Corsa Naturale: breve guida su quello che non devi fare

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

Tempo di lettura: 2 minutiHai letto degli articoli sul Barefoot Running o Corsa Naturale, chiamala come vuoi. Hai deciso che vuoi provarci, che vuoi cambiare il modo in cui corri. Ti sei riconosciuto in quel corridore che sbaglia a far ciò che parrebbe tanto naturale come correre: atterri sul tallone, così non va bene. Dovresti imparare a correre con la punta o il medio piede. Eppure molti corrono esattamente così: potranno mai sbagliare così tante persone? Non sbagliano, o almeno non lo fanno consapevolmente. Usano strumenti (le scarpe) che li hanno portati a correre proprio così, perché il tallone ammortizzato, il supporto, le diavolerie tecniche li hanno portati naturalmente a convincersi che è così che si corre. Hai deciso: vuoi provarci.

Questa breve guida, scritta da chi ha avuto la tua stessa impazienza, vuole spiegarti come prepararti alla transizione, gli errori da evitare, il sentimento con cui affrontare questa esperienza e soprattutto quello con cui NON affrontarla.

Pensaci bene

Se non hai mai avuto infortuni particolari, se le gambe sono ok, la schiena non ti dà noia, perché farlo? Ci son mille motivi e il primo sarà la fatica che ti costerà disabituarti a correre in un modo e imparare a correre in un altro modo, ma ciò che più conta è che devi esserne molto motivato. Non lo fai tanto per provare, perché raccoglierai i primi risultati dopo settimane.

Non correre

E’ un paradosso, ma per reimparare a correre non devi correre. Mentalmente: non devi avere fretta nel ricercare i risultati (e nell’essere sconfortato se questi non arrivano). Fisicamente: incomincia a modificare la tua impostazione di corsa camminando: in casa, andando al lavoro (se non ci vai in macchina, ovviamente), a piedi nudi il più possibile. Osserva come appoggi il piede. Se sei scalzo osserverai che non appoggi mai prima il tallone, per un semplice motivo: perché fa male così. Appoggi il medio piede, e solo dopo il tallone, se proprio lo appoggi.

Non sei Roberto Bolle

O Carla Fracci. Pensi che non correre più sul tallone significhi correre solo sulle punte? Beh, provaci. Prova a stare solo sulle punte, poi domani mi racconti se riesci a fare le scale senza piangere dal dolore. Devi arrivare gradualmente a farlo, e comunque anche alla fine non correrai solo sulle punte. Quindi arrivaci gradualmente. Correre solo sulle punte ti provocherà dolori ai polpacci che si troveranno caricati improvvisamente come mai erano stati abituati a fare.

Non usare le solite scarpe

Hai deciso. Ci stai provando. Bene. Non è detto che tu debba dotarti subito delle scarpe più adatte (minimal o barefoot che dir si voglia, scarpe cioè senza ammortizzazione, tipo Five Fingers VIbram o New Balance Minimus, per dirne due), ma fallo al più presto. E’ fondamentale che, assieme alla corretta impostazione, tu recuperi anche la percezione del terreno e delle sue asperità e potrai farlo solo con scarpe che proteggano le piante dei tuoi piedi, senza ammortizzare troppo l’impatto col terreno. Esci qualche volta con le “vecchie” scarpe, prendi confidenza con la novità, ma poi dotati subito di altri strumenti.

Non avere fretta

Non pretendere che i risultati siano immediatamente percepibili. Sono mesi o anni che corri in un modo e pretendi che poche sessioni di Corsa Naturale (o di “impostazione a”) rivoluzionino il tuo modo di correre? Ci vorranno settimane. Dovrai imparare a sentire nuovamente il tuo corpo e lo percepirai in una dimensione nuova. Il premio sarà una falcata diversa, una leggerezza diversa. La sensazione di essere leggero come una gazzella. Ma non correre. Fai gli esercizi che ti consiglieremo nelle prossime guide e prenditi il tuo tempo.

 

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9 COMMENTS

    • Grazie Rachele! E lo dico sulla scorta di qualche dolore ai piedi sulla cui natura sto indagando. Cioè: l’origine la conosco, vorrei solo capire cosa sbaglio. Della bontà del metodo rimango però convinto :)

      • per quello che sto sperimentando io, mi sembrano tutti problemi legati a caviglie deboli (troppo “protette” devono rinforzarsi) e pianta del piede poco flessibile, di qui i miei dolorini quando corro con le fivefingers, ma anche io non ho intenzione di abbandonarle :)

  1. Era la mia passione correre ma a causa di un incidente mi hanno fatto un artrodesi (articolazione caviglia bloccata) pensate che in questo modo potrei tornare a correre

  2. Bell’articolo, mi sento di dissentire solo su un punto: faccio corsa naturale e (a mio modesto parere) posso affermare che non trovo nessuna difficoltà a correre con scarpe pensate per la corsa con il tallone.. penso sia solo questione di comprendere la corretta esecuzione dell’appoggio e della meccanica della corsa, le scarpe non sono fondamentali.

  3. Cosa si intende con il “medio piede”?
    Perché se io cammino scalza mi sembra di appoggiare prima il tallone…ma magari non ho capito quale sia il “medio piede”…
    Sicuramente appoggio prima la parte posteriore del piede e poi l’anteriore…

    • Ciao Elena: è semplicemente la parte centrale del piede, grossomodo quella all’altezza dell’allacciatura della scarpa. Se presti attenzione camminando a piedi nudi non appoggi prima il tallone: non ti viene naturale anche perché ti provoca fastidio. Con le scarpe, specie correndo e poiché aumenta la falcata, è più “naturale” atterrare di tallone perché è la parte del corpo che tocca prima terra. Riducendo la falcata e intensificando la frequenza dei passi si può atterrare con la parte anteriore del piede (medio piede – anche “mesopiede”) ed evitare di caricare troppo il tallone. Ciao Elena!

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