La gloria della Muraglia Cinese

Riceviamo da Andre, Giò e Ricca questo bellissimo contributo sulla loro esperienza alla Great Wall Marathon. Non è un articolo, assomiglia più a un’ode. Alla fatica, alla corsa, a un’impresa epica. Grazie ragazzi!!!!

5164 gradini.
La grande Muraglia.. o la grande Maratona?
Il tappone dolomitico del giro d’Italia – a detta di Andre the day after.
Una delle delle big five al mondo… come la 100 km nel deserto o la polar in mezzo al ghiaccio!

Si comincia, prestissimo.
Sveglia alle 03 am. Tutto buio. Come zombie sul pullman per il transfer dall’hotel.
Quello che colpisce è la massa di persone… gente da tutto il mondo.
Australiani, americani, francesi, tedeschi,… ovviamente cinesi, pochi in realtà, ci viene da dire..
e last but not least italiani è il caso di dire.
Un melting pot di colori, bandiere, per ricordare che nella corsa non esistono muri o,
se esistono è per sfidarli e correrci sopra.

Si comincia, tostissimo.
Subito salita, 5 km, e l’altimetro si impenna.
Quello che colpisce è il numero di persone improvvisate, gente a cui non daresti una lira
e invece sono i più convinti, rallentano, camminano, si fermano ma solo un attimo, non mollano!
L’età non conta, per ricordare che nella corsa non servono solo le gambe…
la forza è soprattutto nella testa!

E poi, meraviglia.
In cima al colle una vista mozzafiato, un muro senza senso, senza fine,
appoggiato sul profilo della montagna.
La muraglia in tutto il suo splendore. Una cornice di pietre che svetta
sullo sfondo di un cielo dall’azzurro ormai dimenticato.
Pelle d’oca, e la stanchezza per un attimo sparisce.
Ci si ferma per le foto. Ci si ferma, per aspettare, incolonnati come formiche,
in fila indiana scendendo sul profilo della muraglia/montagna.
Gradini tanti. Gradini troppi.
Ma è facile, ti convinci, è solo l’inizio, poi si scende.
Arrivati al fondo il gruppo si assottiglia,
si corre su sterrato, asfalto, pietrisco, per arrivare al piccolo villaggio di Huangyaguan
Quello che colpisce è il numero di bambini. Non hanno niente ma regalano tutto.
Il tutto è un sorriso che spazza la stanchezza che spezza il cuore
Per ricordarti che nella corsa non contano numeri e performance quello
che conta sono le sensazioni che qui non si contano.

Il caldo è pazzesco. Ossigeno poco. Umidità, troppa.
E la tanto discussa crisi del maratoneta del 30 km stavolta è tutta vera.
La vera sfida: un muro di fronte, di nuovo.
Ancora il Great Wall, adesso in salita. Stavolta la parte più ripida.
Non hanno voluto fare sconti gli organizzatori.
E, il mostro finale dell’ultimo livello è lì che ti aspetta
con le sue lame fatte di gradini, sempre più irti.
con le sue armi fatte di salite, sempre più ripide.

Bevi, un’ultima volta.
Corri.
Provi a tirare.
Scendi sotto i 6 min al km.
Allucinazioni.
In mente solo un pensiero: devi farcela.
Un mandala: non fa male.
Il Great Wall Fort è oltre quest’ultima salita
Il Great Wall Fort è dopo quest’ultimo gradino

E poi, quando credi di non farcela
riesci a sentire il tuo nome accompagnato dal caming from Italy
e la finish line da illusione diventa realtà
la finish line violata dal rosso che fa tanto Cina dal rosso base running

Andre,Giò,Ricca

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