Esci dalla zona comfort

Articoli correlati

Ironman Florida 2013: l’atto finale (2/2)

Mesi e mesi di preparazione e poi: l'atto finale. L'Ironman Florida. Questo è il racconto di una gara all'ultimo respiro (parte 2/2).

Ironman Florida 2013: l’atto finale (1/2)

Mesi e mesi di preparazione e poi: l'atto finale. L'Ironman Florida. Questo è il racconto di una gara all'ultimo respiro (parte 1/2).

L’arrivo e la nuova partenza

La preparazione di un Ironman non è solamente un fatto fisico o mentale. È un percorso complicato che per il nostro Matteo arriva a compimento oggi e non conta il risultato finale perché il percorso di preparazione è stato un'esperienza straordinaria. Eccola.

Ciclista per caso

Cosa succede quando un triatleta prova a farsi accettare nel gruppo dei ciclisti con il coltello tra i denti?
Matteo Torre
Matteo Torre (detto Tower): Matteo è una creatura poliedrica come neanche le lame miracle blade. Nuota, pedala e corre come Bud Spencer, Luigi Malabrocca e Linus di Radio DeeJay. In seguito ad un incidente con il tapis roulant ha battuto la testa e si è persuaso di essere un uomo di ferro. Per dimostrarlo a se stesso, prima che a tutti gli altri, anziché provare a volare con l'ausilio di razzi propulsori e a sconfiggere i cattivi ha deciso di iscriversi ad un IronMan. Che è impresa molto più difficile, oltre che per niente aggratis! Ma lui ce la farà e noi godremo dei ricavati del suo successo scroccandogli il pass per la festa di fine gara.

Tempo di lettura: 2 minuti30 allenamenti, 500 km percorsi in 40 ore, 4000 m di salita e circa 22.000 calorie consumate.  E il primo mese se n’è andato così, trascorso per lo più tra la piscina e la pista di atletica (con qualche uscita leggera in bici), all’ostinata ricerca di uno stile di nuoto passabile e alla costruzione di una base fisica solida su cui inserire i lavori specifici che attendono la primavera per essere messi in pratica. Veloce sul corto adesso per impostare un passo rapido in Florida, ma per farlo bisogna andare oggi oltre i ritmi “comodi” a cui sono abituato e sacrificarmi un po’. Beh, un bel po’.

Acido, acida

Un carico che non avevo mai affrontato finora, che mi ha lasciato perennemente invaso di acido, con braccia e gambe rigide, andatura zoppico-saltellante. Distanze ridotte e intensità alta richiedono più concentrazione di un lungo, generano una fatica diversa.

Là dove l’endurance fa nascere un dolore sottile e continuo, che si ingrossa lentamente e che la testa può imparare a gestire poco a poco magari facendoti scappare via attraverso mille pensieri,  i lavori di velocità ti travolgono con una sofferenza sorda e improvvisa, che ottunde le membra facendole appassire rapidamente per la mancanza di ossigeno. E’ un’esperienza materiale, fisica, piuttosto che metafisica come quella che si vive sulla lunga distanza (e che preferisco nettamente).

Allenamenti duri basati sulla forza lasciano però alla fine, insieme alle endorfine che si liberano sotto la doccia, una sensazione di “cosa ben fatta”. La rigidità corporea è la cartina di tornasole di un adattamento lento ma inesorabile, la dimostrazione che sei ormai immerso nel flusso di produzione del ferro. I quadricipiti gonfi e duri, i battiti lenti del cuore il mattino appena sveglio, il respiro calmo e regolare delle gambe che girano al ritmo medio che una volta era la tua ripetuta breve, tutte queste cose sono un bel premio per la tua fatica.

Il giusto equilibrio

Un mese in cui non sempre sono riuscito a mettere in sequenza gli allenamenti nel modo giusto. La vita, quella vera, fatta di lavoro, famiglia e amicizie, reclama spesso la mia presenza. Io non voglio e non posso sottrarmi più di quanto già non stia facendo. E allora a volte bisogna accettare di mettere lavori pesanti in successione anziché intervallarli dalla giornata di riposo, oppure prendere atto che un dato giorno di allenamento di lavoro deve diventare di stop, perché una trasferta improvvisa ti porta lontano.  E pazienza se la teoria dice che non ho seguito alla perfezione la tabella, questa è una cosa che si possono permettere i professionisti, non le persone normali.

E  ancora, il cibo e il sonno sono importanti. Specialmente adesso che me li posso permettere. Coach Ironfrankie urla: “se ti senti stanco meglio un giorno fermo piuttosto che un allenamento fatto male. E mangia, che non ce la fai mica ad arrivare in fondo ad un IM se non hai energie”.

Guardando avanti

A proposito, in dicembre si cambia un po’. C’è innanzitutto da mettere su massa muscolare, specialmente di sopra e poi cominciare a pensare alla Maratona di Roma. Dentro allora una seduta in palestra (pesi e addominali) e luce verde a due corse a settimana (una è quella del Circuit, l’altra un progressivo o un medio da non meno di 15k). La bici è un po’ sacrificata per via della neve e della pioggia ma le due ruote avranno la loro vendetta, con gli interessi, quando le giornate torneranno ad essere tiepide.

Il piano di lavoro generale e le tabelle dettagliate sono sempre consultabili su L’era del Ferro.

- Advertisement -

Altri articoli

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

- Advertisement -

News più recenti

La mezza di Monza si correrà, davvero

Dopo mesi di cancellazioni, la Ganten Monza21 Half Marathon si farà. Le iscrizioni sono aperte

Come correre nel caldo davvero caldo

C’è il caldo e c’è il caldissimo: ecco i consigli di un atleta per correre con il caldo caldissimo

Non ci puoi fermare

Il nuovo video Nike incita a unirsi contro le divisioni di ogni tipo e lo fa usando una tecnica cinematografica molto particolare

Salomon si prepara al 2021 con tantissime novità

Le novità per il 2021 sono tantissime in casa Salomon. E soprattutto sono pensate per tutti i piedi e tutti i terreni

Come iscriversi alla NY City Marathon (virtuale)

Ecco come partecipare alla virtual race della NY CIty Marathon

Cose che non puoi fare a una maratona

Le regole sono regole e anche le maratone o le gare di corsa hanno le loro. Alcune condivisibili e altre che ti lasceranno un po’ così.

Una dieta particolare

Un limite di molte diete è quello di obbligare a pesare gli ingredienti. Questa è la testimonianza di chi ne ha provata una che non richiede quantità specifiche. E che (per lui) ha funzionato
- Advertisement -

Scelti dalla redazione

Ti scrivo su Telegram

Nasce il canale ufficiale Runlovers su Telegram. Lì ti avviseremo in tempo reale sull’uscita di nuovi post, news, appuntamenti e approfondimenti.

Come si allena la resistenza mentale?

Una buona prestazione fisica ha una potentissima componente mentale. Ecco cosa distingue i campioni dai buoni atleti. Ed ecco come puoi allenare la mente a essere resistente.

Stretching: sì o no?

Bisogna fare stretching? E se sì: prima o dopo la corsa? Proviamo a rispondere una volta per tutte.

Puoi correre se sei sovrappeso?

Si può correre se si è sovrappeso o obesi?