Sognare di correre sul ghiaccio

Tutti noi abbiamo uno o più sogni nel cassetto, alcuni sono semplicemente più “freddi” di altri

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Correre è sognare. L’atto stesso della corsa è un succedersi di piccoli balzi, quasi un testardo anche se timido tentativo di prendere il volo. Passiamo probabilmente più tempo sospesi in aria che non con i piedi letteralmente a terra. Siamo un po’ come Icaro: rifiutiamo di stare con i piedi per terra, vogliamo volare! Il gesto instancabile di correre, di staccare i piedi dal suolo, di cercare il volo è un inno alla libertà. Perché la corsa è libertà.

Ogni persona ha uno o più sogni. Alcuni sognano in grande, vogliono viaggiare nello spazio e visitare altri pianeti, altri sognano semplicemente un futuro migliore, una casa e un lavoro. Io sono una persona fortunata perché ho una casa e un lavoro e una bellissima famiglia. E anch’io come tutti, ho dei sogni.

Uno dei luoghi comuni più diffusi quando si parla di podismo è pensare che il sogno di ogni runner sia correre la Maratona di New York: non tutti sognano di correre una maratona e non tutti i sognano di correre a New York! Ognuno di noi ha un sogno diverso: il mio è correre sul ghiaccio.

Sì, esatto. Hai capito benissimo. Il mio sogno è correre sul ghiaccio ed è un sogno che realizzo ogni inverno a dir la verità. Ma ci sono quattro competizioni in particolare che vorrei correre, e ti dirò di più: una di queste l’ho già corsa.

Polar Night Half Marathon

La Polar Night Half Marathon è una mezza maratona che si svolge ogni anno a Tromsø, in Norvegia, all’interno del Circolo Polare Artico. Io l’ho corsa nel gennaio del 2017 (alcuni mesi fa) ed è stato semplicemente favoloso: 1.700 podisti da 46 diverse nazioni partono alle tre del pomeriggio da Storgata, la via principale di Tromsø, per correre i ventuno chilometri e novantacinque metri sulle strade innevate della cittadina norvegese.

La neve è fresca e produce quel suono magnifico sotto le centinaia di piedi dei runner che si affrettano sul percorso. Questa parte della Norvegia gode di un clima decisamente meno rigido del resto della penisola scandinava — gennaio è molto più freddo a Stoccolma dove vivo che a Tromsø — quindi non è inusuale correre con temperature vicine allo zero. Quando l’ho corsa io eravamo addirittura a +3°. Alle tre e mezzo del pomeriggio è buio pesto, l’unico riverbero del quale gode la cittadina norvegese a gennaio va dalle 10 del mattino a mezzogiorno e mezzo, per il resto della giornata la luce delle stelle si riflette sulla neve e se sei fortunato assisti allo spettacolo indescribile dell’aurora boreale. Il costo della mezza parte da circa 570 corone norvegesi, pari a circa 61 euro.

Siberian Ice Half Marathon


Andando verso est ci imbattiamo invece nella Siberian Half Marathon si corre lo stesso giorno della Polar Night Half Marathon, ai primi di gennaio, a Omsk in Siberia. La temperatura è decisamente più rigida con una media storica che va dai -14° ai -22°. Durante l’edizione del 2001 si registrò la temperatura limite di -39° che le fece guadagnare il titolo di mezza maratona più fredda del mondo; nel 2012 invece si registrò l’edizione più calda con ben -4°.

La SIHM è decisamente meno partecipata della sua sorella norvegese, con appena 406 finishers nel 2017. Già nel 2011 parteciparono podisti da ben 8 diversi Paesi e dal 2012 fa parte delle competizioni riconosciute dalla AIMS (Association of international Marathons and Distance Races).

La SIHM parte alle 11 del mattino e iscriversi costa 40 euro. Anche in questo caso il fondo è composto da neve e non propriamente ghiaccio, ma ce la facciamo andare bene lo stesso.

Baikal Ice Marathon


Correre sulla neve è impegnativo, ma pure correre sul ghiaccio non scherza. Il lago Baikal è uno dei laghi più grandi al mondo e si trova nella Siberia Meridionale, pochi chilometri a nord dal confine con la Mongolia. La sua profondità media di 744 metri (1.642 nel punto più profondo) ne fa il lago d’acqua dolce più profondo del mondo e quello con un volume maggiore. Solo il pensiero di correre su una lastra di ghiaccio (spessa fino a due metri, sia ben chiaro) sopra a 700 metri di acqua limpida e gelida tra i bellissimi che circondano questa meraviglia naturale incastonata tra le alture della Siberia Meridionale mi fa sognare.

La Baikal Ice Marathon si svolge agli inizi di marzo sulle distanze della maratona 42.195 metri) e della mezza maratona (21.0975). Oltre 200 podisti da 32 diversi Paesi prendono parte a questa incredibile avventura: si corre per tutta la lunghezza della gara sulle acque profonde acque ghiacciate del lago siberiano.

Honor Vladivostok Ice Run


La Honor Vladivostok Ice Run si corre a fine febbraio sulle acque ghiacciate della baia di Novik vicino all’isola di Russkji. È possibile correre sulla distanza dei 5, dei 10 chilometri e della mezza maratona. Vladivostok è la più importante città russa della costa orientale, e ovviamente si affaccia sull’Oceano Pacifico. Sentendo nominare l’Oceano Pacifico ai più verranno in mente Charline e Pietro che hanno corso la Maratona di Los Angeles, a mia moglie probabilmente viene in mente una vacanza alle Hawaii: a me viene voglia di correre a Vladivostok d’inverno…

La cosa più affascinante è che, a differenza della Baikal Ice Marathon, qui si corre su acqua salata. Si tratta infatti di un tratto di mare completamente ghiacciato. La temperatura media a febbraio oscilla dai -5° ai -15° quindi non eccessive, ma con un vento di 10 m/s che può dare molto fastidio.
L’iscrizione alla mezza per l’edizione 2017 costava circa 1990 rubli, poco più di 31 euro.

Conclusione

Perché queste quattro gare?
Perché sono mezze maratone e quindi accessibili a tutti, a differenza di una maratona che invece richiede più preparazione.
Perché correre sulla neve e sul ghiaccio è qualcosa di indescrivibile, è un’esperienza che ti cambia; il suono di centinaia di piedi che sul fondo innevato o ghiacciato fanno un rumore che è difficile da descrivere.

Correre circondati dal bianco dell’inverno è qualcosa a cui non saprei più rinunciare, i chiodi che affondano nella neve, il vento ghiacciato che ti taglia la pelle, gli occhi socchiusi per evitare che i cristalli di ghiaccio ti pungano le pupille, sono tutte esperienze che hanno qualcosa di magico e che ti assicuro, sarebbe un peccato non provare ;)

Andrea Wierer

3 COMMENTI

  1. io correrò la Polar night il prossimo gennaio, ma non so che scarpe usare?
    possono bastare delle scarpe TRAIL? grazie

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