Giir Mont 2012

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Tempo di lettura: 3 minutiEdizione da recor per il Giir Mont 2012. La gara che si è tenuta a Premana lo scorso 29 luglio ha registrato il record di iscritti, 830 di cui 330 sulla mini sky race (20km e 1000 mt D+) e circa 500 sulla Sky marathon (33km 2500mt D+).

In particolare la sky marathon ha consolidato la sua fama di gara di riferimento all’interno del panorama nazionale. Quest’anno al via erano rappresentate 20 nazioni, su un percorso leggermente modificato che presentava 500 mt in più rispetto a quello tradizionale.

Le attese sono state rispettato, e la gara è stata un vero spettacolo nonostante il forfait del fenomeno spagnolo Kilian Jornet Burgada, vincitore delle ultime quattro edizioni, e reduce da un duello spettacolare con l’italiano Marco de Gasperi nel 2011.

Io ero alla mia quarta partecipazione, la prima sulla mini e le ultime tre sulla sky marathon. La giornata si presenta splendida, con un clima gradevole alla partenza, e temperature destinate ad aumentare nel corso delle cinque ore di gara previste (almeno per il sottoscritto). Dopo la presentazione dei top runnner, la partenza ha visto sfilare il serpentone dei concorrenti per le strade del paese, e dopo poche centinaia di metri è iniziata la prima discesa. A dire il vero si è corso poco in quanto il numero elevato di partecipanti comporta delle code sul single track della prima discesa, mentre scendevamo io ed altri potevamo osservare i primi che si accingevano ad affrontare la prima salita 500mt più a valle. Ma ben presto era il mio turno e via sulla ripida salita che porta al primo alpeggio, l’alpe Chiarino (1558mt). La prima ascesa fa già selezione, 800 metri di dislivello senza un attimo di respiro, pochi istanti per rinfrescarsi al primo ristoro e poi via in un tratto in falsopiano che porta fin sopra l’alpe Barconcelli dove inizia una discesa ripida e tecnica che porta sino ai 1100 metri dell’alpe Forni. Poche centinaia di metri, ed eccoci all’altro ristoro dell’alpe Vegessa (1190) e via verso la cima coppi della gara. Da qui alla bocchetta di Larecc (2063mt) sono 5,5 km inizialmente facili su una strada sterrata ampia e con pendenze accettabili, fino ad un ponte dove si svolta a sinistra su un sentiero e l’ascesa si fa decisamente dura. In località Pont del dent si possono ritirare i bastoncini consegnati prima del via per il tratto che porta alla Bocchetta di Larecc. In alcuni tratti la salita è durissima, accentuata dal gran caldo, ma in vetta c’è un gran pubblico, tutti incitano e la musica e lo speaker ti danno morale per continuare, all’arrivo tutti hanno una parola di incoraggiamento. Da Larecc a Fraina sono 650 mt abbondanti di D- in 2km, qui è importante non massacrare le proprie gambe, perchè siamo ancora metà gara. Altre soste ai ristori impeccabili e ben riforniti e via verso l’alpe Rasga (1090mt). Ora mi aspetta la salita verso l’alpe Premaniga (1403mt) è mezzogiorno ed il caldo è notevole. Per chi non si è idratato a sufficienza i crampi iniziano ad essere un incubo. Io ho bevuto tantissimo ma inizio ad accusare il colpo. Meno male che a Premaniga c’è un gran pubblico ed il morale torna alto. Altro ristoro ben rifornito e via nel tratto verso Solino dove si alternano tratti in falso piano e strappetti a volte violenti. Lo scorso anno sono crollato proprio qui, ma stavolta mi sono risparmiato ed affronto bene il traverso che porta a Solino (1600mt). Mi idrato come al solito, riempio la borraccia e proseguo per i 1690mt di Deleguaggio. Un saliscendi continuo che non da tregua sotto un sole cocente, se non ne hai più questo tratto diventa un incubo. Io lo affronto deciso ma senza strafare per conservare le energie per l’ultima discesa, 4,5 km e 700mt D- che mi porteranno a Premana. Qui mi dico, adesso basta andare di conserva, tira fuori quello che ti rimane negli ultimi km e così cerco di fare, recupero un sacco di posizioni e scendo sicuro sui lastroni di pietra che conosco fin da ragazzo. Il tratto finale di 400mt su asfalto è un trauma ma accenno pure uno sprint per la gente che ancora aspetta al traguardo nonostante il primo concorrente sia transitato già da due ore. Chiudo in 5 ore 21 minuti e 50 secondi felice come una pasqua. Mi rifocillo, faccio una doccia e mi godo il pranzo con il mio amico Tomaso.

Davvero bella gara, dura senza respiro ma organizzata perfettamente. Impeccabili i ristori per quantità e qualità, impressionante la quantità di persone sul percorso, gli incitamenti continui per tutti. Non un filo d’erba era fuori posto dimostrando quanto tutta la comunità partecipi a questo evento. Ottimo anche il pacco gara, oltre alla canotta pettorale, un paio di bastoncini CAMP, un coltello da cucina Sanelli, un paio di calze da running, oltre ai ristori ed il pranzo offerto dalla pro loco.

Davvero bella gara, uno degli appuntamenti di non perdere per gli appassionati della specialità. Piacevole sentire quanto i partecipanti ne siano rimasti ben impressionati e soddisfatti. Il numero crescente di iscritti riflette non solo l’aumento di appassionati di questa disciplina ma premia anche il lavoro fatto dall’organizzazione.

Arrivederci al prossimo anno!

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