Cronaca di una Caduta Annunciata aka Bloody Hand

Dopo aver dormito poco l’altra notte, cosa rarissima per me dato che tocco il cuscino e ronfo, stamani appena sveglia mi dico che assolutamente nel pomeriggio mi ci vuole una bella corsetta. Penso che 35 minuti, come l’ultima volta, possano andare bene, tanto per stabilizzare questo miracolo di frequenza “podistica”: dalla prima volta di 5 minuti da panico, in cui mi sembrava di non avere fiato nemmeno per pensare, piano, piano sono riuscita a vincere quest’angoscia, ho fatto pura “violenza di autoconvincimento” e, sebbene corra ancora come un fantozziano sacco di patate, perlomeno sto imparando l’arte della pazienza con piccoli passi.

Ma propri piccoli, eh.
Tempo brutto, minaccia di pioggia, vento non troppo forte, ora del dopopranzo con pochi a giro, freschino tanto da osare felpina con cappuccio che penso non mi fara’ annegare in un lago di sudore.
In queste due settimane, da quando ho iniziato, mi sono resa conto che per fare il mio jogging pietoso, l’unico modo che mi faccia partire sotto i migliori auspici, e’ quello di fare perlomeno un minuto di camminata veloce: una sorta di riscaldamento non-violento, in cui cerco di anestetizzarmi e di apparire felice.
Per “fare pari” con l’ora, mi faccio 5 minuti di passo davvero svelto, durante i quali nubi sempre piu’ minacciose prendono campo e un ventolino innocuo sembra diventare un po’ piu’ serio. Che bellezza, penso.
Inizio a correre con una certa tranquillita’, con tutta la mia playlist scelta ad hoc, che in modo schizofrenico spazia dal punk al jazz, cosi’ da poter far fronte a qualsiasi situazione di eventuale scoramento (oh, come mi conosco bene).
Passano 5 minuti di vera pace, di vera armonia col mondo intero che manifesto con un sorriso misto tra l’ebete e il compiaciuto.
Dall’altra parte della strada, lungo un bell’argine erboso, con la coda dell’occhio inquadro un omino con un bel cane da caccia, dal muso bianco e marrone e lunghi capelli svolazzanti.
All’improvviso si ferma proprio mentre passo, si punta e mi guarda fissa, in stile statua di cera. Sorrido e penso a quanto sia bello, con un vago senso di “maestosita’”, in quella posizione e da quell’altezza: sembrava davvero stesse in posa per una qualche copertina di segugi campioni e nobili, con lo sfondo di un’enorme e ricca casa vittoriana inglese e con accanto il padrone compiaciuto e snob.
Gli sorrido, mentre il padrone cerca di tirarlo via per continuare la passeggiata, ma lui si oppone fieramente. Mi viene da pensare che e’ come se stesse osservando qualcosa di strano, un evento particolare, oppure che possa correre talmente male da sembrare una cagna zoppa?
Mentre mi si affollano tali inutili pensieri, mi viene in mente che sono partita un po’ troppo “in tromba”, con un ritmo troppo veloce, e che quindi dovrei rallentare e volare basso.
E’ stata una frazione di secondo che riesco a visualizzare con un taglio fantastico e con una sequenza action alla Mission Impossible: sorrido al cane che con aria preoccupata sembra presagire qualcosa di terribile, guardo avanti, rallento la corsa a tal punto quasi da non alzare i piedi, capito su un misto di fango+ghiaino e la mia prospettiva fila che e’ una bellezza in direzione totalmente orizzontale e verticale allo stesso tempo.
Mentre precipito penso che sto realmente cadendo, che potrei farmi male e la prima reazione e’:”Vabbe’”. Inquietante.
Il secondo dopo sono in terra, la musica si e’ fermata di colpo, vedo l’asfalto e penso in quest’ordine:
Ma Vaffanculo
Guarda che idiota
Mi sa che ho rallentato troppo
E l’iPod?
Che figura di merda se l’omino col cane mi sta guardando
Tutto a posto?
Mi frizza la mano
Alziamoci
Il cane aveva visto giusto
(Sorrido)
Faccio ripartire la musica, controllo la mano piena di ghiaia e sangue, valuto che la bottarella al ginocchio non mi fa male, faccio la conta dei danni e mi dico che sto cadendo sempre meglio da quando mi sfracellavo da piccina: prima riuscivo a “spaccarmi” ginocchia e mani con una certa facilita’, in casa e fuori, mentre ora me l’ero cavata con una sfregiatella alla mano e una sbuccicatura al ginocchio. Grande!
Quello in cui sono sempre stata una vera professionista e’ stato il proteggermi la faccia, soprattutto i denti, sempre e comunque. Forse anche perche’ sono stata vittima di minacce subliminali da parte dei miei che mi ripetevano: “Quando caschi, pensa sempre a proteggerti la faccia, che se ti spacchi i denti bisogna prendere un mutuo per rimetterli…”
E’ stato una sorta di “imprinting” nel campo delle cadute accidentali. Ha sempre funzionato.
Posso continuare a correre? Sarebbe un peccato buttare questo bel tempo freschino e minaccioso…
Infatti riparto tutta felice, piu’ felice di prima, pensando che il tutto sembra davvero surreale.
Mi vedo da fuori e mi trovo davanti una deficiente con due treccine spettinate, soddisfatta, con una mano e un ginocchio sanguinanti (poco per fortuna), e con la sorprendente sensazione che il dolore alla mano e al ginocchio riesca a non farmi sentire la “fatica” del correre.
Molto tipico, mi dico, ma il gioco non vale la candela, dato che la mia tolleranza al dolore e’ molto maschile, ossia pressappoco vicina allo zero.
Penso a quanto mi frizzera’ dopo facendo la doccia, e nei giorni seguenti, e la Principessina Sissi che e’ in me bestemmia amabilmente.
Eppure questa caduta, questo dolore languoroso e questa strada grigia che mi invita ad andare avanti, mi fanno stare bene. Imploro un po’ di pioggerella per sciacquarmi la ferita, ed ecco che inizia a piovere giusto, giusto perche’ mi possa tirare via un po’ di sangue e per rinfrescarmi dal sole che era spuntato poco prima. Mi faccio un vialone lunghissimo, di una zona industriale, mentre molti escono da lavoro, operai e manager in tiro, incastrati nel traffico, e penso a quanto sia bello filare sotto la pioggia, desiderando che la strada verso casa si allunghi un po’ di piu’ ogni minuto che passa. Perche’ cosi’ si sta bene.
Il random dell’iPod finisce su “Live High” di Jason Mraz e “Personal Jesus” coverizzata dagli Old Lemon Juice.
Il mio Ego scoppia di gioia:-)

Altri articoli come questo

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.