Correre “solinsieme”

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Quando si va a correre non si sa mai cosa può succedere. Soprattutto quando corri da solo.
Ora… non fraintendetemi, ma correndo da soli si può rimanere l’unica persona che corre, oppure trovare altri che condividono il tuo stesso percorso, oppure altri ancora che occasionalmente si “trovano a passare di là”. Ma in fondo in fondo, anche se non ci siamo mai visti ci riconosciamo tutti. Di solito parto per correre dicendo:

“Stavolta mi concentro sulla distanza…”.
Mi preparo, mi concentro e vado verso il mio parco preferito per iniziare.
Mentre arrivo la scena bene o male si ripete, non sono l’unico che corre e allora, negli attimi prima di iniziare che poi diventano minuti, inizio a guardare chi corre, vedo il loro percorso, valuto quanto sono stanchi, un bel respiro e si parte.
Quando poi ci si incrocia e ci si scambia uno sguardo parte una ridda di pensieri e domande tipo:
“Questo qui è uno nuovo, non l’ho mai visto.”
“Accidenti quanto è stanco… non c’ha il fisico!”
“E quanto corre!!!”
“Mmm però… non male…”
“Dove passa??? Ora la seguo…”
e altre mille ancora.

La cosa veramente bella è quella che in uno sguardo, in un cenno, in un mezzo saluto tra un paio di respiri affannati, i runners riescono a trasmettersi una quantità di sensazioni ed emozioni molteplici. E alla fine sembra che si corra tutti insieme e non da solo, come ero partito da casa mia. É come se la corsa, fosse un mezzo d’aggregazione involontario tra tutti quelli che la praticano.
Ed è questa la cosa più bella, perchè non importa chi tu sia, l’importante è correre (mi ricorda qualcosa quest’ultima frase…).

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Nelle gare, di qualunque tipo esse siano, prima della partenza basta un niente… un numero precedente al tuo, la stessa maglietta, le stesse scarpe e subito ti senti parte di qualcosa, e se per caso vai a scavare un pò più a fondo, chiedendo agli altri runners di dove sono, dove hanno comprato l’abbigliamento o dove si allenano, ti troverai catapultato in un mondo completamente nuovo fatto di sfide, muscoli che non rispondono, fiati corti, ore rubate per allenarsi… che poi alla fine, pensandoci bene, non è nient’altro che lo stesso dove ti alleni e corri, e ti ritrovi a pensare:
“Ed ero partito da casa convinto di correre da solo…”.

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