Under Armour SpeedForm® Gemini 3, invito alla corsa

È difficile calzare le Gemini 3 e non avere un'irrefrenabile voglia di correre. Molto difficile

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Come una canzone che ti piace al primo ascolto: queste sono le UA SpeedForm® Gemini 3. Fin dal primo momento in cui le ho allacciate ho capito che mi stavano raccontando una storia che volevo ascoltare, una canzone che volevo sentire mille volte. E l’ho ascoltata, tantissime volte in questa caldissima estate. Sono le scarpe con cui ho corso in questi mesi caldi oltre ogni limite di sopportazione, su strade roventi e faticando per mettere un km in fila all’altro. Sono anche le scarpe con cui ho camminato di più: perché sono oltraggiosamente comode e perché – e non te lo aspetteresti vedendole – sono anche molto ben traspiranti. E capisci bene quanto bisogno ci fosse in questa pazza e calda estate di avere scarpe che non ti facessero soffrire.

Come capita spesso con le canzoni che ti piacciono subito, non smetteresti mai di ascoltarle, fino ad arrivare al punto di non poterne più. Avevo paura che con le Gemini 3 succedesse la stessa cosa: che mi stufassi della loro comodità e informalità. Comode e ammortizzate, protettive e rotonde. Non sono mai arrivato a provare questa sensazione, ma più ci ho corso più ho imparato a conoscerle. E forse proprio scoprirne alcuni punti deboli me le ha rese ancora più simpatiche. Possono delle scarpe essere simpatiche? Non so, ma loro ci riescono.

Un’ammortizzazione super soffice

Non saprei come definire altrimenti la loro ammortizzazione: è qualcosa di mai provato. Sembra non avere fine e ha un grado di morbidezza oltre la media, il che le rende molto comode e confortevoli, specie sulle lunghe distanze. Sono talmente gentili nell’accompagnarti che hai quasi la sensazione che lo siano fin troppo e che l’ammortizzazione tolga un po’ di spinta in fase di rilascio. Eppure le velocità sono le stesse e il piede alla fine ringrazia. Come sono comode quando ci cammini, altrettanto lo sono quando ci corri. Hanno tenuta, hanno reattività, anche se la percezione che se ne ha è influenzata dal fatto che le si percepisce come meno reattive. Ma è solo un’impressione.

Una tomaia magica

La tomaia delle Gemini 3 è elastica al punto giusto (contiene molto bene anche in situazioni di spinta più decisa) ed è spessa e resistente, eppure è eccezionalmente respirante e fresca. Non parlo spesso della tomaia in sé perché non mi capita spesso di trovarne di particolari, eppure questa è singolare. Sulla carta parrebbe normale eppure è eccezionalmente traspirante e contenitiva.

Amo i tuoi difetti

Le Gemini 3 sono perfette? No, come nessuna scarpa del resto. L’intersuola molto morbida, come già detto, può dare l’impressione di essere poco reattiva. Ma è solo un’impressione. Ho avuto dei problemi con il collare che ha il design slim e senza imbottitura che usa molto ultimamente: la scarpa sinistra mi ha dato noia alla caviglia, anche se poi il problema si è risolto quando il collare si è deformato e adattato alla mia anatomia. I collari minimal e secchi hanno un design molto pulito e moderno ma purtroppo non sempre si adattano alle particolarità fisiche dei runner, non almeno come ci riesce un collare imbottito. Non ho niente contro le imbottiture, specie se mi evitano le vesciche. Immagino tu sia d’accordo.

Questi dettagli non mi hanno però fatto cambiare opinione su di loro: sono protettive, comode, perfette per i lunghi, con una tomaia elastica e confortevole che si dilata assecondando il piede ma contenendolo, sono perfette nell’uso quotidiano e quasi sobrie nelle colorazioni scure.

Non è facile trovare scarpe così complete e capaci di essere esattamente quello che ti serve in diverse occasioni. Sei in viaggio di lavoro e ce le hai ai piedi e sono perfette. Quando hai finito di lavorare sono ancora più perfette per uscirci a correre. Così ti scarichi e ascolti proprio quella canzone che ti è sempre piaciuta dalla prima volta che l’hai sentita. Come le Gemini 3.

Trovi le UA SpeedForm® Gemini 3 in vendita sul sito Under Armour all’interessante prezzo di soli 83 euro, anziché 130.

IN BREVE
Comodità
9
Estetica
8
Tomaia
9
Suola/intersuola
8
Peso percepito
9
Protezione
9
Rapporto qualità/prezzo
9.5
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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

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