Guarda in faccia il tuo limite

Un metodo facile per porsi un limite e tentare di superarlo

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Uscire dalla comfort zone. Superare te stesso. Il tuo avversario sei te stesso. Quante volte te lo sei sentito dire (anche qui, non ci chiamiamo fuori)? Decine di volte. Per poi trovarti sfiancato a pensare “Ma dov’è esattamente il mio limite?”.

Quando hai iniziato a correre il tuo limite era portare a casa la pelle, anche dopo poche centinaia di metri. Qualche settimana dopo era superare la mezz’ora di corsa. Poi l’ora. Poi fare almeno 10 km in un’ora. Poi una mezza. Poi una maratona.

Avrai notato che ho fatto diversi esempi ma tutti avevano qualcosa in comune: dei numeri e delle quantità: chilometri, tempi.

I diversi limiti

Parlando di corsa, di nuoto o di bici è facile definire certi limiti: sono gli ambiti stessi in cui queste discipline si svolgono e sono, ancora una volta, dei numeri: distanze, tempi, battiti cardiaci, kg. Ma ci sono anche limiti psicologici legati alla condizione mentale e alla percezione che hai dei tuoi stessi limiti. Il tuo limite può essere per esempio che ami correre ma non fare uno sforzo eccessivo. Oppure può essere che vorresti correre più spesso ma la tua mente ti gioca lo scherzo di farti credere che non hai tempo per farlo o che hai cose più importanti di cui occuparti.

Il limite è fisico

Per battere un limite devi vederlo o almeno riuscire a visualizzarlo. Questa è davvero la condizione basilare. Non puoi scoprire un tuo limite e tentare di superarlo se non sai che forma ha. Il limite è una misura di te stesso e deve a sua volta poter essere misurato. Pensa alla differenza che c’è fra il correre per 30 km e poi pensare che il tuo limite è ancora più in là e farlo invece durante una maratona. Non ho scelto i 30 km a caso: quello è uno dei più comuni limiti – il famoso “muro dei 30 km” – che puoi superare solo se ti sei preparato abbastanza e per un altro motivo spesso trascurato: dopo quello sai che ci sono ancora 12.195 metri da fare. Un numero? Non solo: è una misura precisa: quella del tuo limite. Lo puoi vedere, puoi dargli una forma, prendergli le misure: è meno della metà di quello che hai fatto fino a quel punto. Puoi farcela?
Pensa ora a come reagirebbe la tua mente se il limite dopo il 30° km fosse un vago “Un po’ più in là”. Basterebbe un metro, no? O un chilometro? Non so, fai tu. Non ha importanza, tanto anche un passo solo oltre i 30 basta.

Ma ora misuralo: hai fatto un solo passo dopo il 30° km. Non molto, no? Potevi di certo fare di più.
O hai fatto 900 metri. Ottimo. Ma perché non un chilometro in più? O due?

Visualizza il tuo limite

La condizione determinante per superare il tuo limite è visualizzarlo: è la distanza della maratona o la velocità media, decidi tu.
Io non do particolare attenzione ai miei tempi: corro per altri motivi. Però anche io ho un limite: è il numero di volte che mi alleno ogni settimana. Ancora un numero, ci ha fatto caso? Se mi alleno 3 volte sono in media, se mi alleno 4 sono contento. Se mi riposo solo 2 giorni sono molto fiero di me.
Per motivarti a superare il tuo limite devi vederlo in faccia, e dargli un numero è un ottimo metodo per riuscirci. Ripeto: può essere una distanza o un tempo o un numero di volte, ma devi poterlo misurare e un numero è il metodo ideale.

Qual è il tuo limite? Sei pronto a batterlo? Qui sotto c’è tutto lo spazio che vuoi: parliamone, sono curioso di saperlo (e di capire come posso sfidare me stesso in nuovi, inediti, modi!).

(Photo credits John Towner)

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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

21 COMMENTI

  1. Il mio limite è nella mia testa.. è la me che non so di essere.. sono i tempi che non riesco a convincermi di poter fare.. il mio limite sono io, tutte le volte che ho paura di guardare cosa c’è oltre..

    • Finché non ci provi non puoi sapere se ce la fai, no? Si dice così. Però vedila così: il tuo limite sei te stessa, ma la te stessa di ieri. Oggi puoi essere meglio e domani ancora meglio di oggi. Fai piccoli passi e andrai molto oltre. Ogni viaggio comincia con un primo passo.

  2. Cosa più giusta non c’è! Ci avete azzeccato in pieno! Il mio limite? La paura nel correre per un’ora di fila!

    • Da quanto corri Salvatore? Perché lo sai vero che ce la farai, no? Ce la farai sicuramente e il tuo limite è UNO, o un’ora, chiamalo come vuoi. Tienici aggiornati :)

  3. Ciao, il mio limite attuale è 1h40′ sulla mezza. Non credo di essere ancora pronto a batterlo. Fra un mese ho la Stramilano, penso che riuscirò a battere il mio PB (1h42’26”) ma il muro dei 100 minuti sulla mezza, quello ancora no. Però, ora so che quello è il limite da battere e “vederlo” è già un risultato. Prima correvo senza questo obiettivo, e allora non scendevo mai troppo sotto i 5’/km. Ora che l’ho visualizzato, spesso corro a 4’40″/k (sui 10K) o anche meno. Che non è abbastanza, per tornare al limite che vedo. Spero di guardarmi indietro a fine anno e sorridere del 1h40′, perchè avrò impostato il limite successivo (1h35′?).

    • Sono degi ottimi tempi e, come dici, hai potuto superarli perché sei riuscito a visualizzarli. Grande Franz!

      • Grazie per la risposta. Il più grande limite (diciamo “escatologico”) nella mia testa è “la maratona”. Non riesco a pensarci, mi spaventa (la chiamo la mia kryptonite). Però, passo passo arriverò a visualizzare anche lei.
        Buone corse!

  4. Il mio limite da quando a fine Settembre ho indossato le scarpe per iniziare a correre è quello di fare la non competitiva Stramilano dei 10k in meno di 55min. Mi sto impegnando molto e so che ce la farò. Aver visualizzato il limite mi sta aiutando a cercare di superarlo.

  5. Corro da due mesi, sono passato da 30 minuti ad un’ora, non mi stanca……non mi basta…….so che posso fare di piu.
    Sono passato dai 3km ai 7km all ora……è poco, posso arrivare almeno ai 5’30” al km
    Qua do ho finito, sto bene, sorrido., sono felice…….ma ultimamente ho un altfo problema, so che questo non è il post giusto, ma la domanda la faccio lo stesso…….ultimamente mi prende un dolore ad entrambi gli stinchi……prima era “passeggero” un 5 minuti e passava, l’ultima volta mi sono dovuto fermare……..sapete darmi consigli?

  6. Ma limite relativo o limite assoluto? Il mio limite relativo da abbattere ora è fare la Roma-Ostia in 1.38.00 (PB 1.39.10), in assoluto è stato e sempre sarà coniugare al meglio possibile pesi e corsa in maniera tale da soddisfare le mie paranoie narcisiste/salutiste/egocentriche fondamentali per la mia autostima.

    • Partiamo dai limiti relativi tenendo a mente quelli assoluti. Comunque l’hai posta nel modo giusto: ci sono quelli assoluti che sono come i boss dell’ultimo livello di un videogioco: un po’ alla volta si arriva ad affrontare pure loro :)

  7. Ho cominciato a correre nove mesi fa. Il mio obbiettivo é la mezza di Brescia (città in cui vivo) del 12/3/17. Ho già percorso in solitaria i 21 (in 2h) ed il mio obbiettivo é farla sotto i 2.50. Concordo con la teoria dei numeri in testa. Perfetta. Bell’articolo, complimenti…

  8. Il mio limite lo scopriro’ il.21 maggio alla 9 colli
    Ho fatrovato 3 volte la 100km del passatore ma adesso voglio sapere se arriverò in fondo a questa gara di 202 km da Cesenatico fino a Cesenatico salendo e scendendo 9 colli …in max 30 ore
    Il limite è nella testa …

  9. Il mio attuale limite sono 12 km a settimana, fatti in due uscite (di lunghezza diversa). Per ora e’ il compromesso tra la strada percorsa (e la conseguente gioia provata) e le conseguenze a livello osteo-articolare, in primis il tempo di recupero per finire ai doloretti piu’ o meno forti dovuti alla mia storia di infortuni e acciacchi congeniti. E’ un limite mobile. Un anno fa erano 8 km, fatti tutti la domenica mattina, ma ora chiaramente la corsa si e’ fatta piu’ efficiente e i muscoli si sono rinforzati, il tempo di recupero considerevolmente ridotto. Sposto il limite un po’ piu’ in la’ periodicamente, dandomi il tempo di adattarmici. Ma si’, come dici tu, la chiave e’ avere un numero ;)

  10. Vuoi sapere qual’era il mio limite ? L’asma ! Io non riuscivo a correre nella mia città piena di smog o sul lungomare dove crescono tante erbacce che mi fanno arrancare dopo 10 minuti . . .
    Pensavo non fosse una disciplina fatta per me .
    Ma non riesco a farmi fermare , da quando ho iniziato a correre ho preso l’asma più seriamente (stando fermo a casa quasi non senti il bisogno di prestare attenzione al respiro) , ho seguito la cura in maniera scrupolosa ed ora riesco a fare la mia oretta di corsa e personalmente riesco a sentire i benefici di una maggiore ossigenazione , porto a casa un workout completo fatto di addominali , flessioni e corsa , la gente intorno a me si è accorta del cambiamento e tutti mi chiedono sempre “sei dimagrito? stai facendo palestra”? In realtà sono attrezzato solo con due pesetti , un tappetino ed un paio di scarpe !

    Ma non avrei mai raggiunto un tale traguardo se non avessi scoperto questo sito (in realtà il gruppo su facebook) :ho corso altre volte nella mia vita , prima lo facevo per dimagrire ma come sempre i risultati erano scarsi e la fatica enorme, ora lo faccio perché mi sento spronato da tanta gente che come me ha dei limiti e vuole superarli. Sono curioso di sapere fin dove posso spingermi .

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