Non ho voglia di cucinare, correre e lavorare

Insalata di patate, salmone, fichi, lime e spezie

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Non hai voglia di cucinare? La sindrome del post e pre vacanza è in agguato. Cucinare? Correre? Lavorare? Macchè! Oziare, what else?

E non posso darti torto. A me non capita mai, ma ho dei chiari disturbi psicologici ossessivi compulsivi, ergo non mi soffermerei moltissimo sulla questione. A me piace fare i biscotti a Ferragosto e ho detto tutto (sì, sono in analisi, tranquillo).

Se però fai parte della fazione che non ha voglia di cucinare perché la testa è ancora lì in spiaggia o montagna -che tu ci sia stato o debba ancora andare- ecco oggi una soluzione per te. Un piatto ricco, unico se accompagnato da una buona dose di carboidrati (io metterei del buonissimo pane di segale o timilia), particolare e mi suggeriscono dalla regia: esotico.

Non è in effetti un accostamento usuale il salmone con il fico, dirai tu. E io da brava antipatica gnegnegne ti contraddirò. I fichi stanno benissimo con il pesce spada e la salsa teriyaki e anche con il salmone affumicato. Le patate accostate a quest’ultimo poi sono un clichè anni 80, tipo pennette e vodka. So che qualcuno di voi -me lo avete detto su twiter rendendomi felice- ha provato il cantalupo con il pesce spada dopo una serie di titubanze. Bene: l’accostamento salmone-fico e patata con una spruzzatina di lime e qualche fetta di limone diventerà il tuo piatto preferito di questa fine estate, me lo sento.

Ti verrà voglia di cucinare. Dai, almeno le patate lesse ce la puoi fare, no? (se hai risposto no: nell’angolo a fare 20 ripetute per punizione)

Lessi le patate e le condisci con sale e pepe. Se non ci metti il sale forse è meglio perché il salmone fa il suo. Poi tagli delle fette di salmone affumicato e le adagi sopra le patate. Pezzetti di fichi e un mix di spezie che ti piace. Secondo me un pizzico di zenzero e noce moscata basta. Finito.

A volte basta davvero pochissimo per presentare sulla tavola di chi ami un piatto particolare, bilanciato, sano e soprattutto buonissimo (se non ti vede nessuno sai che la maionese di riso ci starebbe benissimo?).

Dai che per Natale manca poco e poi ci sono tanti ponti quest’anno!
(non è vero ma fa bene all’aspetto psicologico mentirsi in questo modo)

(forse)

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Si dice che, all'inizio, Lewis Carroll avesse scelto lei e che il romanzo si intitolasse Maghetta nel Paese delle Meraviglie ma lei, volendo rimanere nell'ombra per continuare i suoi progetti di conquista del mondo, rifiutò la parte di protagonista per lasciarla a quella sciacquetta di Alice. Dalle pendici dell'Etna, Maghetta cucina, fotografa, disegna e continua a progettare la conquista del mondo; infatti le sue giornate durano circa 144 ore (12 al quadrato). Per reggere questi ritmi infernali corre tutti i giorni almeno per un'ora, poteva essere altrimenti? Ha pubblicato per Mondadori "Le ricette di Maghetta Streghetta", best seller in cima alle classifiche nelle categorie: gnomi da giardino, unicorni e cani retriever. Ti consigliamo di comprarlo - seriamente: è in cima alla classifica "cucina per le feste" - e di leggerla; il ricavato andrà all'AIRC quindi avrai un bel libro e contribuirai alla ricerca!

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