Il runner nostalgico

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Quella del runner nostalgico è una specie incredibile che, per quanto si rinnovi, rimane sempre identica a se stessa. Di sicuro ne avrai incontrato più d’uno, e se non gli hai sorriso con benevolenza, beh scusami ma avresti dovuto, se non altro perché un giorno, quel runner, potresti essere tu.

Il runner nostalgico ha un’età che – se non è terza – è seconda abbondante, e trascorsi che noi possiamo immaginare solo proiettandoci allo specchio di qui a venti o trent’anni. A volte ha avuto un passato come podista, magari agonista e pure su livelli discreti. Altre volte, chissà, forse corricchiava, forse solo tra i campi o su vecchie piste d’atletica in terra pressata. Ma attenzione, perché questo è il punto saliente che contraddistingue il nostalgco da un semplice runner in età avanzata: il nostalgico è tornato alla corsa dopo qualche era geologica in cui alla corsa non ha nemmeno pensato. Non è dunque che rifiuti la tecnologia o che abbia solide prese di posizione, ma solo che a un certo punto decide di infilare gli “scarpini” e rimettersi a correre.

Per questo, il runner nostalgico si può manifestare in due varianti: quello che corre con scarpe imprecisate di tessuto sospetto molto simile al cuoio, e quello che si è aggiornato (ma sempre e solo nella scelta della calzatura, vuoi perché gli fanno male i calli e vuoi perché il medico di base, con cui ha un rapporto che risale alla crisi di Cuba, gli ha detto che bisogna stare attenti con l’osteoporosi).

Lo vedrai dunque correre con scarpe della Canguro con gli strap di velcro, con Nike di modelli che nemmeno Nike ricorda, oppure, per converso, con scarpe di ultima generazione ma dalle grafiche sobrie e dai colori rigorosamente spenti.

Quanto al resto, il runner nostalgico ha consapevolezza di ciò che è e che non è più, e grande dignità, forse troppa, che lo spinge a nascondere le vene varicose dentro pantaloni lunghi di una vecchia tuta in triacetato. Se invece, per caso, usa pantaloni corti, allora sono dei grandi magazzini e tutt’altro che tecnici, ma più di tutto è la maglia che lo comtraddistingue, la maglia ciò che maggiormente lo caratterizza come runner nostalgico: solitamente è di cotone e di taglia sovrabbondante, dalle grafiche livide e schiarite eppure ancora visibili, in cui si può leggere e sognare di tapasciate del secolo scorso: “straMarinara 10k 1986”, “Cincirano di corsa 12/8/90”, o anche “Corri coi campioni, luglio ‘82”.

Il runner nostalgico, poi, non è che proprio corra: più che altro pesticcia, a volte tutto stirato indietro come incapace d’inseguire i suoi stessi piedi, altre volte ingobbito e quasi fermo sul posto forse perché rammenta di quando in campagna si pestava l’uva nei tini. Ovviamente lui, con la sua dignità, lo sa di non essere nemmeno l’ombra di ciò che era un tempo, eppure nel suo animo rivive una gioia, quella della corsa, del semplice essere in movimento, alla quale molte altre categorie di runner dovrebbero forse ispirarsi. Solitamente serio ma mai scontroso, se lo osservi da lontano mentre incrocia altri runner vedrai che:

– se incrocia un runner altezzoso, incasserà appena la testa tra le spalle con un atteggiamento del tipo “in fondo cosa pretendo alla mia età”;

– se incrocia un runner che lo saluta, gli occhi gli si accenderanno di un’empatia che ti farà lacrimare il cuore e venir voglia di eleggere il runner nostalgico come nonno adottivo per l’anno in corso e magari anche il prossimo.

E questo per un semplice motivo: perché il runner nostalgico ha nostalgia di ciò che era ma non dimentica ciò che è adesso, ed è pronto a estendere sulla fiducia e a chiunque la sua gioia per ciò che (ancora) gli riesce di fare. E tutto questo, amico mio, dovrebbe richiamarti alla mente una sola parola: dignità, per l’appunto.

E adesso vai, cerca il runner nostalgico sul tuo percorso, e per favore sorridigli, perché tra venti, trenta o cinquant’anni, sta’ sicuro che anche tu vorrai trovare sulla tua strada qualcuno che ti sorrida.

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Andrea è gentile e cordiale ma, soprattutto, è un grande osservatore. Durante le sue corse non c'è nulla che gli sfugga e - durante le sue notti insonni - si applica moltissimo a catalogare le diverse tipologie di runner che incontra. Siamo riusciti a raggiungere i suoi file nascosti e li pubblichiamo. Non prendetevela con lui: non è cattivo, è che lo disegnano così.

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