La Via della Consapevolezza (2/3)

Nella prima parte abbiamo visto come ci si può porre degli obiettivi impliciti o espliciti nel praticare attività atletica. Abbiamo capito insomma come esistano traguardi che consapevolmente perseguiamo e altri che raggiungiamo come fossero premi per la nostra costanza e perseveranza. C’è del metodo in tutto ciò. Un metodo esplicito (mi pongo degli obiettivi e cerco di perseguirli) e implicito (toh, faccio meno fatica a fare questo percorso/Toh, lo faccio in meno tempo!).

Ma non vogliamo nemmeno impazzire, no? Allora vi propongo delle semplici regole che in senso lato si riconducono alla consapevolezza di sè, e anche ad un metodo poco tedioso per migliorarvi atleticamente.

L’attività fisica è l’attività fisica.

Ovvio, no? Mica tanto. Normalmente pensiamo che tale sia solo quella che facciamo “facendo sport”. Invece è altro, anche: camminare, sollevare pesi, andare in bici. Perché non considerarle e valorizzarle? Allora fate i bravi: se potete, usate la bici, fate le scale, CAMMINATE. Usate la macchina per fare non meno di 80 km, non per andare a prendere i bambini a scuola. E misurate queste attività. Quantificarle vi darà un’idea di quanto poco irrilevanti esse siano. Usate ciò che la tecnologia offre: Nike Fuelband, TechnoGym MyWellnessKey o altro. Un numero vi aiuterà a dare una forma a questa cosa, ad averne un’idea.
Mangiate bene, mangiate il giusto.

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Mangiate bene, e anche male, ma con metodo.

Un mio amico diceva “Ci son cose per cui non val la pena ingrassare“. Ed è un pensiero positivo che significa: mangiate bene e con gusto, ma mangiate e ingrassate solo per cose buone. Ingrassare con cibo spazzatura è idiota. Ripetetevelo. E poi ogni tanto cedete, ma solo ogni tanto.
Distinguete la nutrizione dalla dipendenza: ci sono comportamenti alimentari sintomatici di nervosismo, depressione, atteggiamenti socialmente anormali. Averne coscienza è il primo passo per affrontarli.

In definitiva il consiglio – tutti i consigli – si riducono ad uno solo: abbiate consapevolezza di voi stessi. Di come e quanto vi muovete. Di cosa mangiate. Di quante calorie bruciate. Ma non fatelo in maniera maniacale: sappiatelo e basta, come sapete che un litro di latte costa 1,5 euro.
In maniera rilassata. Come dice il saggio, “Take it easy, it’s not a race“.
(Fine parte 2/3)

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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