (ma questo già lo sapevamo, no?!). Ci sono solamente alcune cose a cui bisogna prestare attenzione:
– attenzione a dove si mettono i piedi, il fondo è scivoloso (le strisce bianche bagnate sono praticamente come il ghiaccio)
– le macchine possono trasformare le pozzanghere in veri tsunami di fango
– la visibilità generale si riduce, anche per gli automobilisti. Quindi, attenzione anche per loro.

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Ci sarebbe, alla fine, un ultima P: la Pulizia (delle scarpe dopo la corsa). Ma quello va fatto anche in condizioni normali quindi sarebbe fuori tema.

Se ho dimenticato qualcosa, avete consigli particolari o volete semplicemente aggiungere la vostra esperienza, spazio nei commenti ce n’è per tutti.

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

6 COMMENTI

  1. Gentilissimo Sandro, sono una neofita, ma non so come ringraziarti :-). Grazie a questo tuo articolo ho scoperto non solo che ero capace di vincere la mia pigrizia (quella sensione di tepore che ti abbraccia quando schiatti sul divano, o sei sotto le coperte al mattino..) ma che correre sotto la pioggia è fantastico. Io ormai corro e passo in mezzo alle gocce; ho cappellino, tenuta anti umido (persino low cost) e anti freddo…Prima di correre ovvio, sempre streching e riscaldamento breve: non sento il minimo problema alle articolazioni, anzi mi carica alla corsa successiva. stando a milano, i tuoi consigli servono eccome. Sono felice di correre anche d’autunno! Un saluto

  2. Caro BIG,
    questo è uno dei post che rileggo più spesso da quando ha ricominciato a piovere! Però un dubbio tremendo mi assale – oltre al sospetto di essere vittima della sindrome di Fantozzi quella della nuvoletta sopra la testa -: quali scarpe mettere con la pioggia (torrenziale, intendo)? Oppure ricorrere a dei soprascarpe? Qual è l’esperienza dei Runlovers in merito?
    Grazie!

  3. per asciugare le scarpe dopo la pioggia, un metodo semplicissimo ma funzionale “il giornale, fatto a palla e messe nelle scarpe” – dopo un pò di tempo conviene toglierle (circa 20’/30′) e metterne altre si asciugano in maniera spettacolare – personalmente mai pulite….bye

  4. Molto utile in questo maggio strano. Ho appena comprato scarpe nuove che voglio tentare un primo 10km e le ho inaugurate con la pioggia!

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