Holishkes: Involtini di Verza

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Holishkes, holipches, huluptzes, geluptzes, prakkes, yaprak e chissà quanti altri nomi per questi scrigni che rappresentano l’abbondanza. Si preparano tutto l’anno ma in particolare per Sukot-Sukkot-Succot, Festa delle Capanne e Festa dei Tabernacoli. Una delle feste ebraiche più importanti. Ci sono diverse varianti ma la base è sempre la stessa: foglia di cavolo che avvolge carne macinata (molto spesso di agnello) per poi essere cotta nella salsa di pomodoro. Alcuni, come nel caso di questi che ho preparato io, contengono anche il riso. Le spezie variano a seconda della comunità. Gli ebrei ungheresi usano la maggiorana, i siriani aggiungono la cannella, i persiani aggiungono l’aneto e mia nonna (sì, perché li fa anche mia nonna) calabrese e siciliana di adozione mischia diversi tipi di carne e spezie. C’è chi è pronto a giurare di non aver mai mangiato niente di più buono degli involtini di mia nonna Angela Argelia. Ma quella ricetta è segreta e quindi non posso trascriverla.

Mangia la verza che ti fa bene

Delle foglie verdi -di come prevengano le fratture da stress e siano fondamentali per il nostro organismo- ho parlato così tante volte qui su Runlovers che di sicuro non mi sopporterai più (in generale proprio, lo so, ma resisti!). La verza è ricca di vitamina B (tutto il parco di vitamina B possibile e immaginabile), ha un altissimo contenuto di betacarotene e antiossidanti. Rafforza il sistema immunitario e viene definita un cibo antitumorale per eccellenza.

Per 8 persone circa:

700 grammi di carne tritata, 200 grammi di riso meglio se a chicco lungo, 2 cipolle tritate finemente, 2 verze belle grandi, sale e pepe, olio extra vergine di oliva, brodo o acqua, 2-3 limoni, 100 grammi di zucchero di canna (la ricetta originale ne prevedeva 150).

Stacca le foglie della verza, lavale e poi falle cuocere per 2-3 minuti in acqua bollente salata. In una padella con un filo d’olio lascia cuocere carne e riso insieme bagnando con brodo (o acqua), sale e pepe. Quando il tuo ripieno è pronto stendi la foglia sul piano, mettici in mezzo un cucchiaio di carne e riso e richiudi per bene le estremità come fosse un pacchettino. Sistema (come vedi in foto) tutti gli involtini di verza e lascia cuocere aggiungendo brodo (o acqua) a fuoco bassissimo. Meglio se con un coperchio (la ricetta originale prevede almeno 3 ore ma sinceramente io ho lasciato andare solo per un’ora). Mescola il succo di limone con lo zucchero di canna e versa sopra gli involtini (confesso di non aver fatto questo passaggio). Più cuociono e più sono buoni.

Sono ancora più buoni e meno asciutti (perché mi è stato detto che sono asciutti. Due persone su cinque direi che è una buona media) se fatti cuocere con la salsa e tante spezie. Questa versione con la salsa è piaciuta a cinque persone su cinque.

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Si dice che, all'inizio, Lewis Carroll avesse scelto lei e che il romanzo si intitolasse Maghetta nel Paese delle Meraviglie ma lei, volendo rimanere nell'ombra per continuare i suoi progetti di conquista del mondo, rifiutò la parte di protagonista per lasciarla a quella sciacquetta di Alice. Dalle pendici dell'Etna, Maghetta cucina, fotografa, disegna e continua a progettare la conquista del mondo; infatti le sue giornate durano circa 144 ore (12 al quadrato). Per reggere questi ritmi infernali corre tutti i giorni almeno per un'ora, poteva essere altrimenti? Ha pubblicato per Mondadori "Le ricette di Maghetta Streghetta", best seller in cima alle classifiche nelle categorie: gnomi da giardino, unicorni e cani retriever. Ti consigliamo di comprarlo - seriamente: è in cima alla classifica "cucina per le feste" - e di leggerla; il ricavato andrà all'AIRC quindi avrai un bel libro e contribuirai alla ricerca!

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