Chi te lo fa fare?

È la domanda che più spesso mi rivolgono quando sanno che esco a correre al mattino. In inverno.

In effetti un sottile sfondo di pazzia ci dev’essere però le motivazioni sono le stesse che Martino ha descritto nel suo post e, sempre lui, stamattina dopo una corsa a 2°C mi ha scritto: “Il freddo è una condizione fisica. Quella mentale è «Sono immortale!»”.

In realtà io corro a quell’ora perché non ho altri momenti liberi e poi mi piace iniziare la giornata con una buona dose di endorfine. La bellezza delle strade secondarie quasi deserte, panorami che tolgono il fiato e – non dimentichiamolo –  gli sguardi di ammirazione (mista a pena) delle persone che incontro.

Una delle doti necessarie a chiunque corra (o aspiri a farlo) è la disciplina. È indispensabile per trovare il tempo per allenarsi, per andare a dormire presto, per limitarti nel cibo quando vorresti abbuffarti. Grazie a questo, l’allenamento porta un miglioramento anche nella forza di volontà e nella capacità di raggiungere i traguardi che ci poniamo, ci rende migliori. (e anche parecchio più pazzi)

Queste sono le mie motivazioni. Ah… Io alla domanda generalmente rispondo “È bellissimo, dovresti provare”. E voi?

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A day at the running race.
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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

2 COMMENTI

  1. Io credo che la corsa ti porti ad entrare in una spirale di benessere tale, che la disciplina dopo un po’ venga automaticamente da sola. Una volta che si è superato lo sforzo (soprattutto psicologico) di iniziare, e si è preso il ritmo, il corpo “ha sete” di correre. E ci si autodisciplina per fare in modo di poterlo fare.

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