La guida definitiva per comprare le scarpe da running

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Noi runner siamo fortunati perché non abbiamo bisogno di strumenti particolarmente complicati per praticare il nostro sport. Solo uno è imprescindibile: le scarpe. E sceglierle non è affatto facile soprattutto perché – anche se a prima vista si possono assomigliare tutte – tra scarpa e scarpa ci sono differenze sostanziali. Ecco quindi una guida per capire com’è fatta la scarpa da running su strada, capire quali sono gli aspetti da prendere in considerazione e quanto spendere.

Per permetterti di orientarti più facilmente, ho deciso di dividere questo post in più “capitoli”, alcuni più tecnici e altri legati alla mia esperienza (ormai credo di aver superato le 100 scarpe recensite), cercando di essere il più didascalico possibile in modo che ci siano pochi concetti da fissare. Se poi vorremo approfondire insieme alcuni aspetti, fammi sapere nei commenti qui sotto qual è l’argomento su cui vorresti saperne di più.

Cosa prendere in considerazione nella scarpa

Gli elementi principali nella scelta della scarpa non sono poi moltissimi (intendo quelli che veramente influenzano la sua efficacia): tomaia, supporto, pianta, intersuola, drop, battistrada. Partiamo dall’inizio, dalla parte alta.

1. La Tomaia

Attualmente le tomaie possono essere realizzate con due tecnologie differenti: la tessitura o la saldatura.

La tessitura è il metodo costruttivo più recente e permette di realizzare la tomaia tessendo un unico filo, aumentando la densità di trama nei punti dove serve per avere maggiore resistenza o supporto. Questo porta a un’ovvia diminuzione di peso della scarpa perché – riducendo al minimo gli elementi “esterni” – si ottiene un risultato perfetto includendo gli elementi strutturali direttamente nel tessuto.

La saldatura la trovi nella stragrande maggioranza delle tomaie. Il processo industriale permette di contenere il costo a lieve scapito di un aumento di peso per l’inserimento degli elementi strutturali all’interno o all’esterno della tomaia. Comunque non ci sono cuciture che potrebbero in qualche modo creare fastidiose frizioni.

Un altro importante elemento da considerare è il mesh, ossia il tessuto con cui è realizzata la tomaia. È molto importante perché determina la “freschezza” e la “traspirabilità” della scarpa.

2. Il Supporto

Il supporto è la parte strutturale della scarpa che la tiene attaccata saldamente al tuo piede, creando un’unica struttura dinamica scarpa-piede. Generalmente è presente nella parte centrale della calzatura e al tallone. È molto importante inoltre prestare attenzione al supporto dell’arco plantare (il centro della pianta del piede): ciascuno di noi ce l’ha diverso e ha necessità differenti.

Le scarpe support non sono da distinguere con quelle protettive che, generalmente, sono pensate per i runner con problemi di appoggio in pronazione. In quest’ultimo caso devi necessariamente trovare la scarpa che più si avvicini alla correzione del tuo problema oppure – come consiglio sempre – optare per una scarpa “neutra” e un plantare pensato appositamente per te.

3. La forma della Pianta

Spesso viene trascurata la forma della pianta nella scelta della scarpa ed è una dimenticanza grave. I produttori realizzano diverse larghezze di pianta per adattarsi al tuo piede, perché non approfittarne? Ti faccio un esempio: provi una scarpa, in punta sei “giusto” (l’alluce sta a circa 1/1,5 cm dalla punta) ma senti che la parte frontale della scarpa stringe le dita, compromettendo la comodità. In quel caso saresti tentato di passare a un altro modello oppure di prendere un numero più grande. Basta invece semplicemente passare a una pianta più larga e risolvi il problema. Non esagerare però: la scarpa deve “fasciare comodamente” il piede e non essere un campo da calcio dove le dita possano vagare troppo liberamente perché comprometterebbe la tua stabilità. La regola è che allargando totalmente le dita devi arrivare alle pareti della tomaia.

4. L’Intersuola

È una delle parti più importanti per la dinamica della scarpa perché si occupa dell’ammortizzazione e del ritorno dell’energia in fase di stacco. Ne esistono di tantissime tipologie: più morbide, più secche, dinamiche, tradizionali, innovative.

In questo caso scriverò poco perché è una questione puramente soggettiva: l’unica cosa che puoi fare è provare!

5. Il Drop

Il drop è il differenziale di altezza tra il tacco e la punta della scarpa e influenza la posizione del piede e l’appoggio; per semplificare lo raggrupperò e te ne dirò gli effetti.

Da 10 a 12 mm: La scarpa ha un appoggio tradizionale, spostato verso il tallone.

8 mm: È una scarpa per iniziare la transizione verso l’appoggio in avampiede. Ha un’impostazione ancora abbastanza tradizionale.

Da 4 a 6 mm: L’appoggio in avampiede è compiuto, può essere senza ammortizzazione (minimal) o ammortizzata (maximal), in entrambi i casi porta a una dinamica di corsa molto efficiente.

Da 0 a 4 mm: Scarpe estremamente dinamiche da usare solo se hai già fatto una transizione e hai una meccanica di corsa naturale già ben consolidata.

6. Il Battistrada

È la parte della scarpa che si consuma più velocemente e che definisce quanto grip avrai sull’asfalto. Non è affatto un elemento da trascurare perché – soprattutto sui fondi non perfetti – può fare la differenza tra divertirsi e cadere a terra. ;)

Un po’ di consigli

Dopo la parte più tecnica, ecco invece una raccolta dei “Consigli dello Zio Big” per comprare la scarpa da running.

1. Prima di scegliere la scarpa, decidi che uso ne farai

Le scarpe, come le automobili, hanno caratteristiche molto differenti tra loro. Potrai quindi trovare una scarpa perfetta per fare lunghi allenamenti estivi che non andrà bene per i lavori in pista di atletica.

Nello stesso modo, se stai iniziando a correre, non andare su scarpe troppo veloci o estreme. In fondo non daresti mai una Ferrari in mano a un neo patentato, no?!

2. Non intestardirti con un unico marchio/modello

Anche se ti trovi benissimo con una scarpa, non precluderti la possibilità di trovarne una migliore: sperimenta e sii curioso!

3. È sempre meglio avere due paia di scarpe diverse tra loro

Quando hai raggiunto un buon livello, è bene avere un paio di scarpe per gli allenamenti più lunghi e uno per i lavori più veloci: ne beneficerai molto.

4. Non fidarti dei consigli degli amici al bar

Tutti abbiamo caratteristiche, gusti, gambe e piedi diversi e quello che può essere perfetto per il tuo “compagno di uscite” potrebbe essere sbagliato per te.

5. Non aspettare che le scarpe siano distrutte prima di cambiarle

Generalmente una scarpa da running ha una vita che va da 600 a 800 Km. Possono distruggersi prima ma difficilmente dureranno di più. È molto importante sostituirle nel momento in cui senti che le caratteristiche della scarpa si esauriscono (ammortizzazione meno dinamica, EVA dell’intersuola vulcanizzata, battistrada eccessivamente consumato, tomaia strappata). Nello stesso modo: non tenere le scarpe ferme per troppo tempo (si rovinano comunque) e prenditene cura evitando sorgenti di calore dirette. Sono l’unico contatto che hai con il terreno: abbine cura.

6. Spendi il giusto

Personalmente credo che il prezzo “giusto” per un paio di scarpe da running sia tra 80 e 120 €. Esistono i modelli “premium” che costano di più perché hanno contenuti tecnologici superiori e te le straconsiglio. Mentre eviterei i modelli al di sotto dei 70 € perché potrebbero essere modelli vecchi (e quindi con la possibilità che la dinamica ne sia compromessa) oppure scarpe non così specialistiche.

Concludendo

Ho voluto volontariamente usare un linguaggio semplice e veloce per non annoiarti e cercare di darti gli elementi per poter decidere al meglio quando ti troverai davanti alla scelta della tua prossima scarpa da running; anche a scapito di una certa precisione.

In compenso, se sei arrivato a leggere fino a qui, hai già raggiunto un ottimo livello di resistenza! ;)

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

20 COMMENTI

  1. Scusa la domanda, vedo che fanno molte scarpe per pronatori, ma per i supinatori? Io, ad esempio sono portato a correre molto sul taglio del piede.. meglio cambiare esclusivamente la soletta o esistono scarpe anche per questo difetto?
    Grazie mille!!

    • Ciao! Non esistono nel mercato scarpe dedicate appositamente ai supinatori. Il consiglio che ti posso dare è di usare una soletta apposita accoppiata a delle scarpe ben ammortizzate. :)

  2. un appunto da un’esperto come Lei lo farei anche su pulizia e manutenzione, x capirci ke nn vanno asciugate al sole o sul termosifone grazie complimenti e buon lavoro

    • Hai ragione, però ho voluto concentrarmi nella fase di scelta della scarpa. Per quanto riguarda la “manutenzione”, le tue considerazioni sono assolutamente imprescindibili.

  3. Ciao Sandro, utilissimo grazie!
    Il mio piede è molto stretto e faccio fatica a trovare il modello perfetto per me, anche dopo aver provato tante scarpe di marche diverse… Sinceramente non mi è mai successo di trovare un negoziante che mi proponesse una pianta più stretta! E ti assicuro che mi sono sempre rivolta a negozi specializzati. La mia impressione è che le misure siano tutte standardizzate e che bisogna trovare la marca che realizza scarpe più strette “di default”…

    • Ciao Cristina, credo che, per ovvi motivi di magazzino, i negoziati tengano quasi esclusivamente prodotti di larghezza “standard”. Però ti garantisco che a catalogo moltissimi brand hanno larghezze diverse. Oppure, come giustamente hai fatto notare, puoi orientarti su un brand che faccia scarpe con la pianta più stretta e, nella fattispecie, ti consiglio adidas. ;)

  4. Grazie bell’articolo !
    Sarebbe utile se lo leggessero anche tanti allenatori di calcio, specialmente quelli che allenano bambini e ragazzi. Trovo assurdo far correre per tanto tempo (giri di campo) con una scarpa con tacchetti TOTALMENTE INOPPORTUNA a questa attività.
    Sperando che questo non possa “rovinare” per sempre il piede e la postura del ragazzo.
    Tralascio il discorso delle “punizioni” facendo fare i giri di campo = ODIO VERSO IL PODISMO FIN DA PICCOLI.
    saluti

  5. Ciao,
    è arrivata l’ora anche per me di cambiare la mia scarpetta da corsa…
    Il mio piede prona e finalmente è pronto il mio plantare con il quale andrò a correre le prossime uscite, nella speranza che anche le mie anche ne beneficino. Le mie prossime scarpe da corsa devo cercarle davvero neutral?

    antonella

    • Ciao Antonella. Certo: devi cercarle neutre perché è il plantare a correggere la pronazione. Per dirla in modo più chiaro: con il plantare all’interno, il tuo piede non è più pronatore e quindi sarebbe un errore prendere scarpe che non siano neutre. Buone corse!

      • Ciao,
        Sono appena uscita da un negozio di scarpe da running in centro milano…sono andata per rilassarmi e vedere delle scarpe che ho chiesto neutrali…mi hanno detto che sbaglio, che anche se correggo la pronazione con un plantare le scarpe le dovrei prendere comunque da pronatori 🤔🤔🤔🤔 😑 ora sì che ho le idee confuse…

        • Questa cosa mi risulta nuova: se correggi la pronazione con il plantare, non avrebbe senso duplicare la correzione.

  6. Ciao Sandro, su consiglio del negoziante ho comprato un paio di scarpe che dopo un mese dall’ uso mi sta dando problemi allo ginocchio sx. Dico ciò perché ho fatto una prova correndo con le vecchie scarpe ed ho avuto meno problemi. Secondo te potrebbe una soletta aiutarmi? Grazie infinite,a presto!

    • Ciao FCris! Dipende dal tipo di soletta; dovresti provare e capire se trovi il giusto equilibrio tra scarpa – soletta – ginocchia. Bisognerebbe capire la gravità dei problemi alle ginocchia e non è affatto facile: la nostra biomeccanica è parecchio incasinata.

      • Grazie infinite Sandro per la cortese risposta. Dopo 3 giorni di riposo ginocchio senza dolore. Mercoledì alla ripresa della corsa proverò, come già detto, le vecchie scarpe con soletta e vedrò la reazione, in modo da capirci qualcosa e iniziare a prendere qualche giusta direzione. Ti terrò aggiornato.
        A presto
        Francesco

        • Purtroppo è proprio così: si cerca di prendere la direzione giusta. A volte ci si riesce, altre no. (E ti assicuro che capita a tutti!!! 😞)

  7. Grazie Sandro, per l’articolo utilissimo, nella sua estrema semplicità e concretezza. Sono un neofita del running (corro regolarmente 4 volte a settimana da circa un anno, e ormai non riesco più a smettere !). Mi ha colpito il fatto che nell’articolo dici che le scarpe stando ferme si rovinano lo stesso, ma a cosa ti riferisci? Al fatto che le gomme della suola si ingottiscono ? Te lo chiedo perché, visto che sono già al mio terzo paio di scarpe, pensavo di crearmi una piccola riserva di scarpe, approfittando di saldi e occasioni online (naturalmente scegliendo i modelli che ho già collaudato e che sono sicuro che fanno per me). Quanto tempo credi si possa conservare integro un paio di scarpe da running dopo l’acquisto, se ben conservato ? Grazie per la tua cortese risposta e complimenti per i tuoi articoli sempre utili !

    • Ciao Emanuele, vado dritto al punto così non arrossisco per i complimenti (per i quali però ti ringrazio tantissimo <3 ). L'EVA con cui è composta l'intersuola e la suola della scarpa può deteriorarsi perdendo le sue qualità dinamiche. E questo processo a volte è difficilmente percepibile anche a occhio nudo. Secondo me un paio di scarpe da running, se ben conservato, si può conservare anche 12 mesi ma poi lo devi rodare e testare con cautela. Secondo me - poiché sconti e offerte ci sono sempre - ti conviene prendere le scarpe quando ne hai bisogno, in questo modo magari riuscirai anche ad accedere a modelli più recenti sul piano tecnologico. Spero di esserti stato utile. Buone corse! ;)

  8. Non ho idea di quello di cui ho bisogno, corro regolarmente da anno 3 volte a settimana, ho 46 anni faccio 5.0/km sui 10 e 4.40/km sui 5. Corro con asics gel nimbus 18, non ho problemi (meglio se erano un po’ più larghe avanti), prima avevo nike free run 2 e andava bene.
    Ho il terrore di sbagliare acquisto e forse esagero con l’ammortizzazione…
    Drop a 8 potrei!
    Grazie ciao.

  9. Buongiorno a tutti,
    dopo un lungo (issimo) periodo di sedentarietà per “cause comuni” (lavoro, bambini,ecc…) con conseguente appesantimento, mi hanno regalato come “stimolo anti-divano” un paio di “Nike Flyknit Air Max”.
    Il punto è: dopo tanta inattività sono scarpe “giuste”? Le ho provate, sono comode, leggerissime… ma io sono pesante anche se non ho problemi particolari in termini di postura, giusto una certa tendenza a usare il taglio del piede ma anni fa, quando ero più assiduo, correndo questo problema spariva.
    La verità è che mi spaventa rimettermi a correre… sarà questo. Mi sento tornato un novellino…
    Rimane la domanda: saranno scarpe utili? Mi sembrano un modello troppo veloce per chi ricomincia come me… magari è solo un’impressione…
    Un caro saluto a tutti.

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