Il turbo della mente (e come aumentarlo)

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Ci confrontiamo spesso sugli articoli che pubblichiamo e l’articolo di ieri su come allenare la mente ci ha portato a una seconda riflessione: quanto boost ci può arrivare dalla nostra testa e c’è un modo per capire quanto ne abbiamo a disposizione?

Purtroppo non ci sono studi che definiscano in modo empirico qual è la spinta che possiamo ricevere dalla nostra testa ma – a ben pensarci – ci sentiamo di ipotizzare un numero: la resistenza mentale ci può dare al massimo il 25% di energia in più. Che, a ben pensarci, è tantissimo.

Per ovvi motivi, chi dice che la mente può fare tutto sta dicendo una sciocchezza: infatti se decidi di correre 100 Km può essere risoluto quanto vuoi ma, se non hai le gambe, non vai da nessuna parte.

Prendiamo però l’incubo di moltissimi maratoneti: il muro dei 30 chilometri. Proprio in quel momento, se le nostre energie vengono meno, la mente può inserire una sorta di “pilota automatico” e accompagnarci (magari rallentando un po’) fino al quarantaduesimo. Questa secondo me è la distanza massima fino a cui possiamo arrivare con la testa, oltre è parecchio difficile.

Mettersi nelle condizioni migliori

Parlando di stati emotivi e mentali andiamo quindi a coinvolgere la sfera sentimentale e – guarda caso – pure questa influenza tantissimo le nostre prestazioni.

Quando sei arrabbiato tendi a sfogare la rabbia con lo sforzo fisico e quindi andrai più veloce ma la resistenza ne risentirà parecchio.

Quando sei demotivato o triste semplicemente molli.

Quando sei innamorato non ti rendi nemmeno conto di correre perché hai la testa tra le nuvole ma hai energie da vendere. ;)

Quando sei molto focalizzato sei molto vicino alla condizione ottimale ma lo stress e l’ansia possono subentrare molto velocemente facendoti esaurire le energie emotive.

La condizione mentale perfetta per sfruttare la mente al meglio è la serenità. Perché ti permette di focalizzarti senza distrazioni, quando sei sereno hai anche molta fiducia in te stesso. Insomma, per correre meglio bisogna essere sereni.

Ma per essere sereni bisogna correre. E quindi cosa aspetti? Infila le scarpe e vai, serenamente, a correre! ;)

 

P.S.: Queste sono chiaramente delle mie riflessioni: per le tue c’è tantissimo spazio qui sotto e saremo felicissimi di leggerle.

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Sandro Siviero (detto BIG): vive, lavora, scrive e corre in una località sconosciuta a tutti, localizzata dall'intelligence in una non meglio definita area nelle terre di Mordor. Big è una sorta di entità grigia che tutto vede e tutto controlla. Essere mitologico, ai collaboratori di RunLovers è concesso vederlo solo in occasione delle festività nazionali della Papuasia e solo in fermo immagine. Cioè mentre corre.
 Qua dentro è quello che decide chi vive e chi muore e, per questo, noi lo amiamo di un amore disinteressato e spontaneo.

1 COMMENTO

  1. Corro regolarmente da un anno e non posso che confermare, le varie sfumature emotive che si susseguono hanno parecchia influenza sulla corsa. Concedetemi di parafrasare un detto un po’ volgare: “La corsa non vuole pensieri”.
    :)

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