Da che treadmill viene la predica

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La teoria e la pratica.

«Un millimetro sulla carta è un chilometro sulla strada» diceva il mio professore di tecnica alle medie. Intendeva che c’è una differenza e una proporzione in tutte le cose e che quello che sembra un’imprecisione da poco sulla carta (al chiuso) è una grande imprecisione nel mondo reale e non rappresentato.
Molti anni dopo sento dire ad amici che corrono «Ho fatto 10k in 48 minuti» e penso wow, ma so anche che non corrono da molto e quindi resto stupito: so quanto ci metto a farli io i 10k quindi chiedo «Ma in palestra o fuori?» «In palestra» «Ah, ok».

Dentro e fuori.

Ecco: c’è una bella differenza fra correre i 10k in palestra o fuori, e ora uno studio della Sapienza lo dimostra scientificamente.
La corsa in palestra (su treadmill, per intenderci) ha queste caratteristiche:
– avviene in un ambiente climaticamente controllato, e quindi: niente vento, niente sbalzi di temperatura ecc.
– avviene su una superficie “virtuale” perfetta: liscia, lievemente ammortizzata, cosa che nella realtà esiste solo nei campi di atletica, dove comunque può esserci molto vento
– c’è sempre uno/a dietro di te che deve usare il treadmill e che guarda sbuffando l’orologio (ergo farci più di 30-35 minuti può diventare *la vera impresa*)
– c’è sempre qualcuno che controlla e giudica come stai correndo, se lo fai bene/male e se sei troppo grasso/grassa.
Che fatica! Che stress!

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La fatica (psicologica).

Ecco, diciamo che psicologicamente correre in palestra è più faticoso, ma solo psicologicamente, per chi insomma mal sopporta il giudizio altrui che in una condizione come quella è inevitabile.
Fisicamente invece la corsa – quella vera, in esterno – è più dura: è la stessa differenza che c’è fra un libro e la realtà. Fuori la strada ha diverse pendenze, è rotta, ci son le buche, ai semafori devi fermarti, il ritmo è sincopato. Il cuore si allena molto meglio fuori, grazie ai continui stop&go (sì, sono fastidiosi, ma servono pure quelli).
In palestra invece puoi solo simulare queste difficoltà reali cambiando la pendenza del piano del treadmill: ecco, i ricercatori della Sapienza hanno scoperto che quella ideale è del 3%. Ideale per simulare una corsa che in realtà richiede il 10% in più di energie.

Non tutti i treadmill vengon per nuocere.

Non abbiamo mica niente contro i treadmill, ma non scambiamoli per un modo alternativo (nel senso di equivalente) per correre.
Però c’è una cosa che solo con i treadmill puoi fare, e non c’è asfalto che tenga: un video come quello degli OK GO!

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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