Grow by Alessi, designed by Andrea Morgante: la fibra del design, il muscolo teso

Tempo di lettura: 2 minuti

Non è un cardiofrequenzimetro, non è GPS. È un’espressione di design all’ennesima potenza ed è l’espressione di un grande designer (italiano) che vive e lavora a Londra. Tutto qua? Beh, non è poco, ma se non bastasse, Andrea Morgante è anche un runner, un amico di RunLovers (e che ha scritto più volte per noi), il fondatore e direttore di Shiro Studio, un osservatore che legge nella realtà il divenire delle cose. E il divenire è misurato dal tempo.

Crescere.

“Grow” significa crescere. Il tempo accumula e aumenta i sedimenti, la conoscenza e lo spessore. La profondità. Il tempo misura, è misurato e amplifica la conoscenza del mondo. Questo orologio “cresce” perché in corrispondenza del quadrante si allarga e accoglie le lancette. La misura lo allarga e lo dilata. Ma le linee di forza che lo disegnano – incidendo anche il vetro del quadrante stesso, che non è piano – sono le fibre di un muscolo. Andrea Morgante ama definirle linee di forza di una struttura. Linee di tensione. Lungo esse scorre la forza, la tensione che sostiene e rende vitale la struttura. Ma assomigliano incredibilmente alle fibre di un muscolo. È un muscolo gonfiato al centro da una contrazione, da una sospensione: mi fermo, leggo il tempo, che ore sono?, lo sguardo spazia di nuovo all’orizzonte, riprendo a correre.

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Non per runner? Eccome.

Cosa fa un orologio? Ci dice che ore sono. Grow è superanalogico: lancette, ore, minuti, traiettorie circolari. La buona vecchia scuola del come si legge l’ora. Nessuna geolocalizzazione, nessun battito cardiaco, nessun display touch. Leggi l’ora, riprendi a correre. Zitto e corri.
Il grado zero della misurazione del tempo: tutto quello che serve, in un involucro stupendo, per il runner che ne capisce di design.

Grow by Alessi di Andrea Morgante è disponibile da Dezeen Watchstore al prezzo di 84£ in diverse colorazioni.

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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