Brooks Glycerin 15: ce n’è ancora

Versatili, comode, ad assetto variabile. Le Glycerin 15 sono molto più di quel che possono sembrare

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Le prime scarpe da corsa che ho avuto erano delle Brooks. Erano le Ghost 4. Furono anche le prime scarpe che recensii per RunLovers, ormai 5 anni fa. Per iniziare su una nota personale insomma, con Brooks ho un rapporto di lunga data e nemmeno solo di lontana conoscenza: qualcosa di intimo mi lega a loro, almeno nel ricordo. Nel mondo della corsa sono entrato anche grazie a loro e a chi quel giorno di qualche anno fa me le consigliò. E visto che qui si parla di consigli, un’altra nota personale è questa: ultimamente, come accade con una certa costanza grazie a RunLovers, mi sono trovato a consigliare qualcuno su che scarpe provare. E mi sono accorto che, sempre più spesso, concludevo con “Ma sai che, fossi in te, io proverei le Glycerin 15?”. La cosa accadeva quasi inconsapevolmente: da qualche settimana ci corro e quindi la mia testa è lì, però mentre cercavo la scarpa migliore da consigliare a Paolo o a Francesca, mi ritrovavo sempre a quel punto: e se le scarpe giuste per loro fossero proprio le Glycerin 15? Il perché è presto detto, e ora te lo dico.

Quel feeling americano

Mi piacciono le metafore automobilistiche: spiegano bene di cosa si parla. Quindi anche oggi le voglio usare: le Glycerin 15 sono la versione da running di una macchina americana. Comode, soffici, con cui farci tantissima strada. Con un contenuto tecnico meno evidente di una scarpa giapponese ed europea, eppure. Eppure c’è molta tecnologia, anche se Brooks è da sempre più sbilanciata sull’aspetto ludico dell’esperienza di corsa piuttosto che sul perché questa mescola ti faccia andare più forte o quella tomaia sia più traspirante. Correre con Brooks è una cosa quasi primitiva: ti allacci le scarpe e ci corri, e di cosa hai ai piedi te ne puoi dimenticare. Davvero: ridotta all’osso funziona così. E le Glycerin 15 sono piacevoli fin dalla prima volta che le calzi: avvolgenti e salde ma anche morbide e comode. Con un collare superimbottito che, devo ammetterlo, mi piace tantissimo. Posso spendere due parole per lui? È ciccio, persino un filo esagerato ma alla fine ti dà tantissimo confort, ed è la prima cosa che noti correndoci: che non ti fanno male alla caviglia, non ti irritano, sono confortevoli tanto da viziarti. Così come il resto della scarpa: un involucro che ti protegge e ti fa stare comodo sopra e sotto, in un raro equilibrio. Non è solo il sistema di intersuola e suola a essere bilanciato fra gli estremi della reattività e del comfort ma anche la tomaia e la sua forma collaborano perfettamente con il resto della scarpa. Correrci è un’esperienza di puro equilibrio che si traduce nel fatto che te le dimentichi. E ti godi la corsa.

Il turbo non dichiarato

Ma c’è anche una consolidata tecnologia nella Glycerin 15, ed è quella collaudatissima del Super DNA, il materiale non newtoniano contenuto nell’intersuola che si adatta al tuo stile di corsa. “Non newtoniano what?”. Ok, te lo spiego più semplicemente. Queste scarpe hanno un comportamento dinamico variabile: sono più morbide quanto meno comprimi la loro intersuola (caricandole quindi meno) e più reattive quanto più forte ci corri. Il miracolo avviene grazie al Super DNA con cui è fatta l’intersuola nella zona del tallone: se ci corri tranquillo sono morbide, se ci spingi lui si irrigidisce e ha una risposta più secca e veloce. Tornando alla metafora automobilistica è esattamente come passare dalla modalità normale a quella sport. Solo che non devi cambiare nessun settaggio ma solo correrci più forte. Il maggiore peso con cui le caricherai modificherà il Super DNA che risponderà in maniera diversa e “più sportiva”.

Per questo dico che c’è molta tecnologia nelle Glycerin ma di quel genere che non si vede ma funziona quando serve. Perché non siamo piloti di Formula 1, no? Vogliamo solo correre e farlo nelle migliori condizioni possibili. È il motivo per cui cerchiamo scarpe che sappiano essere performanti quando serve e delle buone servitrici quando non vogliamo fare il nostro personal best. Una tecnologia comprensibile senza libretto di istruzioni, senza nessuno che te la spieghi come se fosse un acceleratore di particelle.

Ecco perché le ho consigliate spesso ultimamente: sono semplici, comode, veloci e soprattutto versatili. Non sono le scarpe perfette per chi pesa 71 kg ed è biondo e nemmeno quelle per chi è un filo sovrappeso e riprende a correre dopo un infortunio. Sono delle scarpe che vanno bene a molti tipi di runner diversi: a chi è leggero e corre e fa i lunghi, a chi è meno in forma e corre meno, a chi ci fa solo degli allenamenti veloci. Non fanno una cosa sola in maniera precisissima ma ne fanno tantissime in maniera egregia. E non te lo fanno pesare: la fanno e basta, e tu nel frattempo ci corri. E scusa se è poco.

Le Brooks Glycerin 15 costano 170 euro e le puoi trovare nei migliori negozi sportivi o sul sito di Brooks.

IN BREVE
Comodità
9.5
Estetica
7.5
Tomaia
9
Suola/intersuola
9.5
Peso percepito
9
Protezione
9
Rapporto qualità/prezzo
7.5
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Martino Pietropoli (detto Tino Mar): la creatura Tino Mar, risultato di un esperimento riuscito non troppo bene, ha un suo laboratorio, ovviamente segreto, dal quale escono i progetti più disparati. L'importante è che siano barefoot. Appare come un tranquillo e serio professionista ma quando vede una scarpa a drop 0 perde il controllo ed esce a provarla correndo per strada. Prima però ha l'accortezza di annunciarlo su twitter. Condivide con BIG la possibilità di correre in fermo immagine ed è per questo l'altra faccia della stessa medaglia.

4 COMMENTI

  1. Ho avuto già modo di sottolineare il fatto che io sia brooksista a vita e sicuramente le Glycerin 15 mi soddisferanno perché le comprerò di sicuro; ho scritto “soddisferanno” e non “piaceranno” perché ormai è una guerra persa, Brooks semplicemente non è capace di fare una scarpa figa e intendo esteticamente figa…poco male, è l’ultima cosa che guardo però….

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